Home Mail
Zagor Online

Qual è la vostra
opinione sul
"politically correct"?

Scriveteci e
partecipate al nostro
forum!

(8k)

Forum: politically correct
.

L'albo "Catene!", scritto da Moreno Burattini e disegnato da Michele Pepe, ha suscitato le ire di alcuni lettori, che denunciano un comportamento troppo "duro" da parte dello Spirito con la Scure. In questa pagina, troverete i commenti dei lettori e le risposte degli autori zagoriani, Mauro Boselli e Moreno Burattini, mentre il sottoscritto ha già detto la sua nella recensione della storia pubblicata su uBC. Non mancate di scriverci per farci sapere anche la vostra opinione.

Daniele Alfonso


Pagina Seguente

Messaggio di: Tito Menzani
Incredibile! Sono un accanito nonchè stupefatto lettore di Zagor che, appunto, come direbbe un famoso presentatore televisivo, "non crede ai suoi occhi". Mi sto riferendo all'ultimo albo zagoriano da me letto: "Catene!". Se non l'aveste ancora capito alludo al finale della storia, quando Zagor, con una freddezza e un cinismo degni del Punisher di Stan Lee si sbarazza dei nemici negrieri. "Si sbarazza" per usare un eufemismo, forse sarebbe meglio dire giustizia oppure assassina. Ma dove sono finite, mi domando, le idee per le quali ogni uomo ha diritto ad un processo, ha diritto a potersi difendere di fronte ad un giudice, ha diritto ad essere considerato innocente fino al pronunciamento del verdetto? Non è forse vero che lo stesso Zagor si è più volte battuto (e, particolare non trascurabile, ha rischiato la vita) per evitare una giustizia sommaria o un linciaggio appellandosi proprio a quei valori garantisti precedentemente enunciati? La cosa realmente sconcertante non è l'uso del trabocchetto della nave-minata per liberarsi dei malavitosi della miniera (che altrimenti non avrebbe potuto vincere tanto facilmente) quanto il fatto che Zagor lasci sulla nave, condannandolo a morte certa, anche Mr. Baxter; dopodichè tranquillo e beato il nostro eroe raggiunge Cico sulla riva non esprimendo il minimo sentimento di rimorso, pietà, umanità. Un simile Zagor-Punisher mi lascia un tantino sconcertato, tanto più che io non sono mai stato un grande amante dell'antieroe giustiziere alla Charles Bronson, trovando molto più difficile e stimolante il rispetto della legge. Sono quindi portato a chiedermi: "Ma la tanto sbandierata politica della "Zero Tolerance" è arrivata anche a Darkwood?".


Messaggio di: Mauro Boselli
Rispondo, come farò anche personalmente, a Tito Menzani, riguardo all'ultima storia di Burattini, "Catene!", e al finale, che lui trova poco "politicamente corretto" nei confronti dei cattivi di turno. Riassumo brevemente: Zagor si trova nel Profondo Sud, durante lo schiavismo, e deve liberare un numeroso gruppo di schiavi dal lavoro forzato nelle miniere a opera di una banda di farabutti. Che cosa deve fare? Chiamare la polizia? Ma il fuorilegge sarebbe lui, nel Sud schiavista! Quindi, per salvare i poveretti senza rischiare di fare una bella ma tragica figura da eroe onesto ma morto, opta per la drastica scelta di farli saltare tutti in aria. E la voce di Mister Baxter gli è necessaria per la riuscita del suo piano. Non si tratta qui di "tolleranza zero". Si tratta di uomini giusti che si ribellano, esattamente come Manetola, Liberty Sam e molti altri indiani e non, in tante storie zagoriane e texiane. Non assassinio, ma legittima difesa.
Tanti saluti a Tito e a tutti gli zagoriani in rete, ai quali ricordo che sarò presente alle Fiere di Roma, Torino e Napoli, i pomeriggi del 1° e dell'8 aprile e del 6 maggio rispettivamente.


