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Darkwood Monitor

Bonelli & dintorni

copertina

Prefazione
Perché Bonelli?
di Daniele Bevilacqua e Giuseppe Pollicelli

Di sicuro, anche chi i fumetti il legge solo saltuariamente e certo non se ne occupa più di tanto, nè per hobby, nè per professione, sarebbe in grado di dare senza troppe difficoltà una risposta accettabile al quesito contenuto nel titolo, Una risposta magari ovvia, perché basata su alcuni luoghi comuni impressi ornai in modo indelebile nell'immaginario collettivo, ma non di meno valida e a suo modo veritiera. Tutti sanno, infatti, dell'eccezionale importanza della Sergio Bonelli Editore nell'ambito della produzione fumettistica italiana, correlandone il nome ora al prode Tex, ora al fascinoso Dylan Dog. Allo stesso modo i comuni frequentatori delle edicole conoscono le molteplici tematiche proposte dai fumetti bonelliani, che spaziano a tutto campo nel segno dell'Avventura, miscelando con successo generi - anche diversissimi - tra di loro, Chi, invece, dei fumetti è un grande appassionato, un collezionista accanito o un fine estimatore, evidenzierebbe probabilmente altre ragioni, sottolineando con un maggiore rigore storico e documentario i motivi per cui la celebre Casa milanese ha ormai conquistato un ruolo di primo piano nella storia del fumetto in Italia. Potrebbe mettere in risalto, ad esempio, il ruolo svolto dalla Bonelli in merito alla piena affermazione di uno standard editoriale, meglio noto come "formato quaderno" o, più emblematicamente, "formato Tex", divenuto ormai canonico per un particolare genere di fumetto seriale ad alta tiratura; oppure sottolineare, in tema di eroi disegnati e di testate, l'estrema coerenza dimostrata sinora nel perseguire una filosofia editoriale chiara ed univoca, capace di coniugare sempre, con grande professionalità, tradizione e innovazione, di pari passo con il mutare e l'evolversi delle tendenze e dei gusti del pubblico. Un esperto di comics, inoltre, non mancherebbe d segnalare come la Bonelli abbia felicemente risolto, in tempi recenti, l'aspra dicotomia tra fumetto seriale ("popolare") e fumetto autoriale ("colto"), avvicinando così artisti d'eccezione al grande pubblico e, nel contempo, elevando la qualità media di tutti i suoi prodotti, grazie pure all'apporto di uno staff tecnico di prim'ordine. Ed ancora, come, acquisita un invidiabile popolarità, characters targati Bonelli siano spesso approdati su riviste e periodici non a fumetti, o abbiano assolto delicate funzioni di testimonial in occasione delle più disparate iniziative e manifestazioni di spettacolo o d'impegno civile, varcando presto anche le frontiere della multimedialità.

