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Darkwood Monitor
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Non amo particolarmente scrivere, penso di essere più bravo a disegnare o a parlare. Così, quando i curatori di questo index mi hanno chiesto un'introduzione, ho pensato inizialmente di realizzarla in maniera alternativa. Ma visto che di miei disegni ne vedrete fin troppi in questo volume e che allegare una cassetta al libro ne farebbe aumentare eccessivamente il costo, ho poi deciso di fare un'introduzione tradizionale. E, del resto, non avrei potuto dir loro di no. Mi ha procurato un enorme piacere leggere il primo index, un lavoro fatto con precisione, classe e tanto amore. Angelo Palumbo e Stefano Priarone (ai quali si è aggiunto, nella realizzazione di questo secondo index, Giampiero Belardinelli), novelli Champollion, hanno analizzato le storie zagoriane con scrupolo quasi scientifico. Come Champollion aveva scoperto la chiave per leggere i geroglifici, loro hanno saputo leggere Zagor in maniera profonda e acuta. Lo Spirito con la Scure ha successo da quarant'anni (pardon, trentotto, non vorrei che si offendesse perché gli aumento l'età - vivo con Zagor da tanto tempo che lo considero quasi una persona reale, una sorta di alter ego di me stesso), ma pochi prima di loro gli hanno dedicato l'attenzione critica che merita. Questi index così meticolosi perpetuano la memoria dei classici di Zagor. In questo secondo volume sono prese in esame tante storie a cui sono affezionato (l'avventura di Frida, le prime apparizioni di Kandrax e Supermike, i ritorni di Hellingen e del Re delle Aquile), brillantemente scritte da Sergio Bonelli (alias Guido Nolitta), l'altro genitore di Zagor, nonché suo editore. Pensavo di conoscerle a memoria, ma, leggendo l'analisi che se ne fa in questo volume, le ho viste sotto un'altra luce, scoprendone significati inaspettati. Belardinelli, Palumbo e Priarone dicono che le mie storie di Zagor hanno dato loro molto, ma anche a me fa piacere leggere i loro saggi sullo Spirito con la Scure. |
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