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Dieci e oltre

il decennale di Dampyr
Recensione di  |   | dampyr/


Dieci e oltre
Dampyr 121


Dieci e oltre

Scheda IT-DP-121

6 aprile 2000: esce in edicola il primo numero di Dampyr, nuova serie horror Bonelli firmata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo. La serie, che sin dall'esordio è caratterizzata da una fusione tra storie d'azione e ambientazioni ricercate, è una delle molteplici nuove proposte (dopo Magico Vento, Julia, Jonathan Steele ecc.) presentate dalla casa editrice di via Buonarroti negli ultimi anni per dare nuova linfa al parco di testate a lunga serialità. Pochi mesi dopo debutterà anche lo sfortunato Gregory Hunter.

3 aprile 2010: Dampyr compie dieci anni e gode di ottima salute, insieme a Julia è, tra i "nuovi classici" bonelliani, la testata che ha sortito i risultati migliori sia in termini qualitativi che (ufficiosamente, in mancanza di dati ufficiali) di vendite. Un esito ancora più notevole se si pensa che nel frattempo la SBE sembra essersi convertita completamente alle miniserie, per fronteggiare meglio la crisi del fumetto.

Dieci anni e non badarci

Nessuna festa in pompa magna per i primi 10 anni di Dampyr, niente numeri a colori, foliazione extra o storie autocelebrative. Dampyr è riuscito a tagliare questo ambito traguardo come un maratoneta che non si ferma ad ammirare il paesaggio ma prosegue dritto per la sua strada pur inciampando ogni tanto. Fuor di metafora, il n.121 di Dampyr non è una celebrazione del decennale ma una finestra aperta sul secondo decennio di vita editoriale. Alcune sottotrame dovranno inevitabilmente chiudersi (ed è giusto non farne accumulare troppe), ne arriveranno di nuove, alcune sono già avviate ma è presto per accorgersene. Ne "La casa di Faust" Boselli torna alla Praga soprannaturale dei numeri più affascinanti della serie, riprende le atmosfere magiche di "Sotto il ponte di pietra" o del "Dottor Cinderella", che celebrava il 50° numero della serie.
Dampyr è riuscito a tagliare questo ambito traguardo come un maratoneta che non si ferma ad ammirare il paesaggio ma prosegue dritto per la sua strada pur inciampando ogni tanto.
La storia inizia con Tesla perseguitata dalle visioni inviate da Samael, il principe dei seduttori che sembra volerla trarre a sè. Sappiamo già da tempo della segreta attrazione indotta in Tesla, ma le cose peggiorano ed è chiaro che il fratello di Caleb ha in mente qualcosa.
Nel frattempo, al Teatro dei passi perduti, Caleb racconta ad Harlan la storia dei due alchimisti inglesi d'epoca elisabettiana Dee e Kelley in trasferta a Praga. La stessa storia che Nick racconta a una Tesla ancora sconvolta dalle visioni avute. Ovviamente non può trattarsi di una coincidenza. In un continuo intersecarsi di piani temporali, i due ex rivali Nick e Caleb si incontrano nel passato (nella Praga a cavallo tra il XVI e il XVII secolo) e nel presente, fino ad accorgersi che in uno dei loro scontri trascorsi hanno perso per strada uno specchio magico, un oggetto alchemico in grado di fare da tramite con la "Dimensione nera", per intenderci quella di Thorke e Kyazar. E' proprio questo l'oggetto che Samael vuole conquistare, e per il quale minaccia di rapire Tesla.
Inizia quindi una frenetica ricerca dello specchio, tra Praga, Londra e la Dimensione nera. Ritrovare lo "speculum" non basta, perchè un oggetto simile non può essere lasciato a cuor leggero nelle mani di Samael, e bisogna quindi trovare un nuovo accordo tra poteri ultraterreni...

Numero 121 - Tavola 1
disegni di Fabiano Ambu

(c) 2009 Sergio Bonelli Editore

Numero 121 - Tavola 1<br>disegni di Fabiano Ambu<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Questo riassunto schematico basta a rendere l'idea di quanto ricco sia il soggetto di questo albo, che comprende due piani temporali più una dimensione parallela, che schiera la "squadra praghese" più Samael, più le macchinazioni di Nergal, con inoltre la partecipazione di Dean Barrymore e Maud Nightingale, la comparsa di un nuovo alleato (proveniente dalla Dimensione nera) e di un nuovo oggetto magico. Nel soggetto c'era materiale per una storia doppia (a volersi trattenere, ma in realtà ho visto intere miniserie basate su soggetti più esili di questo), eppure Boselli è riuscito a contenere tutto nelle canoniche 94 pagine mantenendo un ritmo sostenuto e concentrando tutte le caratteristiche salienti della serie, nel bene e nel male: gli approfondimenti storici, la ricchezza di tematiche, la coerenza interna, ma anche la scarsa centralità di Harlan, una certa autoreferenzialità e una preminenza degli intrecci sulle psicologie.

Numero 121 - Tavola 36
disegni di Fabiano Ambu

(c) 2009 Sergio Bonelli Editore

Numero 121 - Tavola 36<br>disegni di Fabiano Ambu<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Un esordio per il nuovo decennio

Il nuovo decennio dampyriano si apre con l'esordio di un nuovo disegnatore, Fabiano Ambu, che negli ultimi anni si è fatto notare su testate extra-Bonelli di argomento soprannaturale. Dopo di vari Bocci, Cropera e Lozzi, Dampyr porta in casa SBE un nuovo talentuoso pennello.
Ambu si cala alla perfezione nelle atmosfere praghesi (non le più semplici per un disegnatore), con un tratto che ricorda quello di Nicola Genzianella e che si sposa molto bene con la sceneggiatura di Boselli. Ottima la cura delle atmosfere e delle architetture, buona l'espressività dei volti e la cura dei dettagli, mentre si nota qualche imperfezione nella resa dei tratti dei protagonisti. In ogni caso un esordio davvero convincente.

[...] un buon viatico che fa guardare con rinnovata fiducia al secondo decennio dopo un periodo di appannamento seguito al n.100
Convincente anche la copertina. Enea Riboldi sembra sempre più propenso a dare spazio ai paesaggi (meglio se infernali o comunque stranianti) più che alle figure umane, e il risultato gli dà ragione.

Guardando al futuro

In un certo senso, aver raccolto in un unico albo una summa degli elementi salienti di dieci anni di storie è stata di fatto una celebrazione del decennale, forse la migliore possibile. In ogni caso, un buon viatico che fa guardare con rinnovata fiducia al secondo decennio dopo un periodo di appannamento seguito al n.100, causato anche da una riduzione della presenza dello stakanovista Boselli, riduzione che ha giovato alla qualità delle storie del creatore di Dampyr ma non alla serie in generale. A parte Cajelli, all'altezza del compito, gli altri sceneggiatori che si sono succeduti non hanno mai lasciato il segno, consegnando la testata ad una serie di alti e bassi, in cui le storie attinenti alla "mitologia" dampyriana diventano giocoforza il principale motivo di richiamo della serie. Dampyr 121, "La casa di Faust", di Mauro Boselli e Fabiano Ambu, 100 pg. b/n, Sergio Bonelli Editore, aprile 2010, euro 2,70

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