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Il viaggio dell'eroe

le mille e una notte di Harlan
Recensione di  |   | dampyr/


Il viaggio dell'eroe
Dampyr Speciale 5


Il viaggio dell'eroe

Scheda IT-DP-sp5

Yuri e Nergal, protagonisti delle prime quattro tavole. Anche se fin da subito è chiaro che si tratta di una sequenza onirica, giocarsi sin dall'incipit due personaggi così pesanti non può essere un banale trucco per attirare l'attenzione del lettore, ma il sintomo di una storia... speciale.
Svelato subito che si trattava effettivamente di un sogno, ci troviamo immersi in una situazione che potrebbe sembrare anche questa onirica. Harlan, Kurjak e Tesla sono di nuovo in Bosnia Erzegovina, nel luogo in cui le loro strade si sono incrociate per la prima volta ai tempi del conflitto jugoslavo, anche se stavolta l'occasione è ben diversa: il padre di Kurjak è in fin di vita.

Per una volta i nostri eroi non devono nascondere chi sono e cosa fanno e questa circostanza, unita alla suggestione di un posto così pregno di significati, dà l'avvio a una serie di ricordi risalenti a prima che si incontrassero, quando Harlan era un impostore che fingeva di essere un Dampyr accompagnato dal fido Yuri, Tesla era una vampira al servizio di Gorka e Kurjak combatteva nella guerra civile.
L'atmosfera onirica prosegue con il miracoloso miglioramento delle condizioni di Kurjak senior, che chiede di poter vedere per un'ultima volta il ponte di Mostar. Il vecchio ponte, già dal titolo, è il protagonista silenzioso di questo speciale, è il crocevia dei destini dei futuri compagni di battaglia, è anche il pretesto per una digressione storica sul suddetto ponte, simbolo di Mostar, distrutto dai croati e ricostruito dopo la guerra.
Nella stessa atmosfera onirica i nostri eroi, con alcuni occasionali aiutanti, attraversano la notte innevata fino a giungere alla casa natale di Harlan, dove ritrovano a sorpresa le Tre Zie, consapevoli che qualcosa sta per accadere. Come si conviene in letteratura ad un gruppo di personaggi isolati dal mondo, anche i nostri eroi decidono di passare il tempo raccontandosi storie. Non storie di fantasia, visto che la loro realtà è molto più ricca di invenzione di qualsiasi finzione. Mettendo insieme le rispettive storie, Harlan arriva a capire che qualcuno lo stava forzando a prendere coscienza della sua natura di Dampyr prima del tempo, e questo qualcuno non poteva che essere Nergal.
Segue scontro con il signore infernale, dall'esito ancora una volta non decisivo.

Tavola tratta dallo Speciale numero 5
disegni di Fabio Bartolini

(c) 2009 Sergio Bonelli Editore

Tavola tratta dallo Speciale numero 5<br>disegni di Fabio Bartolini<br><i>(c) 2009 Sergio Bonelli Editore</i>

Speciale sì e no

"La leggenda del vecchio ponte" è, almeno per tre quarti, un mirabile esempio di come costruire una storia "speciale" che sappia toccare le corde giuste dei fan della serie ma che risulti comprensibile e piacevole anche per il lettore occasionale o neofita che sa poco o nulla dei complessi intrecci dell'universo dampyriano. I racconti e i flashback, in particolar modo quelli su Harlan, non aggiungono nulla di fondamentale a ciò che già sapevamo, ma rivedere il protagonista in azione come ciarlatano accompagnato da Yuri fa passare tutto il resto in secondo piano, così come l'inattesa apparizione delle Tre Zie, giunta al culmine di una sequenza magistralmente sceneggiata da Boselli.

La sfida più dura per Harlan non è quella con Nergal, ma quella con i ricordi e il passato
Fatto non secondario, i ricordi e le loro ripercussioni sul presente rappresentano una dura prova per Harlan, che deve abbandonare almeno in parte il suo essere imperturbabile e monolitico per fare i conti con il passato, e questa sfida sembra essere più impegnativa di quelle con mostri, vampiri o signori degli inferi. Proprio per questo motivo il confronto finale con Nergal aggiunge poco all'economia generale dell'albo. Pur essendo ricco di insidie e con una posta in palio alta, il vero climax della storia resta quello del flashback sul ponte di Mostar, e lo scontro con Nergal chiude in maniera canonica una storia che invece si era mantenuta fino a quel momento su un registro decisamente... speciale.

Disegni d'atmosfera

Ottima prova per Fabio Bartolini, chiamato a dare graficamente vita ad una vicenda che si snoda su diversi piani temporali e in cui la resa dell'atmosfera è fondamentale. La missione è portata a termine con successo, il tratto di Bartolini si sposa alla perfezione con la sceneggiatura, restituendo anche una efficace espressività ai protagonisti. Il disegnatore fiorentino si trova anche a confrontarsi con un mostro sacro della serie come Majo, dovendo ricreare quegli scenari usciti dalle matite del disegnatore dei primi due numeri della serie. Non siamo agli stessi livelli di Majo, ma Bartolini non sfigura affatto nel confronto, confermandosi come una delle migliori realtà nel ricco staff di disegnatori dampyriani. Bartolini riesce anche a coniugare un tratto raffinato ma "pulito" con soluzioni personali come l'utilizzo di immagini digitali per gli sfondi, una soluzione già sperimentata in passato ma che in questo caso è stata applicata in maniera più accentuata e con risultati in prevalenza positivi.
Non era facile il compito del copertinista, chiamato a trovare un'unica immagine in grado di rappresentare l'intero albo. Enea Riboldi risolve il problema operando per sottrazione, mettendo giustamente al centro della scena il ponte e rinunciando ai colori accesi per puntare su un'atmosfera ovattata con la nebbia che avvolge i protagonisti e il paesaggio.
Dampyr Speciale n.5, "La leggenda del vecchio ponte", di Mauro Boselli e Fabio Bartolini, Sergio Bonelli Editore, 164 pg., b/n, brossurato, in edicola da ottobre 2009, €4,8

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