Home Mail
Zagor Online

40 anni di Zagor.
Come è cambiato!

Scriveteci e
partecipate al nostro
forum!

Forum: Rinnovamento Zagoriano
.

Nel giugno del 2001 lo Spirito con la Scure ha compiuto quaranta anni. Come e perché è cambiato il personaggio dai tempi di Guido Nolitta fino ad oggi? Scriveteci e fateci sapere la vostra opinione.


Pagina Seguente

Messaggio di: Adriano
Quaranta anni di Zagor. Come è cambiato!!!!
Ho praticamente imparato a leggere sfogliando gli albi di Tex e Zagor. Due personaggi mitici che hanno influenzato la mia infanzia ed adolescenza. Ho collezionato le loro storie sino all'età di 16 anni poi ho smesso. Per quanto riguarda Zagor, avevo già da tempo (dopo l'avventura con Hellingen e gli Akkroniani) notato un cambiamento nei testi e nella trama. Nel lontanissimo Dicembre 1982 cessai di acquistare le avventure di questi due eroi.

Nonostante altre passioni avevano preso il mio cuore, nei ritagli di tempo fra un'esame universitario e l'altro avevo il piacere di rilassarmi rileggendo le vecchie avventure dello spirito con la Scure. Poco tempo fa, a trentaquattro anni suonati, divagando dalla mia attività professionale mi sono sorpreso a navigare su Internet alla ricerca di Darkwood. Ho cosi scoperto che anche lo spirito con la scure ha avuto una sua vita con nuove strabilianti avventure incontrando interessanti personaggi e soggetti. Curiosando nella rete ho poi notato che in edicola era imminente nientemeno che il ritorno di "Kandrax il mago" (mitica avventura anni 70, forse la migliore insieme a "I Sei della Blue Star" e "Fiamme nella Notte") cosi non ho resistito e complice il volumetto sui 40 anni, sono corso ad acquistare dopo 19 anni un albo del mio eroe preferito.

(8k) Ho scoperto che Gallieno Ferri (nonostante gli anni) è ancora un mito, ma aimè la storia e il personaggio mi sono sembrati stravolti. Nella precedente storia anni 70 (sul mago celtico) l'avventura iniziava con la consueta comicità di Cico e si tingeva pian piano di un alone di mistero. Il Mistero veniva interrotto da situazioni comiche, in cui però la suspense aumentava crescendo lentamente in una atmosfera apparentemente immutata, ma alla quale si inseriva qualcosa di indefinibile, un pericolo, una minaccia, che Zagor avvertiva con il suo sesto senso. Alla "normalità" si inserisce qualcosa all'inizio invisibile, poi 'diverso' e infine minaccioso. Tutto questo non c'è nella nuova avventura, la storia piomba subito in un clima angoscioso, il "mostro" appare subito (ad esempio in un altro ritorno famoso, quello del vampiro - 1981 - ci fu una preparazione maggiore).

Nella trama attuale sembra mancare un ordine e c'è tanta confusione. Appare buona l'idea della follia e delle visioni che permettono la fugace apparizione nientemeno che di Frida. Poi però si esagera, un'incubo dopo l'atro si finisce nel meccanismo della parodia e quando Zagor a pagina 50 esclama "perché non riesco a svegliarmi!!" si tocca l'apice del grottesco. Sembra una presa in giro del personaggio. Non si dovrebbe trattare cosi' lo Spirito con la Scure!!!

Cordiali saluti.


Messaggio di: Vittorio Silvestri
Volevo solo far notare l'intervento di Adriano, un ex lettore di Zagor che si è ritrovato a leggere una storia dello spirito delle scure dopo 19 anni... Probabilmente ai più passerà inosservato, dato che la stragrande maggioranza dei lettori sembra non accorgersi minimamente che Zagor non è più lui! E non mi riferisco solo ai disegni (ma è davvero Zagor quello disegnato da Chiarolla ne "La lunga marcia"?... beh, è irriconoscibile...) ma soprattutto al nuovo modo di scrivere le sceneggiature da parte di Boselli e Burattini!

Caro Adriano, tutte le situazioni che hai citato prendendo ad esempio la prima grande storia con Kandrax (la comicità di Cico, la suspense, il sesto senso di Zagor, ecc...) non esistono più ormai da tanto tempo... e sai perchè?

