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Semplici conoscenti!

il Wolverine di Millar non affetta come dovrebbe...
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Semplici conoscenti!
Wolverine da 190 (Novembre 2005) a 194 (Marzo 2006) "Wolverine: Nemico pubblico (Wolverine: Enemy of the State) di Mark Millar & John Romita Jr."


Semplici conoscenti!

Leggende Marvel

La leggenda vuole che, quando nel 1991 Christopher Claremont, allora scrittore di Uncanny X-Men dal 1975, recesse dal suo contratto con la Marvel, fu per contrasti con i vertici riguardo alcune storylines che voleva portare avanti. In effetti già da tempo le varie collane mutanti (allora erano già una decina) si stavano allontanando tra loro e ormai vigeva una sorta di anarchia narrativa, appianata solo in virtù di qualche crossover. Una delle storylines proposta dal grande X-Chris era proprio quella che ora Millar, spinto da Quesada, tira fuori: Wolverine, condizionato dalla Mano e dall'Hydra, squarta e smembra i super-eroi Marvel. Ma è davvero così? Purtroppo no e sembra che Logan se ne passeggi tranquillo per l'universo Marvel per farsi una scampagnata, beccando botte a destra e a manca, graffiando annoiato qua e la, con fare poco convincente, ricordando un po' quei misteriosi individui che si aggiravano nei pressi del posto di blocco delle Sturmtruppen e a cui veniva fatta la domanda: "Altolà! Chivalà? Amici o nemici?"

Tesoro? Sono a casa!

" Gorgon ha sempre abiti firmati e porta una spada samurai, giacca, cravatta e un paio di occhialini da sole che fanno tanto Matrix."
Logan viene chiamato in Giappone per ritrovare un ragazzino rapito ma si scontra con la Mano, nota setta Ninja del mondo Marvel e, in particolare, con Gorgon a cui soccombe. Questo sinistro personaggio è un Mutante Ninja velocissimo ed elegante (ha sempre abiti firmati e porta sempre una spada samurai, la giacca, la cravatta e un paio di occhialini da sole che fanno tanto Matrix.) il cui potere è quello di uccidere con lo sguardo anche se, a quanto vediamo, preferisce la spada, appartenete alla setta mutante giapponese Alba della luce bianca. Assieme alla Mano e all'Hydra progettano di far resuscitare i supereroi morti per aizzarli contro i supereroi vivi. Infatti Wolvie, una volta ucciso (possibile?), viene resuscitato dalla Mano e comincia a perseguire gli oscuri scopi di questa maligna joint venture. Il suo primo incarico è scaricare files di sicurezza da una portarei, ci riesce ma si imbatte in Elektra, le prende e si da alla fuga.

Wolverine vol. 3 #20
Copertina originale di John Romita Jr.

(c) 2004 Marvel Comics

Wolverine vol. 3 #20<br>Copertina originale di John Romita Jr.<br><i>(c) 2004 Marvel Comics</i>

Poi si infila nel Baxter Building per far fuori i Fantastici Quattro e dopo qualche scaramuccia con la Cosa, la Torcia Umana e Mister Fantastic affronta la Donna Invisibile, le prende e si da alla fuga. Non contento se ne va Hell's Kitchen, affronta Devil, le prende e (ma solo per questa volta) i suoi padroni lo fanno fuggire. Per nulla frustrato dalle botte prese e dalle figure fatte penetra allo Xavier Institute e le prende prima da Rachel Summers, da Kitty Pride e infine da Capitan America, sopraggiunto nel frattempo. In tutto questo caos Wolvie riesce a uccidere un X-Man per sbaglio, mentre l'Alba della Luce Bianca, l'Hydra e la Mano fanno il suo lavoro con atti di terrorismo, di sabotaggio e rapiscono Elektra in modo completamente autonomo.

Wolverine contro la Donna Invisibile.
Wolverine Vol. 3 n. 22 Tavola 17 Vignetta 5

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Wolverine contro la Donna Invisibile.<br>Wolverine Vol. 3 n. 22 Tavola 17 Vignetta 5<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics</i>

Ti stai sbagliando, chi ha scritto non è… Mark Millar.