Per i motivi sin qui riassunti, va da sé che quanti si dilettano a scrivere di fumetti (se con piglio critico o intento filologico è indifferente), si trovano per forza di cose a dover affrontare assai di frequente anche argomenti, appunto, d'interesse bonelliano. Il che, ovviamente, coinvolge in misura maggiore chi dell'intera produzione di Via Buonarroti sia un seguace di vecchia data, come, non a caso, gli estensori delle presenti note. Difatti, avendo entrambi all'attivo una nutrita schiera di scritti concernenti l'universo disegnato, molti dei quali incentrati sulle serie ed i personaggi della S.B.E., a un certo punto ci è sembrato abbastanza naturale raccoglierne alcuni tra i più significativi, a mo' di antologia, per ripresentarli adeguatamente sotto una nuova veste. Trattandosi, peraltro, di contribuiti pubblicati nell'arco degli anni Novanta in sedi diverse (ed alcune non più di immediata reperibilità). si è voluta così offrire ai lettori bonelliani l'opportunità di leggerli (o rileggerli) senza dover necessariamente passare da una rivista ad un libro, da un catalogo ad una fanzine. Per l'occasione, ciascun articolo - laddove più necessario - è stato rivisto, corretto ed aggiornato, sia nel testo che nelle note, rispetto alla prima edizione, ed è stato introdotto ad hoc da alcune righe di presentazione, a cura dei rispettivi autori, tese a motivarne la genesi e a metterne in luce le peculiarità. Non si tratta, dunque, di una mera riproposizione fine a se stessa o, peggio, di una collezione di articoli dal contenuto ormai obsoleto, bensì di un accurato lavoro di sintesi e revisione che può risultare (e sarete voi a giudicare in quale misura) estremamente attuale. I riferimenti alle prime edizioni dei testi, o ad altre eventuali prima di quest'ultima, comunque, sono contenuti in nota nella prima pagina di ogni articolo; le note al testo, invece, sono state riunite in fondo al volume, con i dovuti richiami per capitoli e titoli. Volendo rendere l'opera ulteriormente omogenea si è deciso di accorpare gli articoli in base all'argormento affrontato, offrendo così al lettore, attraverso differenti chiavi di lettura, la possibilità di scegliere l'approccio a lui più gradito. Ognuno dei quattro capitoli in cui risulta suddiviso il volume, perciò, costituisce una sorta di "percorso monotematico", in cui l'attenzione viene focalizzata, di volta in volta, su alcuni aspetti salienti legati alla fucina bonelliana dai suoi esordi tino ad oggi. "Il West", "Il fantastico", "Il fenomeno Dylan Dog" e "Dintorni bonelliani" sono i titoli dei diversi capitoli, il cui commento ci sembra qui superfluo. Un quinto capitolo, infine, avrebbe dovuto essere dedicato alle cosiddette storie brevi, cioè quei racconti che hanno visto Tex & Co. in azione fuori dai rispettivi contesti editoriali, ma l'abbondanza di materiale a disposizione ha suggerito addirittura di meditare, per questo tema, una pubblicazione a parte, ancora in corso di studio.

Questa sostanziosa rassegna critica, storica e filologica sul microcosmo della Bonelli è stata arricchita, inoltre, dall'aggiunta di una cospicua appendice bibliografica, distinta in due sezioni, che non mancherà di soddisfare appieno le esigenze di tutti i cultori del genere. Per la prima volta nel nostro Paese, infatti, si è voluta dare alle stampe una bibliografia ragionata relativa alla Sergio Bonelli Editore e ai suoi personaggi concepita con rigore scientifico e buone pretese di esaustività. Per la sua compilazione, che ci ha visti a lungo impegnati, si è optato di vagliare solo ed esclusivamente la stampa specializzata, lasciando da parte gli articoli contenuti in quotidiani o periodici a grande diffusione, salvo che non si trattasse di interventi di particolarissimo rilievo. Ciò anche (e soprattutto) per ovviare al fatto, tanto noto quanto increscioso, che troppo spesso, occupandosi in generale di fumetti, la stampa non specializzata è solita incorrere in errori, refusi ed imprecisioni a dir poco intollerabili agli occhi degli appassionati. Ugualmente, per la loro banalità o estrema semplicità di scrittura, sono stati tralasciati alcuni contributi sull'universo bonelliano ospitati da fanzine e "rivistine" di infimo calibro e ardua reperibilità (ma anche in questo caso si contano alcune felici eccezioni). L'apparato bibliografico pertinente ai personaggi, ordinati cronologicamente da Tex a quelli dell'ultima generazione, contempla anche opere monografiche o semplici articoli ed interviste agli autori principali dei singoli protagonisti disegnati. Cosicché, per esempio, sotto la voce "Dylan Dog" si troveranno annotate anche preziose referenze relative a Tiziano Sclavi o Angelo Stano e così via. Come tutti i lavori di compilazione, anche il nostro, alla fine, non potrà che essere valutato alla stregua di un work in progress, un'opera da mantenere in costante ggiornamento, pena il risultare superata in modo irrimediabile dopo solo poco tempo. Consapevoli di ciò, ci auguriamo comunque che essa possa rappresentare, d'ora in avanti, l'ideale punto di partenza per ulteriori approfondimenti della materia, la base più solida per impostare una qualsivoglia ricerca sul lungo e glorioso cammino della Sergio Bonelli Editore.

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