Pare (così si difendono gli autori) che i lettori di oggi siano diversi da quelli di qualche decennio fa, sono meno smaliziati e quindi hanno dovuto adeguare Zagor a questa nuova tendenza... ma io mi chiedo: perchè mai allora hanno tutti nostalgia delle vecchie storie di Nolitta? Mistero... Niente, non c'è niente di nolittiano nelle sceneggiature di Boselli e Burattini; lo erano erano molto di più quelle di Toninelli, che si diceva avesse snaturato il personaggio (ed in parte era vero) ma almeno le situazioni di cui si parlava prima le conservava tutte...

Purtroppo Adriano, gli autori fanno finta di niente (e i lettori pure) o più semplicemente non sono in grado di ridarci lo Zagor che piaceva tanto a noi... Beh, pazienza...


Messaggio di: Moreno Burattini
Vittorio Silvestri sostiene che la stragrande maggioranza dei lettori sembra non aggorgersi minimamente che Zagor non è più lui. Secondo me, se mi è consentito replicare senza che ciò sembri voler per forza entrare in polemica con le legittime opinioni altrui, la verità è che la stragrande maggioranza dei lettori si accorge benissimo che lo Zagor di oggi non è più quello di quaranta, trenta, venti, dieci anni fa ma accetta la cosa come normalissima, dato che è inevitabile che i tempi cambino - e noi non essi, come diceva Fouché.

Ciò non significa che lo Zagor di oggi non sia più Zagor. Neppure l'Uomo Ragno di oggi è più quello di Stan Lee e di John Romita Senior, che a sua volta non era quello di Steve Ditko. Il Topolino di Romano Scarpa non era quello di Floyd Gottfredson e neppure lo Zio Paperone di Giorgio Cavazzano è quello di Carl Barks. Perfino i film di 007 con Pierce Brosnan non sono quelli con Sean Connery. E allora? L'eroe dovrebbe cambiare nome? Aggiungo che le canzoni dei Rolling Stones non sono più le stesse di quarant'anni fa. Non sono più le stesse neppure le stagioni, e una volta qui era tutta campagna.

"Pare (così si difendono gli autori) che i lettori di oggi siano diversi da quelli di qualche decennio fa", scrive Silvestri dando a capire che lui non è d'accordo. Vittorio può pensarla come crede, ma *davvero* i lettori di oggi non sono più quelli di qualche decennio fa. Se ne faccia una ragione. E non sono più gli stessi neppure gli autori.

Vittorio si chiede: "perchè mai allora hanno tutti nostalgia delle vecchie storie di Nolitta?". Beh... io per primo ho nostalgia delle vecchie storie di Nolitta. Solo che Nolitta, purtroppo, non scrive più, e se anche tornasse a scrivere non scriverebbe più neppure lui allo stesso modo. Io non sono Nolitta, nè potrei esserlo, Boselli non è Nolitta nè potrebbe esserlo. Possiamo essere nostalgici quanto vogliamo, e oltre a rimpiangere Nolitta rimpiangere anche la spensieratezza della nostra infanzia, i giorni felici della nostra gioventù, il primo bacio con la fidanzatina. Però quei tempi non torneranno, e temo che vivere sospirando sui ricordi del passato non sia la migliore delle condizioni possibili. Viceversa, se consapevoli di come il linguaggio dei media si evolve sempre più in fretta, riusciamo ad apprezzare come per fortuna alcuni nostri eroi, tra cui Zagor, riescono a tenersi al passo con i tempi ed essere accanto a noi dopo 40 anni, forse allora abbiamo ancora la speranza di divertirci e non finire a fare la figura dei vecchietti brontoloni che scuotono la testa contro la gioventù degenere.

"Non c'è niente di nolittiano nelle sceneggiature di Boselli e Burattini", scrive ancora Vittorio, e io taccio perchè parte in causa. Poi aggiunge "lo erano erano molto di più quelle di Toninelli, che si diceva avesse snaturato il personaggio (ed in parte era vero) ma almeno le situazioni di cui si parlava prima le conservava tutte". Toninelli ha portato avanti Zagor per oltre dieci anni, e a lui va tutto il merito di quell'impresa. Però, si tratta appunto di un decennio cominciato vent'anni fa. E anche a lui tutti dicevano: non sei Nolitta, perchè?