Messaggio di: Paolo Cavaliere
Salve a tutti!
Sono un appasionato lettore zagoriano e scrivo questo messagio cogliendo l'occasione per riprendere il discorso introdotto in questa stessa sede da Tito Manzani a proposito dell'eccessivo cinismo dimostrato da Zagor nel recente albo "Catene!".
Condivido in pieno l'opinione del lettore Menzani e anzi il suo messaggio ha battuto sul tempo uno mio in cui avrei espresso le medesime idee.
Il cinismo in questione non si manifesta, a mio parere, solo nella sequenza finale in questione, ma è disseminata nell'intero albo: Zagor compie tutta serie di atti di quel genere, e lui e Cico si impegnano per tutta la storia nel discolparsi con più o meno credibilità, quasi stiano cercando di venire a patti con la propria coscienza.
In dettaglio, a pag. 36, dopo la morte (in realtà piuttosto fortuita) di mister Lee, Zagor dice che "non è il caso di piangerci sopra" e Cico è d'accordo: "se Lee e i suoi uomini sono morti è stato solo perchè hanno cercato di farci la pelle fino all'ultimo". In effetti è vero, ma allora perchè hanno tutto questo bisogno di consolarsi a vicenda? DA pag. 41 a 44, poi, Zagor minaccia e poi tramortisce un innocente pescatore, e qui sembra davvero che il buon Spirito con la Scure assuma un atteggiamento che davvero non rientra nelle sue corde: forse sarebbe stato preferibile che Zagor e i suoi compagni avessero ottenuto l'aiuto spontaneo del pescatore, e pur trovandosi nel Sud schiavista, l'episodio isolato non sarebbe risultato poco credibile e avrebbe risparmiato al nostro Zagor un'autentica caduta di stile. Fra l'altro, per tutta la sequenza in questione, Zagor tratta anche con incredibile strafottenza il malcapitato pescatore: ma che bisogno ce n'è?
Alle pagg. 82-83 Zagor colpisce un uomo con un calcio al petto, e questi perde l'equilibrio: fin qui tutto bene, peccato però che il poveraccio finisca con la testa nella caldaia a carbone, naturalmente in funzione, del battello, e il suo capo prenda fuoco: il poveraccio ne esce completamente sfigurato ma ancora con cattive intenzioni nei confronti di Zagor, che lo fredda senza restare turbato neppure un secondo per la sorte toccata al suo avversario. Si tratta evidentemente di una sequenza quanto mai truculenta in cui si dimostra, a mio parere, cattivo gusto. Quello di tanta crudezza in primo piano è un espedientucolo da serie C2 che mal si addice a uno sceneggiatore di serie A qul'è Burattini. A proposito di questo argomento, rimando poi alla Posta del n.376.
Alle pagg. 86-87 poi Zagor si fa scudo di un uomo tramortito e quindi indifeso: al buoi, un altro avversario spara e, ovviamente, colpisce lo scudo umano di Zagor, che subito si discolpa dando la colpa al tiratore: "Io l'avevo soltanto stordito!". Però, che bella scusa! Tanto valeva fargli dire "Non è stata colpa mia, mamma!". Non vi nascondo che ho trovato questo comportamento di Zagor irritante e indisponente. A Boselli, che ha difeso il comportamento di Zagor sostenendo che nel Sud schiavista non si sarebbe potuto fare di meglio, voglio ricordare la classica storia nolittiana "Addio, fratello rosso!". Anche Zagor era contro tutta l'opinione pubblica, ma allora fece di tutto per portare iol colpevole davanti al giudice. Altri tempi? Si, ma il personaggio è ancora quello, non scordiamocelo.
In realtà, mi sembra di scorgere spesso, nel pur ottimo Burattini (che nell'ultimo albo di questo aprile mi sembra che abbia realizzato un'ottimo lavoro, superiore alla sua media degli ultimi tempi)una vena di eccessivo sadismo: vorrei ricordare solo alcuni esempi, come il finale de "Le armi fatali" (mi sembra di aver letto in questo senso anche un intervento di Policelli, se non sbaglio, in questa stessa sede), o, più indietro nel tempo, una sequenza incredibile, nell'albo "I falsari" alle pagine 34-38: Zagor e i suoi amici giungono in una casa sul fiume per chiedere aiuto ed ospitalità, il padrone di casa gliela nega, e allora Zagor lo pesta a sangue: d'accordo che l'avversario in questione avgeva provocato la donna in compagnia di Zagor con un attegiamento razzista, ma comunque mi sembra che Zagor non fosse nel suo diritto in quel caso.
In conclusione, il senso di questo mio intervento è un'esortazione ad escludere eccessi di questo tipo dagli albi di Zagor, che è rimane una serie improntata all'Avventura in senso ampio, in cui la violenza è sempre stata presente, ma che i più bravi sceneggiatori della serie hanno sempre saputo trattare con estrema cautela e buon gusto. E' doverosa infine una stretta di mano (che spero accetti) al bravo Burattini, che spero non si senta vittima di alcun attacco personale: continuo a ritenerlo il più bravo sceneggiatore in forza a Zagor, alla pari con Boselli, e di cui ho solo voluto commentari alcuni aspetti particolari riguardanti determinate storie, non certo l'intero lavoro che da anni svolge per Zagro con encomiabile impegno, raggiungendo praticamente sempre risultati eccellenti.
Un saluto a tutti.