Ci sono cose che sfuggono all'umana comprensione. Sicuramente tra queste ci sono i termini dell'approccio tra uno degli scrittori più caustici del fumetto americano e uno dei migliori personaggi del comicdom di tutti i tempi. Alla Marvel ci si accorge che la nuova collana di Wolverine non vende come dovrebbe e le assegna nientedimeno che Millar, a cui viede affidata una storia non sua e con il quale non riesce a entrare in sintonia.
"L'incipit è veramente buono ma se l'avesse sviluppato Claremont sarebbe stato meglio. "
Ne nasce una storia che non ha nulla di particolare e che sembra narrata di malavoglia, distante com'è da Ultimates. Certo l'incipit è veramente buono, ma se l'avesse sviluppato Claremont sarebbe stato meglio. Le atmosfere si rifanno a storie cult (Devil: l'uomo senza paura, Elektra Lives Again) senza alcuna interpretazione, per cui risultano scontate. I personaggi introdotti sono un po' troppo trendy e Gorgon o Elsbeth von Strucker sembrano presi da qualche film dei fratelli Wachowski. Certo non tutto è da buttare. Ci sono i colpi di genio tipici di Millar (il breve scontro tra Logan e Sue Storm è assolutamente eccezionale) ma si perdono in una miriade di particolari assolutamente ridicoli, come la trovata del teletrasporto di cui è dotato Logan che alla fine della storia si rompe per cui può effettuare solo dieci/quindici spostamenti da venti metri ciascuno: giusto per dare la possibilità a tutti di picchiarlo.

Non sto bene, Matty!
Wolverine Vol. 3 #24 Tavola 19 Vignetta 5

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Non sto bene, Matty!<br>Wolverine Vol. 3 #24 Tavola 19 Vignetta 5<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics</i>

Faces without eyes

Al contrario dell'autore dei testi John Romita Jr. è veramente in forma. Lo scontro al cimitero giapponese, quello al Baxter Building e quello nell'appartamento di Matt Murdock sono visivamente ineccepibili, coadiuvati anche da una colorazione efficace, ma non eccessiva. Unica pecca sono i tratti e le espressioni dei singoli super-eroi, x-womens in testa, senza nulla che possa distingure gli uni dagli altri, se non i costumi e i poteri.

Braccato
Wolverine Vol. 3 #25 Tavola 16 Vignetta 2

(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Braccato<br>Wolverine Vol. 3 #25 Tavola 16 Vignetta 2<br><i>(c) 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics</i>

La più grande avventura di Wolverine

"Finalmente Millar dimostra di avere dei limiti narrativi e sembra trovarsi più a suo agio con personaggi nuovi o al massimo senza un passato complesso come è invece quello dei personaggi Marvel."
"La più grande avventura di Wolverine". Così viene descritta da Rickey Purdin nella presentazione all'intervista presente su Wolverine 190. Va bene fare pubblicità, ma a volte gli americani esagerano creando false aspettative nel lettore perché se questa storia non è la migliore è sicuramente una delle più sopravvalutate. Finalmente Millar dimostra di avere dei limiti narrativi e sembra trovarsi più a suo agio con personaggi nuovi o al massimo senza un passato complesso come è invece quello dei personaggi Marvel. Di fronte a un background complesso come quello di Wolverine, Elektra e Capitan America crolla sotto il peso della continuity. Ci sono cose, dicevo, che sfuggono all'umana comprensione. Una di queste è sicuramente il motivo per cui questa storia non l'ha scritta il suo ideatore, il grande Chris Claremont. Wolverine da 190 (Novembre 2005) a 194 (Marzo 2006) (Wolverine Vol. 3 #20/25 - Dicembre 2004/Aprile 2005 - Marvel Comics) Panini Comics - 17 x 26 cm, spillato, colore, 3 € - mensile

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