Messaggio di: Adriano
Sono contento che qualcun altro abbia nostalgia del vecchio Zagor, io ho lanciato un sassolino nello stagno e Vittorio ci ha scagliato un macigno, tanto da chiamare direttamente in causa gli Autori. E' da tanto che non leggevo una nuova avventura di Zagor? 19 anni!!!!! Ed era inevitabile che trovassi cambiato il personaggio? Come dice Burattini il tempo passa!

Non conosco abbastanza i nuovi autori e non si può giudicare da un solo albo, per questo probabilmente tornerò in futuro ad acquistarne altri, tuttavia come ogni Zagoriano di vecchia data (doc!) rimpiango inevitabilmente Nolitta, non solo perché mi ricorda l'infanzia e la prima adolescenza (che c'è di male, in ognuno di noi c'è sempre una componente infantile ed è giusto non muoia mai, altrimenti perché leggere i fumetti?!) ma perché mi ha abituato a storie e tematiche diverse. Per fare un esempio c'è chi il caffè lo preferisce espresso (classico), chi invece lo vuole più lungo o magari corretto, è una questione di abitudini e di gusti.

Dicono che in Germania, il classico bicchiere di birra bionda e spumeggiante non sia più di moda, dicono che "tiri" di più la birra alla frutta o aromatizzata con altre essenze. Probabilmente questa birra stile 2000 (al passo con i tempi) è un ottimo prodotto ed è comunque birra, anche se inevitabilmente diversa. Una cosa è però certa, in Germania non mancherà mai il bicchiere di birra classica (è una tradizione, un monumento, come da noi il vino). Perché non lasciare che esista uno Zagor classico? Per esempio potrebbe essere una idea quella di sfruttare la serie speciale che qualcuno chiama simpaticamente "lo Zagorone" per introdurre di nuovo lo stile nolittiano, possibile che nella Bonelli non esista un autore più vicino alle tematiche nolittiane? Sarebbe poi bello se in occasioni speciali lo stesso Guido Nolitta (sempre nella serie speciale) tornasse a scrivere una storia ogni tanto (prevedo vendite a valanga).

Ma che cosa è lo stile Nolitta? E' l'avventura Zagoriana per eccellenza, che inizia con Cico che pasticcia con Trampy o con Drunky Duck e che prosegue pian piano entrando da prima a passi felpati e poi via via in un ritmo crescente (ma mai confusionario) nel vivo della storia. Quando il nemico è di quelli importanti, sia naturale o sovrannaturale, l'avventura, la minaccia e la storia crescono lentamente prendendo ritmo e acquistando suspance, il lettore è incuriosito e quasi con trepidazione corre ad acquistare il numero successivo.

Chi di voi non ricorda la classica espressione di Zagor (sguardo torvo illuminato da una tetra luce soffusa) che in uno scenario apparentemente immutato ma carico di tensione esclama "io avverto una nettissima sensazione, come se un indefinibile pericolo ci minacciasse, e vi garantisco che rarissimamente mi sbaglio in occasioni come questa" (da "Il Fantasma di Stone-Hill") o "l'atmosfera che grava ancor oggi su queste rovine mi trasmette una netta, indefinibile sensazione di pericolo... e tu sai, amico mio, che in casi del genere raramente il mio istinto mi ha ingannato" (da "La Tribù Scomparsa")? Chi non ricorda il senso di giustizia, che non stà mai solo da una parte, la comprensione per i nemici, l'amore per la libertà e soprattutto le storie con gli indiani, anche quelle tristi (come "la Rabbia degli Osages" e "Spedizione Punitiva")? Forse nelle avventure Nolittiane le figure femminili non erano sempre ben utilizzate (Frida, Virginia e Margie) ma le storie erano comunque indimenticabili.

Sono d'accordo con il nuovo autore, in effetti fa piacere sapere che nonostante gli anni c'è ancora un fumetto di nome Zagor in edicola, ma sono dispiaciuto di sapere che come spiega Vittorio lo Zagor versione 2000 non ha più niente in comune con lo Zagor Nolittiano (se non appunto il nome).

Infine un appello: Zagoriani doc (so che non siamo pochi) fate sentire la vostra voce e uniamoci ad invocare il ritorno dello "Zagor classico".


