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Darkwood Monitor

Bonelli & dintorni

copertina

Capitolo primo. Il West
Capitolo Seguente

Nota: Di seguito sono riportate esclusivamente le introduzioni di ogni articolo.


1. Quel Piccolo Ranger così serioso. Una lettura di Kit Teller.

Ho letto "Cuore" un'unica volta, a sei o sette anni. Ho visto, però, il bello sceneggiato televisivo che dal romanzo di De Amicis ha tratto Luigi Comencini, ed il bizzarro adattamento a cartoni animati che ne hanno fatto i giapponesi. "Cuore", insomma, è sempre stato ben presente nella mia memoria e nel mio immaginario. Esattamente come il Piccolo Ranger, che nell'articolo che segue (pubblicato per la prima volta su Dime Press n.18) mi sono divertito ad avvicinare ai giovanissimi protagonisti dei racconti che, ogni mese, il maestro Perboni faceva scoltare ai propri allievi.

[G.P.]


1. Zagor, un'avventura lunga trent'anni. Breve storia di un fenomeno di lunga durata.

Per diverse ragioni Zagor é uno dei personaggi a fumetti cui ci sentiamo più affezionati. In primo luogo, perché la serie eponima rievoca puntualmente in noi emozioni risalenti alla più tenera infanzia, quando, prima ancora di provare l'ebbrezza della lettura, ci limitavamo incantati a scorrerne le pagine disegnate, temendo per la sorte del nostro eroe di carta ad ogni scontro con i "cattivi". Crescendo, poi, del giustiziere di Darkwood abbiamo imparato ad apprezzare ben altri aspetti, inerenti soprattutto ai contenuti ed alla tecnica narrativa. Ciò senza sottovalutarne la solida tradizione grafica, forte del segno corposo e ben dosato di Gallieno Ferri, capace, da una storia all'altra, di cambiare registro con singolare naturalezza. Con Zagor emerge appieno l'inventiva di Guido Nolitta, fortemente imbevuta di cinematografo, libri di viaggi ed avventure, fumetti d'ogni sorta. Il gusto per la citazione e l'intercambiabilita dei generi sono il portato sincero delle personali propensioni dell'autore. Zagor segna perciò una tappa importante nella storia del fumetto in Italia, e i quasi quarant'anni di ininterrotta vita editoriale lo dimostrano ancora oggi. Questi i principali motivi di riflessione dell'articolo che segue, già concepito per il corposo dossier sul trentennale zagoriano allestito per l'occasione da Dime Press, quindi rielaborato criticamente per il numero d'esordio di Darkwood Monitor; organo dello "Zagor Club", l'Associazione Culturale intitolata allo Spirito con la Scure, l'intramontabile protagonista di Nolitta & Ferri.

[D.B.]


3. Propedeutica del Rodeo.

La Collana Rodeo è stata una delle più ricche e sfaccettate realizzazioni dedicate al genere western edite nel nostro Paese. Tante storie, di tanti autori diversi, che riflettono a vari livelli, tra rigorosa indagine storiografica e pura fiction fumettistica, la grande influenza della Conquista del West sull'immaginario contemporaneo. Sospesa a metà, per l'accurata ricostruzione dei contesti originari e le atmosfere epiche e grandiose che vi si respirano, tra "I Protagonisti" di Rino Albertarelli e il Ken Parker di Berardi e Milazzo, la serie meriterebbe oggi di essere riscoperta dal grande pubblico, non sempre ben disposto a rivivere le emozioni della colonizzazione dell'Ovest americano, eppure pronto all'occorrenza a decretare il successo di pellicole come "Balla coi lupi" (1990) o "Gli spietati" (1992). Segno che l'impronta lasciata dal genere western è ancora viva e palpitante nelle coscienza di tutti noi. La ricca retrospettiva dedicata all'argomento su Dime Press fu introdotta da questa sintetica panoramica.

[D.B.]


4. Non solo West. Gli episodi autoconclusivi della Collana Rodeo.

Sono essenzialmente due i principali motivi di interesse che emergono da questo nucleo di racconti: il primo di natura editoriale (la formula dell'albo autoconclusivo era allora decisamente estranea alla filosofia bonelliana), l'altro di carattere più strettamente contenutistico. Questi episodi, infatti, vertono tutti, al di là delle singole ambientazioni di genere, sulla grande Avventura, ovvero il leit-motiv del narrare per imamgini della Sergio Bonelli Editore. Anche questa disamina, come l'articolo precedente, fu ospitata da Dime Press nell'ambito del già ricordato dossier sulla Collana Rodeo.

[D.B.]


5. Back again! Ken Parker torna alla Sergio Bonelli Editore.

Il travaglio editoriale del personaggio di Berardi e Milazzo costituisce un unicum nel panorama fumettistico nazionale. Da albo (bonelliano) a rivista di prestigio a magazine "autoprodotto" dagli stessi autori fino al ritorno in grembo alla Casa madre, le tante peregrinazioni di uno degli eroi di carta maggiormente apprezzati dalla critica ed amati dal pubblico costituiscono ormai un'odissea infinita dal valore paradigmatico. L'articolo seguente, apparso sul primo numero della nuova serie della prestigiosa If di Gianni Bono, approfondisce il momento del rientro di Ken Parker nei ranghi bonelliani, un fatto di cronaca di cui molto si ebbe a parlare nel mondo delle nuvole parlanti. Oggi che anche il Ken Parker Magazine edito dalla Sergio Bonelli Editore ha chiuso i battenti (nel gennaio 1996 con il n.36), la cronaca di quell'evento serba ancora intatto, a distanza di alcuni anni, il suo interesse storico-documentario.

[D.B.]


6. Ken Parker, fumetto civile. Breve analisi di un capolavoro del fumetto popolare.

Nel settembre del 1994 la redazione di Dime Press mi affidò le recensioni del mensile Ken Parker Magazine, che Sergio Bonelli aveva appena rilevato dalla Ken Parker Editore di Berardi e Milazzo (si veda in proposito l'articolo precedente). Dopo alcuni buoni episodi di Lungo Fucile, nei numeri datati gennaio e febbraio 1995 la rivista ospitò quel vero e proprio gioiello che è "La terra degli eroi", ristampato nel 1997 all'interno del nono albo della collana Ken Parker Collezione.

[G.P.]

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