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Darkwood Monitor

Bonelli & dintorni

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Capitolo terzo. Il fenomeno Dylan Dog
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Nota: Di seguito sono riportate esclusivamente le introduzioni di ogni articolo.


11. Quando Sclavi era un "fantasma". Analisi delle storie di Zagor e Mister No scritte dal papà di Dylan Dog.

Quando ho scoperto che molte delle avventure di Zagor e Mister No che mi avevano maggiormente appassionato erano state scritte da Tiziano Sclavi ho deciso di rileggermele una per una per verificare quanto effettivamente avessero di "sclaviano". Scoprii, così, che erano quasi tutte "sclaviane" fino al midollo e che anticipavano molte delle temetiche che avrebbero caratterizzato la serie di Dylan Dog. Ne nacque un lungo articolo che venne pubblicato dalla rivista Fumetto di Reggio Emilia.

[G.P.]


12. Kerry il Trapper. Il West fantastico di Tiziano Sclavi.

Probabilmente il grande pubblico ignora che Tiziano Sclavi, celebrato ideatore del cult-comic Dylan Dog e scrittore di successo, abbia creato il suo primo personaggio bonelliano nel lontano 1983. Da allora, chi segue da vicino il mondo delle nuvole parlanti sa bene quanta acqua sia passata sotto i ponti, ma scorrendo oggi le pagine della breve saga intitolata a Kerry il Trapper non possiamo che riconoscere in essa la magica impronta sclaviana. Uno Sclavi certo ancora lontano dalla maturità espressiva sul versante fumettistico, solo pochi anni dopo, con l'Indagatore dell'Incubo, già capace, tuttavia, di tessere trame inquietanti e di evocare, con stile e provata maestria, atmosfere soprannaturali al limite dell'orrorifico. La disamina che segue, approntata per Dime Press, approfondisce questo Sclavi "d'annata" soprattutto nei suoi aspetti editoriali e contenutistici.

[D.B.]


13. Ancora su Kerry il Trapper.

C'è poco da aggiungere a quanto già premesso al pezzo precedente (di cui lo scritto che segue non vuole certo essere una pedissequa ripetizione). A distanza di circa cinque anni, infatti, abbiamo ripreso con piacere l'argomento "Kerry il Trapper", dovendo dare il nostro contributo nell'ambito dell'ampio dossier dedicato a Tiziano Sclavi recentemente ospitato da Dime Press. Per l'occasione, quindi, ci siamo concentrati meglio su alcuni aspetti relativi al rapporto tra l'autore e il suo personaggio, aspetti che non avevamo avuto modo di sviluppare, nè tantomeno di approfondire, nell'articolo precedente, basato invece sull'analisi editoriale e contenutistica della serie. Cosicché le considerazioni qui esposte ci sembrano oggi l'ideale conclusione di quel nostro primo studio su Kerry Scott, il primo serial bonelliano di paternità sclaviana.

[D.B.]


14. Il "fenomeno" Dylan Dog.

L'enorme successo dell'eroe di Tiziano Sclavi rappresenta davvero un evento epocale negli annali del fumetto italiano. Il character con le fattezze di Rupert Everett esce presto dal dominio strettamente fumettistico per imporre la propria immagine un po' dappertutto, come sponsor, testimonial oppure semplice marchio pubblicitario, attivando così, per la prima volta nel nostro Paese in modo tanto eclatante, uno straripante mercato indotto. In breve Dylan Dog diventa un vero e proprio fenomeno di costume, un simbolo generazionale di cui dibattono (spesso impropriamente) giornalisti, sociologi e letterati. L'articolo che segue, pubblicato originariamente su un numero monografico, significativamente a tema, di Exploit Comics, la bella rivista a lungo diretta da Gaetano Strazzulla, è l'attenta cronistoria di quest'evento, destinato a rivestire un ruolo fondamentale sia per la Sergio Bonelli Editore che, più in generale, per le future sorti del fumetto "popolare" italiano.

[D.B.]


15. La Weltanschauung di Tiziano Sclavi.

Oltre che quasi tutti i fumetti, di Tiziano Sclavi (che resta uno dei miei preferiti tra gli scrittori italiani viventi) ho letto l'intera produzione narrativa. Alla fine del 1993 gli amici delle edizioni Tornado Press mi chiesero un articolo da inserire in un volume critico sull'autore di Dylan Dog: scrissi dunque questo piccolo saggio che, per primo, fece organicamente il punto sullo stile e sulla poetica di Sclavi, mettendo in evidenza i tratti essenziali di quella personalissima rilettura del mondo che egli va conducendo, attraverso le sue opere, da ormai venticinque anni.

[G.P.]


16. L'occhio diverso di Tiziano Sclavi.

Nel gennaio del 1995 la rivista Dime Press dedico il primo dossier a Dylan Dog. Vi contribuii con questo pezzo su Tiziano Sclavi che, originariamente redatto per un volume che la casa editrice Comic Art intendeva dedicare all'Indagatore dell'Incubo (ma che poi non fece mai uscire), integra l'articolo precedente dedicato alla Weltanschauung sclaviana.

[G.P.]


17. Il Dylan Dog di Alfredo Castelli.

Il dossier del dodicesimo numero di Dime Press, uscito nel febbraio del 1996, venne dedicato ad Alfredo Castelli. Io, che ormai mi ero fatto la fama di "dylandoghiano", ricevetti l'incarico di occuparmi degli unici due episodi dell'Indagatore dell'Incubo firmati dal creatore di Martin Mystère, dai quali emerge in maniera inequivocabile la grande distanza che separa l'approccio alla realtà di Castelli da quello di Tiziano Sclavi.

[G.P.]

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