Messaggio di: Marco Frosali
Vorrei dire la mia sul cambiamento di Zagor. Ho cominciato a leggere proprio con le sue vignette, e me la sono letteralmente fatta sotto a 8 anni, sfogliando l'albo di mio cugino "Sulle orme di Titan"... mamma mia che paura, quel robottone così cattivo, quelle povere formicoline umane che si confrontavano con lui... proprio nel periodo dei robottoni giapponesi buoni che sconfiggevano mostri intergalattici! Ne avevo circa 10 di primavere quando lessi la storia del "Masai Killer", del "Pericolo biondo", di "Dharma la strega" e della "Tigre"... Me la sono spassata come pochi! Credetemi, per me non c'era niente di più bello... Poi mi sono fermato, ho "leggiucchiato" qua e là Martin Mystere, Gil, Tex, Topolino, la "Lancio"... a 14 anni ho cominciato a collezionare Dylan Dog e nel frattempo, qualcosa in me è cambiato.

A 16 anni ricominciai a leggere puntualmente Zagor con "INCUBI" e ho davvero goduto! Quei cinque mesi di avventura erano interminabili, bellissimi! Oggi ho quasi 28 anni e mi succede quanto segue. Ho da qualche anno riletto quelle avventure di Zagor gustate da bambino, e ne sono rimasto deluso! Pur restando nel mio immaginario inimitabili, mi sono apparse inesorabilmente datate. Allora, mi aveva affascinato l'ambientazione inconsueta, che non avevo mai riscontrato in nessun altro libro o fumetto da me abitualmente "frequentato".. Ho comperato alcune videocassette di un cartone animato del 70-80 (Bem, il mostro umano), e ne sono rimasto deluso. Ho rivisto film, cartoni... Niente, quella magia è completamente scomparsa. La cosa che mi diverte di più, è proprio ripensare al momento della mia vita in cui le ho lette, per caso, scanzonato e senza altre esperienze.

Oggi, mi rendo conto che, proprio per aver letto di tutto (da Sandman a Preacher, da Dylan Dog a Ken Parker, da M.Mystere a N.Never, da Tex a Magico Vento, dallo Zagor attuale a Dampyr, dagli X-Men a Justice League), di fumettti, ma anche di libri, di cose viste in TV e al cinema, al computer... mi accorgo che, se fossi un lettore di fumetti di nove anni oggi, lascerei da parte QUEGLI Zagor per altre storie (per esempio il primo Dylan Dog o lo Zagor di oggi). Già, proprio lo Zagor di oggi! Perchè è quello che mi emoziona oggi ed è per me al passo con i "miei" tempi. Fra dieci anni queste storie, pur rimanendo nel mito zagoriano, saranno comunque datate per narrazione, concetto e struttura della storia. Proprio perchè fra dieci anni (facciamo trenta va', spero che i nuovi autori non se ne vadano prima), gli stimoli che il mondo darà ai nuovi autori saranno tali da sembrare incomprensibili a chi ha letto solo lo Zagor di Burattini e Boselli o solo quello di Nolitta.

Per concludere, per me, Il periodo di Nolitta rimmarrà nel mito, accanto però a quello Burattini-Boselli... Periodi che nel mio immaginario lasceranno emozioni irripetibili, ma che apparteranno anche al passato. Credo sia normale per un lettore avere avuto esperienze Zagoriane con Nolitta, essere rimasto a secco di fumetti, poi tutto insieme, ritrovarsi a leggere oggi le sue storie e sentirsi incompatibili. E' come l'automobile: anche nei primi del novecento c'erano, ma per andare da Firenze a Bologna oggi e ieri, ci sono tempi e strade diverse. Diciamo che su Zagor c'è passata la variante di valico, va'!

