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Darkwood Monitor

Anno I, n.1
Aprile 1997

copertina

Modesta Proposta
La scure e la colt: un incontro finalmente possibile?
di Stefano Priarone

"Modest proposal" è il titolo di un breve e sarcastico scritto di Jonathan Swift, in cui lo scrittore irlandese proponeva ai membri della upper class britannica di mangiare i figli dei poveri. Era un'idea provocatoria, ma non priva di una sua ferrea logica: avrebbe, in un certo senso, giovato a ricchi, poveri e bambini. E' questo lo spirito con cui nasce "Modesra proposta". In questa rubrica proporremo alcune nostre idee ai diretti responsabili Zagoriani, idee spesso azzardate, ma mai totalmente inattuabili. Il sottoscritto non è un alieno come Swift (che, secondo una delle più paradossali storie di Martin Mystère, dovrebbe provenire da un altro pianeta), anche se non escludo di essere stato rapito dagli extraterrestri o di avere avuto antenati provenienti da altri mondi ("X-files" docet). Malgrado ciò, vi condurrò nella Wasteland delle idee (presunte) irrealizzabili.

Una di queste è sicuramente l'incontro, ipotizzato da anni, fra Tex e Zagor. Sergio Bonelli, nello "Speciale Zagor" di Burattini, Manetti e Monti, a questo proposito, afferma: «Un incontro fra Zagor e Tex è assolutamente escluso. Farebbe veramente ridere: i disegni sono di tipo diverso, diverse sono le caratteristiche dei personaggi (Tex è più serioso), e poi sarebbe pericoloso avventurarsi sul terreno dei riferimenti cronologici. Dovremmo dire: "Zagor incontra Tex: Zagor ha sessant'anni, Tex quindici". I lettori ci rinfaccerebbero subito degli errori». Le obiezioni del creatore del personaggio sono indubbiamente fondate, ma, in questi ultimi anni - l'intervista è del 1989 -, qualcosa è cambiato. Nello Zagor attuale il peso della documentazione, del realismo e della coerenza storica è maggiore rispetto allo Zagor nolittiano, in cui prevaleva il sense of wonder. Secondo la felice definizione di Moreno Burattini, Zagor, quando si trova a Darkwood, è in una sorta di dimensione parallela, atemporale, mentre, quando esce dalla sua foresta, si ritrova nell'America della seconda metà degli Anni Trenta dell' Ottocento. Questo è evidente in tutte le sue ultime storie, vieppiù in quelle scritte dal suo curatore, Mauro Boselli. "Il cacciatore di indiani", di Boselli e Della Monica, è una storia retrospettiva ambientata nel 1830. Considerando che Zagor svolge la sua attività di giustiziere da circa dieci anni, il calcolo è presto fatto. Basti pensare, poi, a molti avvenimenti della saga zagoriana (la guerra indiana contro i Seminoles, il fatto che i Cherokee siano ancora in Georgia, il commercio di scalpi apache che inizia nel 1837, ecc.), per vedere confermata la tesi. Lo stesso Edgar Allan Poe, nel recentissimo episodio "Hellingen è vivo!" (Zenith nn.376-379), di Boselli e Ferri, è già sposato con la giovane Virginia e vive a New York, non più a Baltimora (segno che siamo nella seconda metà degli anni Trenta). Si può quindi ipotizzare che Zagor sia nato fra il 1805 e il 1810 (secondo Bonelli è intorno ai trent'anni di età). Le storie di Tex sono invece ambientate tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta dell'Ottocento. Ci sono quindi circa trent'anni, o forse meno, di differenza fra i due personaggi. Inoltre, lo stile di Boselli, che non a caso è autore anche di molte belle storie di Tex, ricorda abbastanza quello di Gianluigi Bonelli, e ciò ha ulteriormente avvicinato i due personaggi. Carlo Raffaele Marcello li ha disegnati entrambi con egregi risultati, facendo cadere la vecchia obiezione bonelliana sui "disegni di tipo diverso". Per giunta, Boselli ha alluso a Tex in "Il segreto degli Anasazi" (Zenith n.357), lasciando supporre che i due characters condividano lo stesso universo. Chi è infatti il "grande capo bianco" che, secondo le antiche tavole dei Navajos, li proteggerà dal male, se non Aquila della Notte? Non è quindi folle pensare ad un albo speciale con il loro team-up, scritto da Boselli e disegnato da Marcello (magari con una cover doppia realizzata per metà da Villa e per l'altra metà da Ferri). Boselli è preferibile a Nolitta come sceneggiatore (benché questi abbia scritto, e continui a scrivere, eccellenti storie di Tex), perché, non avendo creato nessuno dei due personaggi, è più "equidistante" da entrambi.

