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I Vendicatori

le leggende viventi dell'Universo Marvel
Recensione di  |   | comics/


I Vendicatori
Vendicatori


I Vendicatori


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Scheda

Qualche passo indietro

Quando nacquero i primi comics books, durante la depressione americana del 1929, nessuno si aspettava che di lì a un decennio sarebbero diventati un business eccezionale. Nati come prodotto pubblicitario in cui venivano ristampate le famose syndicates (le strisce che dall'inizio del ventesimo secolo compaiono su vari quotidiani americani) bisogna aspettare il 1935, quando la National Allied Publications pubblica un magazine con materiale inedito: New Fun Comics diventato poi More Fun Comics. Sempre questa piccola casa editrice due anni dopo produce l'albo Detective Comics, il primo magazine a tema unico, le detectives stories appunto. Da quel momento la National diventa un caposaldo della produzione USA e a lei si devono numerosissime invenzioni che hanno fatto la storia dei comics.

Nel 1938, con il numero 1 di Action Comics, nasce Superman di Jerome Siegel e Joe Shuster, il primo supereroe in assoluto. Da lì la situazione dei produttori di comics divenne più rosea oltre ogni aspettativa. È nata la Golden Age. La National Comics con il tempo prende la sigla della sua serie di maggior successo (Detectives Comics) divenendo così la famosissima DC Comics. Come se non bastasse, nel novembre 1940, su All-Star Comics numero 3, nasce il primo supergruppo della DC Comics, la Justice Society of America che raccoglie alcuni personaggi fondamentali di quel periodo: Superman, Batman, Flash, Green Lantern, Atom, Hawkman, Dr. Fate e Spectre, tutti titolari di altre serie di successo che assieme sono il prototipo di un gruppo fondamentale di cui ancora oggi possiamo leggere le avventure: la Justice League. Dopo un decennio di gloriose avventure la serie chiude e l' Età Dorata termina. Ciononostante è in quelle avventure il germe, il tassello fondamentale dell'evoluzione dei comics books dedicati ai supereroi che genererà, per un'esigenza prettamente editoriale, il concetto di team-up e, quindi, dei Vendicatori.

Avengers vol. 1 numero 100
Disegno di Barry Windsor Smith

(c) 1972 Marvel Comics

Avengers vol. 1 numero 100<br>Disegno di Barry Windsor Smith<br><i>(c) 1972 Marvel Comics</i>

La Silver Age

È l'ottobre del 1956 quando i grandissimi Gardner Fox e Carmine Infantino riescono nel miracolo di rilanciare Flash, il velocissimo supereroe della DC Comics, sul numero 4 della rivista antologica Showcase, creando una seconda grande era dei comics: la Silver Age. Sono momenti convulsi. I supereroi rifioriscono e gli emuli si moltiplicano generando un'ondata imponente di materiale anche inedito. In tutto questo marasma una piccola casa editrice presente sul mercato dal 1939 e che aveva vissuto un momento di gloria negli anni quaranta grazie a supereroi quali Capitan America, Namor the Sub-Mariner, la Torcia Umana, cambia nome e si trasforma in Marvel Comics e nel novembre 1961, grazie al suo intraprendente editor-in-chief Stan Lee, dà alle stampe una pietra miliare del fumetto mondiale: Fantastic Four.
Sono arrivati i supereroi con superproblemi.
Inizia la Marvel Revolution, il cataclisma per gli altri editori, che non si rendono conto immediatamente di ciò che Lee e il suo sparuto entourage di autori eccezionali (Jack Kirby, Steve Dikto) hanno fatto. È il primo passo verso l'umanizzazione dei supereroi che finalmente affrontano problemi che derivano dai proprio poteri e che ne influenzano le loro scelte: sono arrivati i supereroi con superproblemi. Ma dopo un paio d'anni in cui si assiste a un'incredibile raffica di personaggi eccezionali (Ant-Man nel gennaio 1962, Hulk nel maggio 1962, Uomo Ragno e Thor nell'agosto 1962, Iron Man nel febbraio 1963, Dottor Strange nel luglio 1963 e X-Men nel novembre 1963) purtroppo le idee iniziano a scarseggiare. Preso dalla necessità di mantenere alto il trend delle uscite, Stan Lee si rifà alla Justice Society nel frattempo ribattezzata Justice League of America e, nel novembre 1963, nasce una collana in cui cinque personaggi appena nati ma già di gran successo quali Thor, Iron Man, Ant-Man, Wasp e Hulk decidono di allearsi per combattere il male. Sono nati i Vendicatori.

