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Darkwood Monitor
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Nota: Di seguito sono riportate esclusivamente le introduzioni di ogni articolo. 7. Il passato del futuro. La fantascienza in casa Bonelli prima di Nathan Never. Il lancio di un nuovo personaggio da parte della Bonelli è un fatto che non è mai passato sotto silenzio. Meno che mai se il "varo" si colloca all'inizio degli anni Novanta, sull'onda lunga del successo di Martin Mystère e Dylan Dog, e se il character in questione non appartiene a questo mondo, ma ad un futuro prossimo venturo. La pubblicazione di Nathan Never viene a colmare un altro vuoto nell'universo immaginario della S.B.E., che da quel momento in poi potrà vantare una collana autonoma per ciascuna delle principali tematiche affrontate: dall'horror al western, dal poliziesco alla fantascienza. In precedenza, però, non era stato così, limitandosi i diversi filoni narrativi a fare capolino, talvolta, da testate di altra natura (western nella maggioranza dei casi). Anche la fantascienza, perciò, fu spesso costretta, per forza di cose, a percorrere binari estranei ai suoi canoni originari. Si trattava, ovviamente, di una science fiction d'annata, ben differente - e soprattutto meno elaborata - da quella proposta in seguito dall'eroe di Medda-Serra-Vigna, capace di coinvolgere e evvincere il lettore con trame che rielaboravano celebri modelli letterari e cinematografici. La ricchezza di tali elementi rende impossibile elencare nel dettaglio tutte le sfumature fantascientifiche desumibili dal complesso della produzione bonelliana. Possiamo invece individuare una serie di episodi estremamente rappresentativi, perché riconducibili a tutti gli effetti a questo particolare genere. Anche questa ricerca uscì sulle pagine del magazine fiorentino Dime Press. [D.B.] 8. Dinosauri bonelliani. La preistoria secondo Bonelli. In tempi recenti i due best-seller di Michael Crichton "Jurassic Park" (1990) e "Il mondo perduto" (1995), grazie anche alle rispettive trasposizioni cinematografiche ad opera di Steven Spielberg, hanno riportato in auge i mostri della preistoria, riproponendo in chiave tecnologica un filone che si riteneva ormai morto e sepolto. Ampiamente percorso dalla letteratura fantascientifica e dalla celluloide sin dai loro esordi, il genere "preistorico" - sostenuto pure da quello "catastrofico" - ha fatto oggi un ulteriore passo avanti con la versione hollywoodiana del devastante "Godzilla", firmata da Roland Emmerich. Anche il fumetto, nel corso del tempo, ha dato il suo contributo, ora parodistico, ora metaforico, più spesso segnatamente avventuroso. Con questo articolo, pubblicato dal "magazzino bonelliano" Dime Press (sull'onda lunga del primo dei due film di Spielberg) abbiamo cercato di offrire una panoramica esauriente sugli episodi editi della S.B.E. che hanno proposto le diverse varianti sul tema, certi che l'argomento non mancherà di stuzzicare la fantasia degli autori di Via Buonarroti anche nei tempi a venire. [D.B.] 9. Le molteplici incursioni nel fantastico di un western ortodosso. I lettori di Tex sanno bene che l'infallibile ranger ha sempre regolato a dovere farabutti d'ogni risma: indiani ribelli, loschi trafficanti, politici venduti, pericolosi ricercati. Tutti costoro, prima o dopo, per le malefatte compiute, hanno ricevuto una buona dose di legnate o di piombo rovente. Mefisto e Yama, però, temibilissimi antagonisti di Aquila della Notte, rifuggono vistosamente dalle categorie suddette. Lo stesso può dirsi della perfida Zhenda, dell'orribile Diablero e, con loro, di tutte le altre creature fantastiche ("marziani" compresi) che hanno fatto talvolta irruzione, del tutto inopinatamente, nelle pagine del più classico dei fumetti western prodotti in Italia. Un'analisi dell'elemento fantastico in Tex, oltre che a evidenziare uno dei tanti percorsi narrativi della serie (senz'altro uno dei più curiosi e diversificati), rappresenta una buona occasione per conoscere meglio l'arte bonelliana del raccontare per immagini. Il saggio qui riproposto, che costituisce l'ossatura portante del volume "Tex Horror" (Alessandro Tesauro Editore), per completezza di dati e di riferimenti, è risultato essere il primo lavoro organico incentrato su questo affascinante tema. [D.B.] 10. La guerra senza tempo. Da Martin Mystère a Nathan Never la storia di un conflitto cosmico. Le infinite possibilità narrative offerte dalla leggendaria Atlantide non potevano lasciare del tutto insensibili gli autori bonelliani. Quale migliore occasione, dunque, delle avventure di Martin Mystère per legare saldamente il mito atlantideo alle vicende di un archeologo-avventuriero con lo spirito di Indiana Jones? L'idea vincente è stata dell'esperto Alfredo Castelli, che ha fatto del Detective dell'Impossibile un fumetto ironico e colto, senza tradire il suo imprinting dichiaratamente popolare. Ma l'universo immaginario di Martin Mystère è lo stesso che condividono anche gli altri characters bonelilani, da Zagor a Nathan Never. Ecco, dunque, che se la base segreta di "Altrove" fa la sua comparsa anche tra le pagine dello Spirito con la Scure, le cui storie sono ambientate grosso modo nella prima metà dell'Ottocento, la testata fantascientifica intitolata all'Agente Speciale Alfa ha ospitato la lunga saga del ritorno di Atlantide sulla Terra (previo un doveroso team-up tra Martin Mystère e Nathan Never). L'occasione meritava di essere approfondita. In questo scritto abbiamo ripreso le fila della prospettiva atlantidea in seno alla S.B.E., quindi ripercorso i momenti principali del complesso episodio. Tra passato, presente e futuro la continuity dell'universo bonelliano è un fatto piuttosto recente, ma certo destinato a riservarci tante altre piacevolissime sorprese. [D.B.] |
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