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Però, quando farli incontrare? Il periodo ideale sarebbe durante la guerra di Secessione. Sappiamo bene (da storie come "Tra due bandiere" e "Fiamme di guerra") che Tex ha partecipato alla Guerra Civile: a quell'epoca (1861-65), Zagor, avendo fra i cinquanta e i sessant'anni, sarebbe quindi ancora in piena efficienza fisica. Inoltre, durante quel conflitto si distinsero figure libertarie come il famoso John Brown, che guidava un gruppo di negri fuggiti dalla schiavitù. Dunque, perché non immaginare una sorta di Zagor-John Brown (anche se, ovviamente, senza il fanatismo del John Brown originale)? Intrigato da questo gioco intellettuale, mi sono divertito ad imbastire un abbozzo di soggetto.


Siamo all'epoca di Tex. Il ranger è con tutti i pards in un paesino del Sud degli States, in cui anni prima si era svolto uno scontro sanguinoso fra le truppe confederate e una banda composta da negri fuggiti dalle piantagioni, bianchi e indiani. Il ranger si reca al saloon, l'"Eagle Inn" (dove sull'insegna campeggia un'aquila uguale a quella di Zagor), e parla con il barman: si scopre che entrambi appartenevano a quella banda. L'uomo al banco vorrebbe fare un commosso ricordo del loro capo, ma Tex lo tacita, dicendo che il passato è morto e sepolto. I pards, tuttavia, vogliono conoscere questo capitolo ancora inedito della sua vita. Si siedono allora a un tavolo e, fra "bistecche alte tre dita", birra e patatine, Tex inizia il suo racconto. Intanto, un vecchietto dagli occhi acuti lo sta osservando da un tavolo. Tex racconta di quando, dopo le vicende di "Territorio nemico", aveva incontrato una strana banda di neri, indiani e bianchi, che lottava contro i confederati ed era guidata da un uomo con uno strano costume, un uomo di cui aveva sentito molto parlare durante la sua infanzia. E' Zagor, uno Zagor più cinico, più duro, temprato dalla vita, ma ancora donchisciottesco e idealista (Cico sarebbe meglio non coinvolgerlo, perché, a mio parere, non troppo congeniale allo stile texiano). I due vivono una serie di avventure, imparando a conoscersi e a stimarsi (e Zagor affibbia un nomignolo a Tex), ma la banda viene distrutta in uno scontro epico e durissimo, in cui sembra che anche Zagor sia morto. Tex finisce il racconto ricordando con affetto l'amico d'un tempo. Ad un tratto, però, gli si avvicina il vecchietto di prima, lo chiama con lo stesso nomignolo usato da Zagor, per poi allontanarsi nella notte, sopraggiunta nel frattempo. Lo Spirito con la Scure vive ancora!


Si tratta ovviamente di un puro gioco, nello spirito di "Modesta proposta": sono consapevole delle buone ragioni per non fare il team-up. Sarebbe una storia rischiosa, potenzialmente deludente, e sarebbe assurdo coinvolgere un personaggio come Tex in un'operazione che potrebbe nuocergli (la S.B.E. cerca sempre di curare al meglio tutte le storie prodotte). Tuttavia, a mio avviso, grazie al "nuovo corso" zagoriano, questo albo-incontro non è poi così improponibile come negli anni addietro. Cosa ne pensa lei, mister Bonelli?

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