Studi per Capitan America, Scarlet, Visione e Iron Man
Disegno di John Byrne

(c) 1978 Marvel Comics

Studi per Capitan America, Scarlet, Visione e Iron Man<br>Disegno di John Byrne<br><i>(c) 1978 Marvel Comics</i>

I potenti Vendicatori

E venne il giorno in cui i più potenti eroi della Terra si ritrovarono uniti contro una minaccia comune. Quel giorno nascevano i Vendicatori per combattere i criminali che un eroe non avrebbe mai potuto affrontare.
Con questa frase i lettori Marvel si sono abituati a veder introdotte le avventure dei Vendicatori. Al di fuori della retorica insita in queste frasi a effetto, il concetto di base del team-up, che con il tempo sfocerà nei crossover (le avventure che coinvolgono più collane), è racchiuso tutto qui. In effetti il team-up ha due funzioni fondamentali: la prima è accontentare i fans dei singoli personaggi che possono vederli così interagire tra loro. La seconda ha ovvi fini di lucro: far conoscere ai lettori altri personaggi di cui normalmente non comprano gli albi. I Vendicatori però presto si distaccano da questo principio e, dopo un periodo in cui le storie non sono eccezionali a causa della loro invincibilità, Stan Lee decide di allontanare i membri fondatori e li sostituisce con tre noti ex-criminali: Occhio di Falco, Quicksilver e Scarlet.

Avengers Vol. 1 numero 200
Disegno di George Perez

(c) 1980 Marvel Comics

Avengers Vol. 1 numero 200<br>Disegno di George Perez<br><i>(c) 1980 Marvel Comics</i>

Da questo momento in poi la serie si emancipa dal suo ruolo di "copia della Justice League" e diventa il primo gruppo "aperto" della storia della Marvel. I difetti dei nuovi arrivati rendono il gruppo più vicino al lettore e si assiste a un numero incredibile di redenzioni sensazionali, destinate a trasformare villains di varie collane in eroi dalle sfaccettature psicologiche complesse. Il primo caso eclatante è quello dello Spadaccino: nemico giurato dei Vendicatori si allea con malvagi quali Mandarino, Teschio Rosso, Testa d'Uovo, Batroc cercando a più riprese di annientare il gruppo ma quando la sua vita si intreccia a quella della misteriosa Mantis,

Collocare nel gruppo personaggi privi di una collana propria si rivela un'idea vincente...
non solo rinnega il suo passato ma entra nei Vendicatori che si preoccupano di far condonare le sue pendenze a livello planetario. Altri sono Vedova Nera e il Cavaliere Nero. Collocare nel gruppo personaggi privi di una collana propria si rivela paradossalmente un'idea vincente: i lettori gradiscono e le vendite aumentano. Ma è con l'arrivo di Roy Thomas (The Avengers dal numero 35 al numero 104) che i vari personaggi assumono spessore psicologico. Quando poi Don Heck (il disegnatore che succede a Kirby) abbandona l'incarico e viene sostituito da John Buscema la serie tocca vette difficilmente raggiunte successivamente: il matrimonio tra Janet Van Dyne e Henry Pym (che nel frattempo prende i panni di Calabrone), lo scontro con Magneto, il ricordo della morte di Bucky, l'arrivo di Pantera Nera, Ercole e Visione, la splendida sequenza della guerra Skrull/Kree (iniziata da Buscema e terminata dal grande Neal Adams) sono tutte pietre miliari della Silver Age.

Thor, Iron Man e Capitan America
Disegno di George Perez

(c) 1998 Marvel Comics

Thor, Iron Man e Capitan America<br>Disegno di George Perez<br><i>(c) 1998 Marvel Comics</i>


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