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Darkwood Monitor

Bonelli & dintorni

copertina

Capitolo quarto. Dintorni bonelliani
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Nota: Di seguito sono riportate esclusivamente le introduzioni di ogni articolo.


18. Purché sian donne. I personaggi bonelliani e i loro rapporti con l'universo femminile.

Nel 1995 il personaggio di Legs, nato all'interno della serie di Nathan Never, si è conquistato una sua collana autonoma; alla fine del 1998 ha fatto il proprio esordio nelle edicole l'affascinante Julia di Giancarlo Berardi, seguita, nel giugno del 1999, dall'esplosiva Gea di Luca Enoch. Altri personaggi femminili, c'è da scommetterci, andranno prima o poi ad infoltire i ranghi della Bonelli. Prima che qualcuno decida di pubblicare un saggio sulle eroine bonelliane, mi sono detto, sarà bene mettere a fuoco i rapporti con le donne di Tex, Zagor, Mister No e degli altri personaggi della vecchia guardia. Ho quindi preso la decisione di scrivere questo articolo, apparso sulla rivista Dime Press.

[G.P.]


19. Bonellorum progressio. Il progresso scientifico nei fumetti bonelliani.

La mia collaborazione con Dime Press ebbe inizio nel 1993, quando inviai alla redazione delle rivista fiorentina questo articolo incentrato sui rapporti che i personaggi della Sergio Bonelli Editore intrattengono con la scienza e con i suoi esponenti. Nonostante alcune inevitabili ed opportune differenze, l'atteggiamento degli eroi bonelliani verso il progresso scientifico e le straordinarie opportunità (ma anche le tante incognite) da esso generate sembra avere un tratto comune: a prevalere è infatti una posizione equilibrata, nè di totale ed acritica adesione nè di preconcetto rifiuto.

[G.P.]


20. Qualche nota di ecologia zagoriana. Lo Spirito con la Scure e l'ecosistema di Darkwood.

La progressiva rivalutazione del fumetto, come mezzo di comunicazione di massa da un lato, come vettore artistico e culturale dall'altro, ha consentito un sempre più diffuso impiego delle pagine fumettate e degli stessi protagonisti disegnati ben oltre la dimensione che è loro propria. Ecco, perciò, che le nuvole parlanti risultano oggi lo strumento privilegiato per "sponsorizzare" iniziative di impegno umano e civile. Di qui, l'idea di promuovere una tematica di grande attualità come quella ambientalista - con particolare riferimento al tanto dibattuto problema dell'inquinamento - ricorrendo ai fumetti risulta ben degna d'attenzione. Tra i diversi personaggi di carta che con il loro agire hanno osteggiato l'uso indiscriminato delle risorse naturali, lottato per la salvaguardia dell'ambiente, denunciato i danni irreparabili arrecati all'ecosistema Terra da una politica del consumo spinta spesso all'eccesso, un posto di rilievo è occupato da alcuni dei principali eroi di Casa Bonelli. Sotto questo profilo, il ruolo svolto da Zagor è oggetto del presente scritto, appositamente concepito per il bel catalogo "Cielo di Piombo 2. Fumetti e satira contro l'inquinamento" (1998), frutto della proficua collaborazione tra la milanese Società Umanitaria ed il riminese "Cartoon Club", lo stesso che ha rilevato con successo, ormai già da qualche tempo, la gestione di Fumo di China.

[D.B.]


21. Pini Segna. Ovvero il fumetto come continuazione del gioco infantile.

Molti anni fa, non rammento più quanti di preciso, trovai a San Giovanni Rotondo, dove viveva una mia zia, un'edicola di giornali che esponeva alcuni albi di un personaggio western che non conoscevo, tale Hombre. Da antico lettore di Zagoir, però, riconobbi subito l'inconfondibile tratto del suo autore: Pini Segna. In seguito ho recuperato diversi altri fumetti di questo atipico disegnatore, e ho finito per farmi un'idea abbastanza precisa della sua produzione. L'articolo che le ho dedicato è apparso nel 1997 su Dime Press.

[G.P.]