Messaggio di: Mauro Boselli
A questa lettera risponde di seguito anche Burattini, in quanto autore della storia discussa. Io ribadisco soltanto che si tratta di polemiche sterili e che, se ne avessi il tempo e la voglia, dimostrerei con esempi come anche eroi notoriamente corretti come Ken Parker e Mister No abbiano spesso ucciso in modo che, alla luce della nostra civile convivenza, sembrerebbe sbagliato e da galera! Ma andiamo! Qui si parla di avventure a fumetti! Se l'eroe non usasse questi metodi, non si potrebbe andare avanti. Non confondiamo la correttezza politica con l'ipocrisia. A questo proposito, ricordo a Paolo Cavaliere che, nella storia "Addio fratello rosso", Zagor cercava di far rispettare una legge esistente (anche l'assassino di un indiano, secondo la legge, va punito), mentre in "Catene!" la legge , quella del Sud di allora, è dalla parte degli schiavisti!!! Non mi sembra poi tanto difficile da capire! O l'eroe, per rispettare una legge ingiusta, deve forse farsi ammazzare e non proteggere degli innocenti? Che eroe sarebbe? Il vero eroe, gente, deve anche essere in grado di macchiare, all'occorrenza, la sua bella animuccia pulita!


Messaggio di: Moreno Burattini
Per due lettori che si fanno paladini di un malinteso senso del "politicamente corretto" ad ogni costo (e non ci si lamenterà mai abbastanza dei danni fatti al fumetto, al cinema, alla letteratura dalla mistica della *correctness*), ho ricevuto invece decine di plausi per il comportamento di Zagor nell'abo "Catene", più di quanto mi accade di solito di ricevere. Potrei riportare brani su brani di lettere in cui ci si felicita con me per uno Zagor meno "buonista" solito e per come reagisce in modo giustamente duro e determinato a una situazione che non permetteva, del resto, reazioni diverse (se non al prezzo di risultare inefficaci e inadeguate). Tuttavia capisco che le trite e ritrite idee da Comics Code o da Garanzia Morale che vanno per la maggiore abbiano reso particolarmente sensibili alcuni lettori, e del resto lo scorso anno Tex Willer fu denunciato dal Codacons solo perchè fumava, dunque nessuna meraviglia che un comportamento appena più "arrabbiato" da parte di Zagor possa dar fastidio a qualcuno; del resto, proprio il comportamento troppo tenero e molle dimostrato a lungo in passato ha scontentato assai più gente che vorrebbe invece vedere sempre uno Spirito con la Scure che agisce come in "Catene!". Finchè mi sarà possibile, cercherò di mediare le opposte richieste, nel tentativo (destinato comunque a fallire, perchè impossibile) di accontare tutti.

Scrive Paolo Cavaliere:
In dettaglio, a pag. 36, dopo la morte (in realtà piuttosto fortuita) di mister Lee, Zagor dice che "non è il caso di piangerci sopra" e Cico è d'accordo: "se Lee e i suoi uomini sono morti è stato solo perchè hanno cercato di farci la pelle fino all'ultimo". In effetti è vero, ma allora perchè hanno tutto questo bisogno di consolarsi a vicenda?

Mi sembra buffo, nel leggere le (fortunatamente poche) critiche a "Catene", pensare a come, prima dell'uscita dell'albo, temessi che proprio la morte di mister Lee potesse apparire costruita in senso troppo buonista e politicamente corretto: insomma, il bieco schiavista sta per morire e chi tende (sia pur vanamente) la mano per salvarlo? Lo schiavo che lui voleva catturare! Avevo paura che si dicesse: sempre la classica storia dei negri tutti buoni e dei bianchi tutti cattivi, è la solita solfa del politicamente corretto. Invece, poi, ironia della sorte, c'è stato chi ha accusato l'albo per il motivo opposto, cioè per la *scorrettezza* politica! Nel caso dei dialoghi citati dall'amico lettore, è evidente che il mio scrupolo era appunto quello di controbilanciare l'eccesso di *correttezza* (il negro buono che tenta inutilemente di salvare il bianco cattivo) di una scena che poteva sembrare fin troppo retorica, con un paio di considerazioni un tantino più ciniche (ma realistiche) che riportassero Zagor e Cico con i piedi per terra, nel dramma che stavano vivendo, in un mondo dove homo homini lupus, un pianeta che, come scrive Pascoli, è un "atomo opaco del male".

