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Il Rosso e il Verde

analisi iconografica bicromatica e miniguida semiseria per daltonici
Articolo di  |   | comics/


Il Rosso e il Verde
Lanterna Verde, Devil, Hulk, Flash


Il Rosso e il Verde


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Il fumetto supereroico. Diciamo la verità: a dispetto di tutti i film che escono sui supereroi, leggere fumetti supereroici è ancora considerato una cosa da nerd. Da sfigati. Da fan brufolosi campioni di autoerotismo, oltretutto nella specialità "velocità". Confessiamolo: potremmo forse osare farci vedere in spiaggia con Topolino; non ci tocca vergogna ad arrivare sotto l’ombrellone con un fumetto Bonelli; ma tirare fuori un fumetto di supereroi di fianco alla biondona in topless equivale a giocarsi tutte le (già poche) possibilità di socializzare. E portarsela a letto, neanche a parlarne. Sarà la calzamaglia, che indubbiamente fa poco virile. Sarà colpa di quei due là, Alan Moore e Frank Miller, che con il loro revisionismo del cavolo ci hanno raccontato cose su questi supereroi che francamente avremmo preferito non sapere, e ci hanno fatto perdere tutta l’innocenza... Sarà sicuramente anche colpa del fatto che a dispetto di tutto, e di tutti, zia May non è ancora morta. Anzi, li sta seppellendo tutti. Ormai è chiaro: zia May contro Hulk, vince zia May. Ecco, queste sono cose che tolgono credibilità al fumetto supereroico.
Eppure.
Eppure, sotto sotto, se guardi bene, i supereroi sono icone. Sono i miti d’oggi. Roland Barthes ne ricaverebbe otto saggi e svariati interventi in numerosi talk show televisivi. Dunque io ci posso ben scrivere un articoletto estivo. Sotto l’ombrellone col comic non cucchi una bionda, ma col portatile ti guarda anche il bagnino... Ne ho scelti quattro, così, a caso. Anzi, sulla base di un principio cromatico e bipartizan: due della Marvel, due della DC, due rossi, due verdi.

Lanterna Verde

I Supereroi DC, come a molti è noto, nascono ispirati dalle divinità classiche. Gli dei omerici erano fondamentalmente molto umani, ma le loro qualità umane erano esaltate in misura divina (e lo stesso valeva per i loro difetti...); i supereroi DC sono appunto uomini con qualità divine, se non semidei autentici: il nettuniano Aquaman, il mercuriale Flash, Diana Cacciatrice in Wonder Woman, per non parlare ovviamente di chi, come Capitan Marvel, acquisiva i suoi poteri pronunciando una parolina magica come Shazam, che altro non era se non l’acronimo derivante da Salomone, Hercules, Atlante, Zeus, Achille e Mercurio, da cui otteneva, appunto, Saggezza, Forza, Resistenza, Potenza, Coraggio e Velocità.

Un anello per ghermirli...
l'anello del potere

(c) 2007 DC Comics

Un anello per ghermirli...<br>l'anello del potere<br><i>(c) 2007 DC Comics</i>

Lanterna Verde incarna la figura del Titano Prometeo, colui che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini.
In questo pantheon supereroistico, che ruolo occupa Lanterna Verde? In barba a Zeus, egli incarna la figura del Titano Prometeo, colui che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Prometeo diede agli uomini l’energia che li avrebbe resi uguali agli dei, e Lanterna Verde possiede un fuoco, l’energia della lanterna, che mette a disposizione dell’umanità, e che lo rende uguale ad un dio. Mai potere più grande fu dato in mano ad un uomo. Lanterna Verde è tra i pochissimi eroi DC che potrebbe vedersela alla pari con il supereroe dio per eccellenza: Superman. Ma ad un eroe cui è concesso un potere così grande non può che capitare una grande tragedia. La tragedia di Aiace: la follia. Una follia che si origina dal tentativo di opporsi al destino dell’uomo. Hal Jordan non accetta che Coast City, la sua città, possa essere condannata. Non si può avere un potere così grande e accettare la disgrazia definitiva che incombe su tutti gli amici e i cari di Lanterna Verde. Come sosteneva uno storico tedesco, non ci sono poteri buoni. E anche quello di Lanterna Verde si rivela terribile. Coast City è condannata? E allora muoia Sansone con tutti i Filistei: Hal Jordan, incapace di accettare gli eventi, impazzisce e volge il suo potere contro i suoi stessi alleati, arrivando ad uccidere gli altri membri del corpo delle Lanterne Verdi. È un destino tragico, un destino di follia, la follia dell’eroe che uccide i suoi stessi cari. Ed è un destino da supereroe revisionista (revisionato), dato che ci ripropone la domanda di Watchmen: Chi custodisce i custodi? Anche la DC sa essere tremenda con i suoi personaggi. E non lo fa con quelli di rincalzo, ma con i suoi eroi più amati. Il destino di Hal Jordan, per certi versi più estremo ancora di quello di Barry Allen, è di quelli che non si perdonano ancora oggi... Forse per questo Hal Jordan è tornato. Certo, già a suo tempo non era mancato l’episodio che segnava il riscatto dell’eroe: Lanterna Verde brucia se stesso per consentire al Sole di continuare a scaldare il pianeta. E si immola su quella pira. Ma anche se alla fine muore da eroe, sempre morto era... Nondimeno, il sacrificio rendeva possibile ancora una volta che questa narrazione fumettistica confinasse con l’epica. E con l’immancabile ritorno dell’eroe. E dopo il fastidio iniziale che sempre prende il lettore quando gli scombinano le carte e gli cambiano cose che ha creduto vere, forse oggi anche il ritorno di Lanterna Verde inizia a riconoscersi per quello che è stato: una grande saga: Parallax, l’impurità del giallo contenuta nella Lanterna centrale su Oa, Hal Jordan che rinasce svecchiato, il corpo di Sinestro... Ma forse, prima o poi, ne parleremo altrove.

Consigli per gli acquisti:
Lanterna Verde: Alba e Crepuscolo,
Planeta DeAgostini, 592 pp., 28 €


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