22. Mister No: l'eroe è stanco.

Nel giugno del 1995, con l'albo intitolato "Vento rosso", iniziò quella che, secondo quanto affermato dalla Sergio Bonelli Editore, avrebbe dovuto essere un'autentica rivoluzione (grafica e contenutistica) nella saga di Mister No. L'operazione mi lasciò sin dall'inizoi molto scettico e mi spinse a scrivere questo articolo che apparve sul dodicesimo numero di Dime Press.

[G.P.]


23. Di Mister No, di Tarantino e delle Utopie.

Stimolato da alcune osservazioni di Stefano Priarone, decisi di far seguire a "Mister No: l'eroe è stanco" questo articolo (apparso nell'ottobre del 1996 su Dime Press n.14) in cui, tra l'altro, viene prospettato uno scenario editoriale (la prosecuzione per inerzia della collana di Mister No dopo la fine della "odissea statunitense") che lascio giudicare al lettore se sia poi divenuto realtà.

[G.P.]


24. Eroi bonelliani... in prestito. I personaggi della Bonelli protagonisti nella stampa d'informazione.

L'interesse rivolto alla produzione bonelliana dalla stampa non specializzata è un fenomeno tutto recente, che se da un lato fa notare - ancora una volta - la cesura profonda segnata da Martin Mystère e Dylan Dog nel panorama fumettistico nostrano, dall'altro non può non essere influenzata, più in generale, da un convinto - seppure ancora soltanto parziale - "sdoganamento" del medium fumetto, oggi sicuramente più apprezzato dal mondo accademico, politico e culturale, che non in passato. Proprio al tema del "Giornali(ni)smo a fumetti", ovvero al variegato rapporto tra fumetti e carta stampata dalle origini ai giorni nostri, è stato intitolato recentemente il settimo numero di IF (nuova serie), una poderosa e illustratissima monografia, avente peraltro funzioni di catalogo di "Cartcomics. 5° Salone del Fumetto e dei Cartoons" (Fiera di Milano, 5-8 marzo 1998). Tra i pregi del volume, oltre all'impeccabie veste editoriale, soprattutto l'intento programmatico di inquadrare la letteratura disegnata «nell'epoca storica di cui è stata espressione, tenendo presenti le vicende politiche, di costume, ma anche economiche, culturali, sociali...» (Leonardo Gori). Fatto certo non da poco, quest'ultimo, se teniamo presenti il pressappochismo e la povertà scientifica di tanta "critica" di casa nostra, più spesso "parlata" o, peggio ancora, "strillata", senza alcuna base documentaria. Nella kermesse non potevano perciò mancare i dovuti riferimenti al mondo bonelliano e ai suoi amati eroi di carta, sempre più richiesti da riviste e periodici di vario genere, per quella loro innata facilità nell'attirare l'attenzione di un pubblico fedele e numerosissimo, sempre pronto a rispondere con il dovuto entusiasmo ad eventuali iniziative extra seriem.

[D.B.]


25. Duecento volte Mystère.

Le vicende del pezzo che segue sono decisamente curiose. Gaetano Strazzulla e Leonardo Gori, direttori editoriali della gloriosa Exploit Comics, organo del fiorentino G(ruppo) A(mici) del F(umetto), mi contattarono tramite l'amico Moreno Burattini per collaborare al fascicolo monografico dedicato a Martin Mystère che allora si andava preparando (uscì poi come quarantanovesimo numero della serie nell'ottobre del 1990). Mi venne richiesto un articolo che, senza eccessivi approfondimenti, offrisse comunque una panoramica generale sul personaggio di Alfredo Castelli e sulle sue vicende editoriali. Lo scritto da me redatto ebbe l'approvazione dei curatori e fu da subito inserito nel sommario. Come spesso accade in questi casi, però, proprio al momento di andare in stampa, lo spazio necessario a tutto il materiale raccolto venne a mancare. Tra gli altri articoli, inesorabilmente, saltò anche il mio, che riposi dunque nel cassetto in attesa di migliori opportunità. E' strano davvero, ma, dato il suo taglio di fondo, la migliore occasione di pubblicazione si è presentata addirittura quasi dieci anni dopo. Con qualche aggiustamento, difatti, c'è parso (ancora) buono per commentare, assai di recente, i duecento numeri del B.V.Z.M. sul bollettino Roma Comics (1998).

[D.B.]

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