Da pag. 41 a 44, poi, Zagor minaccia e poi tramortisce un innocente pescatore, e qui sembra davvero che il buon Spirito con la Scure assuma un atteggiamento che davvero non rientra nelle sue corde: forse sarebbe stato preferibile che Zagor e i suoi compagni avessero ottenuto l'aiuto spontaneo del pescatore, e pur trovandosi nel Sud schiavista, l'episodio isolato non sarebbe risultato poco credibile e avrebbe risparmiato al nostro Zagor un'autentica caduta di stile. Fra l'altro, per tutta la sequenza in questione, Zagor tratta anche con incredibile strafottenza il malcapitato pescatore: ma che bisogno ce n'è?

Zagor e i suoi amici sono braccati e rischiano la cattura e l'impiccagione. Hanno il fiato degli inseguitori sul collo, incontrano un pescatore che verosimilmente avrebbe tutto l'interesse a farli catturare per incassare la taglia. Che cosa dovevano fare? Mettersi a convincerlo, con una lunga ed edificante discussione basata su belle argomentazioni ispirate ai grandi principi e ai più nobili ideali, sull'opportunità che lui li aiutasse? Mah. Mi sembra più logico minacciarlo (neppure troppo prepotentemente) perchè dia ai cattivi le indicazioni sbagliate... e poi, tramortirlo con una normalissima botta in testa (come se ne sono viste milioni, nel corso della serie) non mi pare una cosa particolarmente efferata. Nè, sinceramente, noto una "incredibile strafottenza" nelle poche parole rivolte a Zagor al pescatore, peraltro in un contesto drammatico e concitato e non in un cocktail a una festa di laurea. Però, ognuno ha la propria sensibilità e mi dispiace aver disturbato, senza volere, quella di alcuni sensibilissimi e delicatissimi lettori.

Alle pagg. 82-83 Zagor colpisce un uomo con un calcio al petto, e questi perde l'equilibrio: fin qui tutto bene, peccato però che il poveraccio finisca con la testa nella caldaia a carbone, naturalmente in funzione, del battello, e il suo capo prenda fuoco: il poveraccio ne esce completamente sfigurato ma ancora con cattive intenzioni nei confronti di Zagor, che lo fredda senza restare turbato neppure un secondo per la sorte toccata al suo avversario. Si tratta evidentemente di una sequenza quanto mai truculenta in cui si dimostra, a mio parere, cattivo gusto.

La sequenza della testa nella caldaia è ispirata alla fine di Angel Face in "Blueberry", di Charlier e Giraud, autori che non mi sembrano maestri di cattivo gusto; certo, io abbasso di molto il livello (non licet parva componere magnis) ma credevo che il contesto di lotta disperata e all'ultimo sangue (mors tua vita mea) potesse far digerire una efferatezza in più, peraltro tesa a rendere più drammatico il finale della storia (se tutti i cattivi finissero *semplicente* uccisi da una pallottola al cuore, magari senza neppure uno schizzo di sangue, secondo me - ma è solo un'opinione - i fumetti sarebbero un tantino più noiosi).

Alle pagg. 86-87 poi Zagor si fa scudo di un uomo tramortito e quindi indifeso: al buoi, un altro avversario spara e, ovviamente, colpisce lo scudo umano di Zagor, che subito si discolpa dando la colpa al tiratore: "Io l'avevo soltanto stordito!". Però, che bella scusa! Tanto valeva fargli dire "Non è stata colpa mia, mamma!". Non vi nascondo che ho trovato questo comportamento di Zagor irritante e indisponente.

Zagor non sa se c'è qualcuno che lo aspetta nel corridoio del battello, e prudentemente esce facendosi scudo dell'avversario stordito, non tanto per farlo uccidere quanto nella speranza che nella penombra l'eventuale nemico appostato là fuori riconosca la sagoma dell'amico, o i suoi abiti, e non spari e magari metta via la pistola, rassicurato. Così non è, ma in questo modo Zagor non può essere accusato di aver ucciso a sangue freddo un avversario che non può difendersi, ma al contrario è l'uomo che spara a dimostrarsi così tonto da non riconoscere uno dei suoi complici. Se ciò risulta irritante e indisponente per qualcuno, me ne dispiace: ma allora è davvero difficile riuscire a prevedere che cosa irriterà e indisporrà chi. Probabilmente persino Cico che mangia un pollo arrosto irrita e indispone i vegetariani.

A Boselli, che ha difeso il comportamento di Zagor sostenendo che nel Sud schiavista non si sarebbe potuto fare di meglio, voglio ricordare la classica storia nolittiana "Addio, fratello rosso!". Anche Zagor era contro tutta l'opinione pubblica, ma allora fece di tutto per portare iol colpevole davanti al giudice. Altri tempi? Si, ma il personaggio è ancora quello, non scordiamocelo.

Continuo a ritenere strane, se non buffe, le accuse di scorrettezza politica a una storia dove Zagor si schiera con dei negri contro i cattivi bianchi (cioè, una storia che sembra il manifesto del "politically correct"). Tuttavia, se proprio devo rispondere al paragone con "Addio fratello rosso", non posso fare a meno di notare come il contesto sia completanente diverso. Ci sono colpevoli (o presunti tali) che si possono e si devono portare davanti al giudice, altri che per come si mettono le cose non possono che essere affrontati e uccisi in combattimento. Del resto non è che Zagor in ogni storia catturi i suoi nemici vivi e li faccia condannare in tribunale. Che un nemico muoia affrontando la Spirito con la Scure è *normale*, oserei dire. Nel finale di "Catene" Zagor deve non solo salvare se stesso e i suoi amici da una situazione oltremodo drammatica, di quelle che con consentono l'uso dei guanti bianchi e dei modi delicati, ma ha anche a che fare con degli schiavisti più crudeli e malvagi della media (il personaggio di Baxter è ispirato a un personaggio della "Storia Universale dell'Infamia" di Borges, e questo serve a dimostrare quanto infame sia); e inoltre deve anche porre fine, o cercare di farlo, all'uso degli schiavi come carne da macello nella miniera di zolfo di Bormamm, il tutto nel più breve tempo possibile (più tempo passa con la miniera in attività, più gente vi muore) e con la miglior efficacia possibile. Va tenuto presente che Zagor e Cico sono comunque perseguibili (e perseguitati) dalla legge per aver aiutato la fuga di uno schiavo, reato che prevede l'impiccagione. Infine, vorrei ricordare che nel finale di "Mine Town", il n° 2 di Ken Parker, Lungo Fucile punisce il suo rivale facendogli visita nel suo quartier generale e andandosene dopo aver piazzato una carica di esplosivo che lo uccide senza sottoporlo a processi di sorta: ora, se c'è un eroe politicamente corretto, impegnato ideologicamente, teso a propugnare ideali di tolleranza e umanità e a farsi sostenitore di battaglie sacrosante a favore come quelle per i diritti dei negri ("Adah"), degli omosessuali ("Diritto e rovescio"), delle prostitute ("Alcune signore di piccola virtù") e contro la pena di morte ("Cronaca"), quell'eroe è proprio Lungo Fucile, Però, quando ci vuole ci vuole, si deve ricorrere anche ai metodi spicci. Se serve essere duri, bisogna. E' consentito a Ken Parker e non a Zagor? E perchè mai? Ma dato che l'amico lettore cita un classico nolittiano come "Addio fratello rosso", posso io citarne un altro paio, degli stessi autori? Nel finale di "Minaccia dallo spazio", Zagor uccide un gran numero di nemici semplicimente premendo dei tasti che provocano scariche mortali da un apparecchio applicato da Hellingen alle divise dei suoi uomini ("E' pazzesco ma devo farlo!", pensa il nostro eroe). E vogliamo parlare della scena clou de "Il fiore che uccide"? Sempre Nolitta/Donatelli. Lì Zagor fa crollare una diga provocando un'immane ondata che spazza via il villaggio dei suoi nemici (e vediamo morire anche donne e bambini, ma del resto il nostro eroe non aveva altra scelta, non solo per salvare sè stesso ma per eliminare la minaccia dei fiori della follia). Nel finale di "Catene", se non altro, a morire sono solo dei veri cattivi, degli uomini privi di ogni umanità, che indubbiamente meritano la sorte che fanno, sorte che impedisce loro di continuare a fare del male. Ma se vogliamo continuare con gli esempi, passando al periodo toninelliano (sceneggiatore per molti versi più blando e "buonista" di Nolitta), cade a fagiolo la citazione di una storia disegnata dallo stesso, compianto, Michele Pepe autore di "Catene!": sto parlando dell'albo "La vendetta di Mano Nera", dove Zagor uccide in massa gli indiani da cui è minacciato, facendo esplodere una locomotiva che non lascia loro scampo. In ogni caso, inutile rifarsi ai precendenti: non è Zagor che è più cattivo nella storia messa sotto accusa, sono alcuni lettori che, riempiti di idiosincrasie dalle fobie del politicamente corretto, sono diventati più buoni! Troppo buoni (lo dico ridendo)! Il mio intento è di continuare a scrivere (almeno finchè i miei soggetti e le mie sceneggiature saranno approvati dalla casa editrice) cercando di accontentare il maggior numero possibile di zagoriani, e tenendo conto delle critiche, giuste e meno giuste, di tutti.


