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Darkwood Monitor

Anno I, N.2
Ottobre 1997

copertina

Un tarzanide di nome Zagor. Breve conversazione con Gallieno Ferri
a cura di Pasquale Iozzino

Dialogando con Gallieno Ferri ci si trova subito a proprio agio. Il creatore grafico di Zagor è infatti una persona gentile, disponibile, soddisfatta del proprio lavoro, che non conosce la supponenza di tanti autori meno celebri di lui. Ferri appare tuttora entusiasta di illustrare le storie dello Spirito con la Scure, e lieto di dialogare con i lettori intorno alla sua creatura di carta. È pertanto con vero piacere che abbiamo scambiato due chiacchiere con lui. Il disegnatore che ha dato il volto ad uno dei personaggi a noi più cari.

Darkwood Monitor - Come nacque Zagor?
Gallieno Ferri - Da un'idea di Sergio Bonelli alla quale io stesso collaborai ampiamente.

DM - Il primo Zagor sembra avere le movenze e anche le fattezze di Gordon Scott, famoso interprete di Tarzan dal 1955 al 1960. Lei cosa ne pensa?
GF - È possibile. In un primo momento avevo pensato a Robert Taylor, ma essendo Zagor una specie di Tarzan (gli somiglia anche nel nome, in fondo) è stato inevitabile che per le sue acrobazie tra gli alberi e le liane mi sia ispirato ai fumetti (ammiravo molto le tavole di Burne Hogarth e di Russ Manning) ed ai film che avevano Tarzan per protagonista. Johnny Weissmuller in particolare, era il mio idolo, ma mi piaceva anche Gordon Scott, il Tarzan culturista che furoreggiava proprio nel periodo in cui ho creato Zagor. Mi sono però preoccupato di dotare lo Spirito con la Scure di una muscolatura notevole ma non eccessiva, in quanto non mi interessava realizzare un eroe esageratamente nerboruto. Dopo qualche tempo, in ogni caso, come è accaduto a Galleppini con Tex, Zagor ha finito per somigliare a me stesso; il modello più facile da trovare quando si studiano le espressioni di un personaggio, d'altra parte, è sicuramente il proprio volto.

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Il grido di guerra di Gordon Scott (dal film "Tarzan il magnifico") ripreso da Gallieno Ferri per una celebre cover zagoriana.

DM - Che altro avete in comune, lei e Zagor?
GF - Anch'io, come lo Spirito con la Scure, amo molto la natura: ciò che più mi piace disegnare, difatti, è proprio la foresta di Darkwood.

DM - Può dirci qualcosa sulle storie che sta disegnando attualmente?
GF - In questo momento sto lavoraodo a un episodio di ambientazione metropolitana, dunque debbo disegnare palazzi e strade lastricate, cosa che certo non mi capita di frequente. Ma dallo Spirito con la Scure, si sa, è lecito aspettarsi di tutto: vampiri, maghi, mostri, extraterrestri. Benché nelle sue avventure non manchino gli agganci con tematiche attuali, Zagor rimane un personaggio con una solida tradizione che io cerco di rispettare e salvaguardare attraverso il mio disegno di stampo classico.

DM - Lei è uno dei più abili copertinisti della Sergio Bonelli Editore. Come nascono le sue covers?
GF - Credo di poter dire che la principale caratteristica delle mie copertine sia l'essenzialità. Una copertina, a mio avviso, deve prima di tutto richiamare l'attenzione del lettore. Nella realizzazione delle cover mi sono senz'altro giovato della breve ma utilissima esperienza come pubblicitario che ho fatto all'inizio della mia carriera. Anche in un racconto a fumetti vanno secondo me privilegiate la semplicità e la sintesi, in modo che la lettura risulti più facile. Il fumetto è soprattutto artigianato, un grande artigianato con delle regole ben precise che non bisogna mai dimenticare.

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