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75 anni fa L'Avventuroso


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L'uomo del mistero

Dunque i personaggi che presenta L'Avventuroso, in quell'ottobre del '34, non hanno nulla a che vedere con i primi comics, grotteschi ma simpatici, che avevano conosciuto, sino a quel momento, i lettori italiani. A partire dagli anni Venti, negli Stati Uniti, madrepatria del fumetto, alcuni autori avevano abbandonato il segno dei caratteri comici (i comics, appunto) provando il tratteggio di figure con segno realistico.

L'Avventuroso asseconderà questo tipo di proposte e avrà, come abbiamo visto, un clamoroso successo. Visto l'entusiasmo ottenuto la Nerbini insisterà, con L'Avventuroso, nella pubblicazione di personaggi del fumetto americano di connotazione avventurosa, propriamente adatti a un pubblico adulto, lasciando, come riferimento per il pubblico infantile, l'altro periodico illustrato, Topolino.

Compare Mandrake
"l'avventuroso", n. 15, 20 gennaio 1935, p. 6

(c) 1935 Nerbini

Compare Mandrake<br>"l'avventuroso", n. 15, 20 gennaio 1935, p. 6<br><i>(c) 1935 Nerbini</i>

Nel n. 15 del 20 gennaio 1935, viene pubblicato Mandrake. Presentato come Mandrake, l'uomo del mistero, il personaggio, inventato da Lee Falk e disegnato da Phil Davis, ha poco a che vedere con il brillante illusionista nelle cui vesti lo ridimensionerà, alla fine degli anni Trenta, il suo stesso autore. Ai suoi esordi Mandrake è un mago che fa paura, un vero e proprio personaggio dell'orrore, e anche il suo "servo" Lothar, gigantesco "negro" dalle orbite enormi, incute disagio e paura. Seppure Mandrake percorra la strada del bene, le sue gesta provocano nel lettore sgomento e inquietudine.

L'evocazione
L'Avventuroso, n. 27 del 14 aprile 1935, p. 6

(c) 1935 Nerbini

L'evocazione<br>L'Avventuroso, n. 27 del 14 aprile 1935, p. 6<br><i>(c) 1935 Nerbini</i>

Per combattere le perfide stregonerie della sua eterna nemesi, Il Cobra, Mandrake non esita a servirsi della magia nera. Lo fa, nelle storie pubblicate nei numeri 27 e 28 de L'Avventuroso (aprile 1935), per richiamare dalla morte, dopo settemila anni, Kari, sacerdote dell'Antico Egitto e sconfiggere così la terribile "morte volante" (che altro non è che una delle dieci piaghe di biblica memoria, quella delle cavallette). Sempre lottando contro la sua nemesi, Mandrake e i suoi alleati si scontrano con inquietanti personaggi che non posseggono il volto, i "senza faccia", una specie di zombie, che non vedono, sentono o parlano e agiscono solo per volontà del Cobra. Nel corso della lotta con il terribile nemico, Mandrake e i suoi finiranno nella segreta dove vive un grande leone nero. Qui le pareti e il pavimento sono letteralmente cosparsi di scheletri e resti umani.

Mandrake horror
sequenze dal 22-10 al 27-10 1934

(c) 1934 King Features Syndacate

Mandrake horror<br>sequenze dal 22-10 al 27-10 1934<br><i>(c) 1934 King Features Syndacate </i>
In questo caso, però, la scena originale sarà considerata troppo raccapricciante e verrà purgata con accuratezza nell'edizione nerbiniana.

Nelle segrete del Cobra
L'Avventuroso, n. 38, 30 giugno 1935, p. 6

(c) Nerbini 1935

Nelle segrete del Cobra<br>L'Avventuroso, n. 38, 30 giugno 1935, p. 6<br><i>(c) Nerbini 1935 </i>

Gli altri personaggi de L'Avventuroso

Con il passare del tempo gli italiani conosceranno anche altri personaggi che stavano contribuendo a creare la storia del fumetto americano e mondiale, come Terry e i pirati di Milton Caniff, L'Uomo Mascherato (The Phantom) di Lee Falk), Brick Bradford di William Ritt (testi) e Clarence Grey (disegni), italianizzato in Marco Spada, Bob Star (Red Barry) di Will Gould.

Milton Caniff sulle pagine de "l'avventuroso"
"l'avventuroso", n. 195, 3 luglio 1938, p. 3


(c) degli aventi diritto

Milton Caniff sulle pagine de "l'avventuroso"<br>"l'avventuroso", n. 195, 3 luglio 1938, p. 3<br><i>(c) degli aventi diritto</i>
Nel frattempo faranno capolino anche gli autori nostrani. Nel numero 34 del 2 giugno 1935 comparirà la prima storia compiutamente a fumetti di autori italiani. Si tratta de Il richiamo della giungla, con soggetto di Emilio Fancelli e disegni di Giorgio Scudellari.

Saranno numerosi gli autori italiani che proveranno ad emulare i fumetti di oltreoceano. In particolare dopo il 1938, quando il fumetto americano sarà progressivamente sfrattato dalle pagine dell'Avventuroso, in quanto considerato in contrasto con gli ideali che il regime fascista andava propalando. La scomparsa più clamorosa fu proprio quella dell'eroe che aveva fatto esplodere di colori le pagine dell'Avventuroso ed era diventato un po' il simbolo del successo della rivista in Italia: il biondo Flash Gordon comparì per l'ultima volta nel n. 206 del 18 settembre 1938.

Un vero commiato
"l'avventuroso", copertina del n. 206, 18 settembre 1938

(c) 1938 Nerbini

Un vero commiato<br>"l'avventuroso", copertina del n. 206, 18 settembre 1938<br><i>(c) 1938 Nerbini</i>
La domanda accoratamente posta nell'ultima vignetta della tavola: "Sarà veramente morto Gordon?", rimarrà senza risposta per un intera generazione di lettori. Il posto di Gordon, sulla prima pagina de L'Avventuroso, sarà preso dall'italianissima avventura disegnata da Giove Toppi, I tre di Macallè , la quale ricostruiva, in chiave nazionalistica, i fatti della guerra d'Etiopia del 1896.

I tre di Macallè
"l'avventuroso", copertina del n. 207, 25 settembre 1938

(c) 1938 Nerbini

I tre di Macallè<br>"l'avventuroso", copertina del n. 207, 25 settembre 1938<br><i>(c) 1938 Nerbini</i>

Gli altri personaggi d'oltreoceano scompariranno per ricomparire, un po' di tempo dopo, sotto altra veste, o altro nome, molto spesso manipolati dagli autori nostrani.

In giro per la rete (e per biblioteche)

Chi fosse interessato al patrimonio fumettistico nerbiniano può consultare il catalogo on line della Biblioteca Marucelliana di Firenze.

In merito alle censure a Mandrake su L'Avventuroso si trova on-line un interessante articolo di Leonardo Gori.

Ma questa è un'altra storia. Non meno interessante, però, di questa che abbiamo appena ripercorso sui primi numeri de L'Avventuroso e sui primi personaggi che albergarono fra quelle pagine. Personaggi e avventure che trasferirono l'italiano medio, per il lasso di una lettura breve ma intensa, in un mondo esotico o fantastico e comunque straordinario che non era mai stato percepito con tale vividezza, neppure attraverso le immagini, ancora opache, di quell'altro grande mezzo di comunicazione che emozionava le folle dei primi decenni del Novecento: il cinematografo.

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