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I 2010 albi di uBC!

uno sguardo dello staff sull'anno passato
Articolo di uBC staff |   | classic/


I 2010 albi di uBC!
 


I 2010 albi di uBC!


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Articolo

Come di consueto, anche quest'anno lo staff di uBC intende offrirvi una panoramica dei migliori albi letti nel 2010, usando come unico criterio di selezione il loro essere inediti, ovvero pubblicati tra gennaio e dicembre.
Il tutto scelto "di pancia", fermandosi solo per un attimo a pensare all'albo più intenso e che più ci ha regalato qualcosa.
Ed ora, come sempre... buona lettura!

L'inchiostro del passato

L'inchiostro del passato, di Bauza / Maël - AureaComix n.7 - 78 pp - 11,00 euro

Sono spesso rimasto stupito di come la cultura giapponese dei samurai affianchi ad una violenza costante, anche il gusto della poesia, della cerimonia del tè, della calligrafia... La ricerca ossessiva della perfezione, è forse un'altra forma del senso del dovere insito in quella cultura. Ma c'è anche il senso del bello a ricordarci che per quanto diversa, è sempre una cultura fatta da uomini. Ed è forse con gusto occidentale che Bauza e Mael dipingono (è il caso di dirlo) questa storia semplice e intimista, sullo scorrere della vita.

Mohitsu Hideo, pur di stirpe samurai, è un calligrafo itinerante, che si guadagna da vivere vendendo (o barattando con quello che gli serve) le sue opere. Ci viene presentato ormai ampiamente maturo, mentre incontra per caso una acerba ragazzina (Atsuko) in cui intravede le potenzialità di una pittrice (ma anche una "sostituta" della figlia morta prematuramente). La convince a lasciare tutto e a dirigersi a Edo da un amico pittore di chiara fama. Il pittore la prenderà come unica apprendista e lei riuscirà a diventare pittrice, ma perdendosi nelle sue debolezze umane proprio quando i suoi maestri sono alla fine.

Il racconto assume toni intimisti ancor più con i silenzi, che con le iniziali riflessioni di Hideo. Ed è qui che è fondamentale l'opera di Maël, tra grandi spazi attraversati nel viaggio continuo che porta l'artista nei vari villaggi, e viceversa primi piani tesi a sottolineare un sentimento (una lacrima, uno sguardo) sottinteso mai completamente spiegato. L'esuberanza giovanile di Atsuko ben bilancia il dignitoso comportamento di Hideo, e questa differenza accompagna il corpo centrale del "romanzo". Il distacco tra i due è fisico ma non spirituale (la corrispondenza è continua) sino a quando circa 17 anni dopo, una Atsuko ormai matura si sta perdendo nelle sue debolezze. Nello spazio di pochi giorni tuttavia, verrà messa di fronte ad una svolta grazie ai suoi maestri: il pittore che muore, una vecchia fiamma di Hideo che la esorta a non avere rimpianti, il ritorno di un ormai vecchio e saggio Hideo che ancora una volta grazie alla calligrafia la aiuta a confrontarsi con se stessa.

Una storia delicata di vita, in cui è centrale il ruolo del disegno a restituirci tutto quello che in un romanzo troverebbe spazio, ma in un fumetto deve restare nel "non detto". Un ottimo esempio di BD per una collana che si preannuncia interessante (ristampe di Dago a parte) e degna erede di "Euramaster Tuttocolore". Marco Migliori

L'inchiostro del passato
la copertina dell'albo

(c) 2010 AureaComix

L'inchiostro del passato<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2010 AureaComix</i>

L'orizzonte degli eventi

L'orizzonte degli eventi, Martin Mystère 311, di Paolo Morales e Giancarlo Alessandrini, ottobre 2010, brossurato, 154 pag.b/n, Sergio Bonelli Editore - 4,70 euro

Avrà anche fatto storcere qualche naso per alcune incongruenze scientifiche su cui poggiano le fondamenta della trama e qualche furberia disseminata qua e là (vari ritorni "telefonati"), ma L'orizzonte degli eventi resta una narrazione magistrale, che affascina per intensità e plausibilità psicologica delle situazioni, dolorose e al limite, in cui si trovano i personaggi della serie di Martin Mystère, alle prese con la morte del Detective dell'impossibile ed una fine del mondo tanto inattesa quanto rapida ed inevitabile.

Malgrado queste premesse, non siamo di fronte ad un racconto immaginario, che pure la serie ha proposto diverse volte (tra "Almanacchi del Mistero" e la defunta Zona X), anche se è ovvio che prima della fine dell'albo la situazione normale dovrà essere, in qualche modo, ripristinata.

La scrittura di Paolo Morales bilancia le psicologie dei personaggi orfani di Martin (in particolare Diana, Java, Chris Tower e Sergej Orloff, con quest'ultimo che recita un toccante ricordo dell'ex-nemico al suo funerale), le catastrofi in corso sul pianeta ed anche il turbamento di Martin che, una volta rientrato in scena, si troverà sulle spalle il peso dell'intero mondo. Una scrittura che, come sempre, resta una delle più emotive in casa Bonelli ma senza mai scadere nel banale o retorico.

L'efficacia spettacolare e psicologica dell'episodio è merito anche dei disegni di Giancarlo Alessandrini, papà grafico della serie, particolarmente in sintonia con le atmosfere evocate da questa storia. Cristian Di Clemente

L'orizzonte degli eventi
la copertina del n.311

(c) 2010 Sergio Bonelli Editore

L'orizzonte degli eventi<br>la copertina del n.311<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli Editore</i>

"Cerebus" & "Dance in the Vampire Bund"

Cerebus di Dave Sim - edito da Black Velvet - 512 pp, b/n. - 30,00 euro
Dance in the Vampire Bund di Nozomi Tamaki - edito da Ronin Manga - 224 pp, b/n. - 5,90 euro

Il mio 2010 prometteva di essere completamente dominato da un unico titolo: il Cerebus di Dave Sim, una di quelle opere che hanno di fatto segnato un'epoca e la visione del fumetto. Peccato che, per decisioni dell'editore italiano o personalità "difficile" dell'autore, l'edizione italiana sia stata funestata dalla decisione di iniziare le pubblicazioni con il secondo volume, di fatto rendendolo praticamente incomprensibile per chiunque non abbia avuto la fortuna di leggere il primo volume in lingua originale.

Se non fosse stato, quindi, per l'uscita tra i manga di Dance in the Vampire Bund (leggi la recensione), il 2010 sarebbe rimasto marchiato da questa gioia incompleta. Ci ha pensato invece il manga di Nozomi Tamaki ad agitare le acque, altrimenti decisamente smorte, delle pubblicazioni giapponesi in Italia, con la sua narrazione ispirata, più che al gotico, al barocco più funebre, crudele e scandaloso. Luca Cerutti

Cerebus
la copertina dell'albo

(c) 2010 Black Velvet

Cerebus<br>la copertina dell'albo<br><i>(c) 2010 Black Velvet</i>


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