Messaggio di: Franco Pasini
Secondo me Zagor è stato anche troppo tenero con i negrieri, io li avrei appesi a testa in giù sopra un focherello. A parte gli scherzi: io penso che sia ora di finirla con il politicamente corretto, anche perché non si riuscirà mai a far contenti tutti, nel caso di "Catene" Zagor ha trattato male i poveri negrieri, in un altro Tex fuma, in un altro ancora qualcuno parla male della gente di colore o offende qualche minoranza. Bisogna tener conto del periodo storico dove si svolgevano i fatti, nel periodo dove si muove Zagor, nel sud degli USA vendevano gli esseri umani e li facevano lavorare fino allo sfinimento e dei perfetti gentiluomini facevano frustare fino alla morte degli altri esseri umani solo per capriccio. Penso che se anche Zagor ne ha sforacchiato qualcuno, lo abbia fatto a fin di bene. Ma smettetela, politicamente corretti.


Messaggio di: Marco Frosali
Salve,
volevo partecipare alla discussione a proposito della storia "Catene!". Non vorrei essere io il soggetto sul politicamente corretto, o il buonista, in quanto stralodo sempre Burattini e Boselli. Parto soltanto dal presupposto che siano due persone intelligenti e sveglie e credo dunque che quello che scrivono lo facciano volontariamente, soprattutto quando si parla di concetti come la morale, il bene e il male (assoluti o meno). Anche questa volta, non trovo tesi per puntare indici contro Burattini; piuttosto, intravedo delle righe nelle lettere dei partecipanti al forum, da cui partire in sua difesa.

Paolo Cavaliere scrive:
In dettaglio, a pag. 36, dopo la morte (in realtà piuttosto fortuita) di mister Lee, Zagor dice che "non è il caso di piangerci sopra" e Cico è d'accordo: "se Lee e i suoi uomini sono morti è stato solo perchè hanno cercato di farci la pelle fino all'ultimo". In effetti è vero, ma allora perchè hanno tutto questo bisogno di consolarsi a vicenda?

Il fatto che Zagor parli a Cico in quei termini, va usato in sua difesa: nonostante sia stato la causa indiretta della morte dell'uomo, Z. e C. sbattono contro la propria coscienza, e scambiano battute simili quasi per esorcizzare il senso di colpa che provano per non essere eiusciti a salvare il nemico.

Inoltre da pag. 41 a 44, poi, Zagor minaccia e poi tramortisce un innocente pescatore, e qui sembra davvero che il buon Spirito con la Scure assuma un atteggiamento che davvero non rientra nelle sue corde.

Credo che, una volta preso il "largo" (in una palude!), i nostri non avrebbero più avuto il pescatore sotto la pressione della pistola... l'ondeggiare della barca, la distanza crescente... il poveretto si sarebbe gettato tra le frasche e avrebbe urlato per attirare l'attenzione dei cavalieri, ancora vicini!

Personalmente, amo lo Zagor deciso e realista di fronte a situazioni estreme, che richiedono anche dosi di sangue freddo (e qui ci pensa Dampyr) e di cinismo... oh! Non sarebbe campato 40 anni! A prescindere dal dibattito poi, volevo farvi notare cosa ci siamo persi! Uno come PEPE! Secondo me il suo Zagor precorre i tempi del rinnovamento, attuato nella "Seconda Odissea". Ci ha dato uno Zagor che è stato lo spartiacque tra il classico e il moderno! (Così come Torricelli).

Pagina Seguente

Copyright (c) 1998- top
Ultima revisione: