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Gli indagatori dell'Incubo

la trasferta londinese tra incubi e mostri
Recensione di  |   | dampyr/


Gli indagatori dell'Incubo
Dampyr speciale 2 "Orrori di Londra, Gli"


Gli indagatori dell'Incubo

Scheda IT-DP-sp2

Harlan, Kurjak e i loro (numerosi) compagni si aggirano per una Londra spettrale, notturna, deserta, facili bersagli di creature irreali e mostruose. I nostri reagiscono come sono abituati a fare, col piombo delle pallottole imbevute di sangue di Dampyr. Ma stavolta le pallottole non bastano, i misteriosi esseri sbucati dalle filastrocche per bambini non vanno giù.
Questa immagine dà bene l'idea di una storia in cui gli abituali protagonisti sembrano in più occasioni 'fuori sincrono' con la realtà che li circonda, sorpresi da eventi troppo strani anche per loro. Londra è lo scenario ideale per una storia dalle forti connotazioni metafisiche, e il pensiero, anche grazie ai disegni di Freghieri, non può che andare a Dylan Dog. Molti degli elementi sovrannaturali e surreali di questo albo sembrano usciti da un certo tipo di storie 'dylandoghiane' (e sono anche più 'dylandoghiani' di elementi apparsi in storie più recenti di Dylan Dog), e viene da pensare che la filosofia e l'ironia dell'Indagatore dell'incubo sarebbero le armi migliori per affrontare le creature uscite dagli incubi di un bambino dai poteri extrasensoriali (come il bambino di DD 56 "Ombre", tanto per citarne uno dei tanti) o i passaggi da una dimensione all'altra, ma poi lo stile pragmatico di Boselli riconduce tutti questi elementi ad un ambito meno onirico, rendendoli coerenti con la logica interna dell'universo dampyriano.

Anime dannate
disegni di Giovanni Freghieri

(c) 2006 SBE

Anime dannate<br>disegni di Giovanni Freghieri<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Una storia diesel

Come nel primo speciale assistiamo a una sarabanda di apparizioni soprannaturali, che in questo caso sono tutte perfettamente funzionali ad una trama ambiziosa, che sfrutta tutte le 176 pagine per dipanare diverse storyline di ampio respiro. Una storia che riesce a mettere assieme un consistente aspetto soprannaturale, a riunire quasi tutti i comprimari britannici di Harlan e infine a portare avanti la continuity (absit iniuria verbis). Ma tutto questo ha un prezzo, e il prezzo è rappresentato dalle prime 30 pagine, in cui la storia fatica a carburare.
In queste pagine, oltre all'incidente scatenante (la morte di Chuzzlewit), assistiamo alla presentazione del detective Fane e alla sua visita a Barrymore. In questa visita i dialoghi che vorrebbero essere leggeri ed ironici suonano troppo artefatti, e non rendono giustizia ai personaggi, che in seguito avranno invece ben altri momenti salienti. Ma soprattutto assistiamo all'interminabile escursione di Harlan e Kurjak nelle fognature londinesi. Un momento pretestuoso ai fini della trama (si viene a scoprire che sotto la città aveva sede un 'mattatoio' di Lord Marsden, rivelazione non certo epocale che non meritava una preparazione lunga 10 pagine) che serve solo a dare modo ai personaggi di raccontarsi per pagine e pagine cose che sanno già, per riassumere gli antefatti, con i dialoghi segnati dalla famigerata frase "come ben sai..." .
E' ovvio che una vicenda con così tanti riferimenti a storie passate ha bisogno di rinfrescare la memoria, a beneficio di chi quegli albi non li ha letti o li ha dimenticati, ma il modo in cui questo avviene non sembra il più efficace. A parte il fatto che quello di mettere in scena personaggi che parlano tra loro di cose che dovrebbero già conoscere e che spiegano nei dettagli eventi che sarebbe meglio mostrare visivamente è un vizio entrato a far parte nello stile della SBE, in questo caso specifico la scelta lascia perplessi perchè questa lunga sequenza, unita alla successiva con Shady, Harlan e Kurjak che riassumono altri eventi, va a bloccare il flusso della storia che è appena partita ma non ha ancora carburato, rischiando di mandarla in stallo.

Nei sotterranei della Temsek
disegni di Giovanni Freghieri

(c) 2006 SBE

Nei sotterranei della Temsek<br>disegni di Giovanni Freghieri<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Per fortuna, dopo la partenza diesel, la storia si rimette in carreggiata e le varie storyline hanno tempo e modo per dipanarsi con un ritmo incalzante e dando forma ad una storia che unisce l'azione all'ambientazione, nella migliore tradizione della testata.
L'albo che ne viene fuori è una sapiente alchimia che, oltre a seminare indizi importanti sul rapporto tra Draka e Marsden e sulle mire di quest'ultimo, mette i nostri eroi in situazioni insolite da cui non potrebbero salvarsi senza provvidenziali interventi da parte dei nuovi amici di Harlan che, come rilevato dallo stesso Marsden, ha un fiuto particolare nello scegliersi gli alleati. Non c'è dubbio che rivedremo questi alleati in futuro, anche perchè questa storia ha delle conseguenze nell'universo dampyriano, conseguenze anche drammatiche (la sicurezza personale dei protagonisti, il destino di Tiny e Lorena) che però nel finale vengono solo accennate in favore di un tono conclusivo più soft e tranquillizzante.

Disegni e copertina

La trasferta londinese fa bene ad Harlan, e la trasferta su Dampyr fa bene a Giovanni Freghieri. Intendiamoci, il tratto di Freghieri è sempre uguale a se stesso, i volti delle comparse, le loro espressioni, i tratteggi, le ombre, rientrano in un raffinato stile ben noto ai lettori di Dylan Dog. In questo albo però si nota una cura dei dettagli, spercialmente nel tratteggio dei volti e degli sfondi, che in altre recenti prove era assente, a favore di tavole un po' tirate via.

L'incubo dell'indagatore
disegni di Giovanni Freghieri

(c) 2006 SBE

L'incubo dell'indagatore<br>disegni di Giovanni Freghieri<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Molto efficace quando si tratta di dare vita ad ambienti e personaggi in cui può sfruttare la sua vena glamour, come la casa di Barrymore, l'orfanotrofio Morningstar, e una Tesla inguainata in un inedito abito da sera, Freghieri non è altrettanto a suo agio nelle scene d'azione e quando deve descrivere l'orrore puro. Ne è un esempio la sequenza del combattimento nei sotterranei della Temsek, da cui non traspaiono nè il dinamismo e la concitatezza del momento nè il senso di orrore, raccapriccio e claustrofobia che dovrebbe suscitare una lotta contro creature immonde in un sotterraneo. Con Freghieri anche i mostri sono eleganti ;-).
Sicuramente buona la resa grafica dei tre protagonisti, anche se Kurjak, soprattutto nella prima parte dell'albo, ha dei tratti troppo 'mutevoli'.

Poco da dire sulla copertina di Enea Riboldi, vista la sua essenzialità. A fronte di una storia ricca di scene e singole immagini da cui attingere, Riboldi sceglie un soggetto volutamente scarno, cercando di suscitare inquietudine e curiosità con pochi elementi, lavorando di sottrazione, purtroppo anche per quel che riguarda la cura dei particolari.

Dampyr Speciale n.2 - Sergio Bonelli Editore, annuale, in edicola, 176 pagine, brossurato – € 4,60

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