Sul discorso ristampe, vorrei dire come la penso e perchè mi piacerebbe. Probabilmente non la comprerei nemmeno (in quanto ho dai TuttoZagor e sto cercando di racimolare quanti più originali o "prime" ristampe possibili), o forse acquisterei solo i numeri più belli. Mi sembra di aver capito che una ristampa, pur onerosa da mandare nelle edicole e nelle librerie specializzate, costa meno di un albo inedito. Quindi, potrebberro essere sfornate una serie di ristampe, confezionate in maniera diversa dalle solite, che raccolgano magari le storie fondamentali di Zagor, che so, in dieci volumi (visto che in ambito "pubblicazioni Bonelli", mi pare di aver capito, certi volumi belli corposi vendono anche di più delle serie normali), di varia grandezza, con copertine ex-novo, da cui un lettore possa essere attratto, con schede tipo i Maestri Disney).
Un lavoro simile è stato fatto da una casa editrice (di cui non ricordo il nome) che ha ristampato la storia "Zagor Racconta" addirittura con un formato diverso. Non potrebbe essere un tentativo per interessare qualche lettore? Come dicevo prima, le storie sono datate, ma allora anche per Tex è stata fatta una ristampa sessanta mesi fa (lo so che Tex vende stampato anche in greco antico!). Non sto faneticando, ma ho l'esperienza di un amico che con le mani nei capelli mi dice: ma come faccio a leggere Zagor che ha più di 400 numeri di storie che non ho letto? Perchè è abituato a serie recenti, facilmente recuperabili se non comprate dal primo numero, e crede che per capire le storie attualmente in edicola, si debba perr forza aver letto tutte le precedenti.
Ciao a tutti.


Messaggio di: Vittorio Silvestri
Ringrazio Moreno Burattini per la bella (e piena di citazioni colte) risposta al mio intervento... Ovviamente il bravo Moreno respinge tutte le accuse fatte a lui, a Mauro Boselli e al loro modo di gestire il nuovo corso zagoriano che tanto entusiasmo sta suscitanndo nei lettori dell'ultima generazione, anche se un pò meno in quelli "nostalgici e brontoloni" di vecchia data come me!

Ma davvero Moreno crede che il sottoscritto non riesca ad adeguarsi all'evolversi del linguaggio dei media? Che Zagor abbia dovuto adeguarsi ai nostri tempi è più che legittimo e non è certo questo l'appunto che faccio a te e a Mauro; quello che contesto è lo stravolgimento del personaggio! Possibile che non riusciate a rendervene conto? Inizia la storia e ci si trova immediatamente immersi in una situazione di confusione totale (esempi più eclatanti: Liberty Sam, Ombre su Darkwood, Il terrore dal mare, Vampyr, Il ritorno di Kandrax) a discapito della suspense e del mistero che contraddistinguevano tutte (anche le meno riuscite) storie dello Spirito con la Scure; i lettori di oggi potranno anche essere cambiati ma scrivere una sceneggiatura pensandola come fosse un videoclip non mi sembra il modo migliore per adeguarsi ai tempi che corrono! Se decideste di re-inserire all'interno di un albo le ormai scomparse gags di Cico, credete che il lettore moderno si troverebbe disorientato? Sì? Allora perchè gli speciali con il messicano funzionano ancora così tanto? Si sentirebbe annichilito un lettore moderno se vedesse uno Zagor intento a riflettere, o a dare ascolto al suo sesto senso, oppure ad emozionarsi se dopo tanti anni riabbraccia un vecchio amico?

Mah, io credo proprio di no! Credo anzi, che un punto d'incontro tra il "vecchio e il "nuovo", se solo lo voleste, si potrebbe trovare; il guaio purtroppo è un altro e lo dirò citando un detto molto popolare e poco colto ma che credo renda bene l'idea: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!


Messaggio di: Moreno Burattini
Trovo molto interessante questo forum sul cosiddetto "rinnovamento zagoriano", e spero di non essere accusato di eccesso di presenzialismo o di mania di protagonismo se, in ragione del mio interesse, torno di nuovo a scrivere sull'argomento. Prometto di restarmene in silenzio per un po' dopo questo ulteriore intervento. ^__^
Vorrei chiosare alcuni passaggi contenuti nei più recenti commenti degli amici zagoriani.

Adriano, che grazie a Manito è un lettore "recuperato", sostiene che non c'è niente di male nel desiderare uno Zagor "classico". Anch'io lo desidero (e detto fra noi, ero convinto di scriverlo, evidentemente illudendomi). Il problema è un altro: uno Zagor realizzato oggi, chiunque lo realizzi, perfino gli stessi Nolittra & Ferri, sarà inevitabilmente diverso dallo Zagor di trent'anni fa, quelli che tutti vagheggiamo. Ferri non disegna più come allora, perchè il suo stile si è evoluto (e si è evoluto continuamente, dal primo numero in poi), Nolitta non scriverebbe più come allora, se scrivesse (e magari tornasse a scrivere!).
Dunque, un qualunque Zagor del nuovo millennio non potrebbe MAI essere uguale a quello degli anni Sessanta, o Settanta. Si può solo sperare in un certo grado di approssimazione. Ora, poichè un personaggio non deve (o non dovrebbe) limitarsi a sopravvivere come uno zombi della zona del crepuscolo, ma per dimostrarsi vivo e vitale deve (o dovrebbe) tenersi al passo con i tempi, si tratta di cercare di farlo in modo che non venga snaturato. Da questo punto di vista, anzichè lamentarsi di come Zagor sia cambiato, dovremmo tutti meravigliarci di quanto sia cambiato poco, in così tanti anni e in anni che così tante rivoluzioni hanno visto succedersi nel mondo della comunicazione massmediale. Dopo quarant'anni, Zagor è ancora qui a volare di ramo in ramo, a lanciare la sua scure, vestito con la sua casacca rossa un po' da supereroe, nella sua foresta incantata. Quanti altri eroi invece sono scomparsi, e hanno lasciato solo i sospiri dei nostalgici a ricordarli! Per quanto mi riguarda, io continuo a far avere a Zagor le sue premonizioni, ad assecondare il suo sesto senso, a fargli provare sentimenti forti per gli amici, a lottare per la libertà. Quale autore di ben 15 speciali di Cico, mi sembra di aver dimostrato anche il mio attaccamento verso il messicano, nè mi pare di metterlo da parte nelle storie che scrivo.
L'unico problema riguardo a Cico è che, dovendo il fumetto competere con proposte di fiction molto più immediate (telefilm e videogiochi, per esempio), non si potrebbe oggi iniziare una storia con una gag di oltre 50 tavole come quella di "Indovinala Grillo" senza che il lettore più giovane non si senta defraudato dal fatto che l'avventura non entri nel vivo nei tempi a cui è abituato (oggi, i nuovi ritmi narrativi pretendono l'immediata entrata in medias res).
Personalmente, comunque, ho iniziato molte storie con delle gag di Cico. La mia primissima, "Pericolo mortale", ormai vecchia di dieci anni, cominciava appunto con uno sketch dal titolo "Cico rubacuori", e nel mio ultimo speciale, "Darkwood Anno Zero", ugualmente Cico è protagonista di una gag iniziale vecchia maniera. Altre gag sono in arrivo (a novembre c'è Bat Batterton).

Marco Frosali, nel suo intervento, parla a un certo punto di una casa editrice (di cui non ricorda il nome) che ha ristampato la storia "Zagor Racconta" in un formato diverso. Si tratta della Phoenix di Daniele Brolli.

Infine, Vittorio Silvestri scrive lamentandosi del fatto che le storie mie e di Mauro Boselli inizino e ci si trovi "immediatamente immersi in una situazione di confusione totale". E cita, quindi fra gli "esempi più eclatanti", "Liberty Sam". Ora, essendo "Liberty Sam" una storia scritta da me (Mauro Boselli, se vorrà, potrà chiedere lumi sulle sue), chiedo a Vittorio quale sia la confusione totale nell'inizio di "Liberty Sam". Zagor e Cico sbarcano da un battello, assistono a un'asta di schiavi, vedono messo all'asta il loro amico Sam, lo liberano. Sinceramente, se questa è confusione, ammetto che non riuscirei a scrivere più chiaramente. In ogni caso, vengo di solito definito "nolittiano" e mi sforzo di esserlo. Proprio in questi giorni io e Mauro Boselli abbiamo stabilito il programma delle uscite dei prossimi due anni di Zagor: ci sono molte mie storie in calendario, e alcune di queste sono davvero vecchio stile, quanto di più classico non si potrebbe.

Spero che riescano ad accontentare anche i lettori della vecchia guardia (e, detto fra noi, io stesso lo sono - lettore della vecchia guardia, intendo, cresciuto a pane e Nolitta).
Un caro saluto.

Pagina Seguente

Copyright (c) 1998- top
Ultima revisione: