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Il passato è passato

quando la narrazione è imitazione della vita
Recensione di  |   | classic/


Il passato è passato
Il passato è passato


Il passato è passato

Per conoscere un popolo non è sempre necessario recarsi nel luogo dove esso risiede. Le opere che una cultura esprime sono una cartina di tornasole dei suoi caratteri più intimi. A questo proposito, per accostarsi alla cultura israeliana di oggi si possono leggere i versi di poeti come Yehuda Amichai, Chaim Guri, Ori Bernstein o i romanzi di Amos Oz e Abraham B. Yehoshua.
Oppure, si possono tenere fra le mani le storie di Rutu Modan, autrice israeliana divenuta nota nel nostro paese dopo la pubblicazione di "Unknown/Sconosciuto" (Coconino 2006). Rutu Modan scrive e pubblica fumetti da diversi anni e, in un certo senso, è stata l’apripista di una 'scuola’ israeliana la cui nascita è davvero recente.

La copertina di "Unknown/Sconosciuto"
disegni di Rutu Modan

(c) Coconino Press

La copertina di "Unknown/Sconosciuto"<br>disegni di Rutu Modan<br><i>(c) Coconino Press</i>

La scena fumettistica in quel paese presentava fino a qualche tempo fa il vuoto più assoluto: solo, qua e là, qualche sparuto disegnatore per quotidiani o illustratore di storie per l’infanzia. Le storie di "Il passato è passato" - nell’originale pubblicate sotto il titolo dell’ultima della raccolta "Jamilti & Other Stories" - sono dunque il frutto di un quindicennio di lavoro: la più antica è del 1988, la più recente del 2003.
Scritte pertanto prima di "Unknown/Sconosciuto", mostrano talune disomogeneità di stile per quanto riguarda il disegno e in genere la tessitura grafica. Nelle storie più datate, infatti, le masse dei personaggi appaiono ancora piuttosto grezze se raffrontate alla fluidità di tratto delle storie a venire.

Storie diverse, sfondo comune

Nel primo episodio, "La fan", un musicista israeliano la cui arte è incompresa in patria, riceve da una fan l’invito a esibirsi in Inghilterra; ma la delusione sarà tanto profonda quanto grande era stata l’aspettativa di successo.

Una tavola tratta da "La fan"
disegni di Rutu Modan

(c) Coconino Press

Una tavola tratta da "La fan"<br>disegni di Rutu Modan<br><i>(c) Coconino Press</i>
...solo un’israeliana poteva scrivere racconti di questo tipo, poiché nata in una Terra meravigliosa e devastata, dove il bello cozza ogni giorno con la bruttura e dove l’incomunicabilità e l’assurdo costituiscono una drammatica realtà.

"Energie bloccate" è la vicenda di una donna abbandonata con due giovani figlie che cerca di sbarcare il lunario offrendosi come guaritrice grazie a una improbabile elettricità che scorre dalla sue mani.
"King of the Lillies" è la storia struggente di un noto chirurgo plastico che, persa la sua amata Lilly, tenta per tutta la vita di ricostruire il suo volto nelle pazienti.
"Il passato è passato", l’unica storia in bianco e nero dell’album, è la vicenda di segreti di famiglia che risulteranno svelati in tutta la loro drammaticità alla figlia adolescente dopo una fuga da casa.
In "Ritorno a casa" - le cui vignette sono disegnate interamente a pagina intera - un aeroplano che vola sopra a un kibbutz è bombardato dalle forze governative che temono un attacco terroristico; ma un uomo è sicuro che a guidarlo fosse il figlio, un giovane combattente che era stato dichiarato disperso nel Libano otto anni prima.
C’è anche un piccolo thriller: "L’assassino delle mutande" che incute terrore a tutta la città per il modo truce e bizzarro con cui è solito consumare i suoi delitti, ricoprendo la testa delle sue vittime con un paio di slip dopo averle uccise.
E, infine, "Jamilti", dove una giovane infermiera israeliana soccorre un terrorista palestinese, realizzando per un istante quell’armonia tanto difficile da raggiungere nella vita di tutti i giorni.

Rutu trae ispirazione per le sue vignette da vecchie foto che colleziona in diversi album. Le ricalca, e in questo modo dice di riuscire a far rivivere le persone che vi sono ritratte: esistenze che il Tempo ha consumato riprendono così il calore del respiro e si trovano caricate e attratte da un nuovo destino, nato dalla fantasia dell’autrice. Per esempio, Lilly, la protagonista di "Kings of the Lillies", è ricalcata sull’immagine della nonna di Rutu che negli anni Venti si trovava in Polonia.
La fotografia è perciò un modo per richiamare alla vita persone vicine e lontane, figure familiari che sono ormai avvolte dalle nebbie dell’oblio. Proprio la famiglia è il grande tema ispirativo che Rutu dimostra di voler trattare in tutte le sue storie. Se da una parte questo fatto è mosso da ragioni personali (la perdita dei propri genitori che ha colpito l’artista diversi anni fa), dall’altra la ricerca della famiglia come indagine delle proprie origini e del senso della vita è un nucleo narrativo archetipico, già almeno dall’"Edipo Re" di Sofocle.
Sfogliando le pagine di "Il passato è passato" ci si rende conto, infatti, che tutte le vicende hanno in comune la narrazione del 'nido’ della famiglia, come origine di contrasti e contrapposizioni, come deposito degli affetti più veri e profondi e infine come paradigma di ogni relazione umana. Non è forse un caso che la scrittrice contemporanea che Rutu Modan apprezza maggiormente sia Natalia Ginzburg, l’autrice di quel "Lessico famigliare" che diventa una lingua da imparare e da testimoniare con la vita.

La poetica di Rutu Modan

Se le storie sono tra loro diseguali e, come si diceva, offrono una testimonianza dell’evoluzione dello stile dell’artista, identica è invece la forza ispirativa, o per dirla in altro modo, la 'poetica’ di Rutu Modan. I suoi racconti seguono una struttura ben precisa secondo la quale su una situazione iniziale ordinaria interviene un fatto insolito che sconvolge lo stato di partenza. In una intervista l’autrice sottolinea il fatto di essere molto colpita da quello che può succedere quando una situazione esterna (politica, sociale, o anche un affetto non ricambiato) improvvisamente irrompe nella vita di una persona, costringendola a un cambiamento:

"Non per forza porta solo effetti negativi. Porta a un cambiamento. Punto. È qualcosa che sconvolge."
Così accade emblematicamente in "Il passato è passato", "Jamilti", "King of the Lillies", dove l’evento nuovo (una rivelazione, un innamoramento, una perdita) perturba l’ordine iniziale ed esige un’evoluzione della storia e degli stessi personaggi, per i quali niente sarà più come prima.

"Jamilti": il magico momento del bacio
disegni di Rutu Modan

(c) Coconino Press

"Jamilti": il magico momento del bacio<br>disegni di Rutu Modan<br><i>(c) Coconino Press</i>

Da qui nasce il senso del grottesco che è una caratteristica che contraddistingue lo stile di Rutu Modan: il grottesco è la vita stessa della gente comune che si trova a dover fare i conti con le angustie dell’esistenza. Questo gusto particolare probabilmente deriva alla Modan dalla propria esperienza di vita: solo un’israeliana poteva scrivere racconti di questo tipo, poiché nata in una Terra meravigliosa e devastata, dove il bello cozza ogni giorno con la bruttura e dove l’incomunicabilità e l’assurdo costituiscono una drammatica realtà.

A questa 'poetica’ si lega il particolare disegno dell’artista, naif e grezzo nei tratti, quasi un primitivismo stilistico: in questo modo però i personaggi sono rappresentati con tutti i loro difetti, sono cioè in qualche modo 'reali’ e non edulcorati da un disegno dal tratto perfetto e dunque, in fin dei conti, irreale. Infine, ci sembra significativa la frase/citazione che compare sulla scrivania dell’artista:

Esagero, qualche volta cambio un po’ nel motivo, ma in definitiva non invento l’intero quadro, lo trovo invece già fatto, ma da scovare, in natura." (Van Gogh)
La narrazione è imitazione della vita: ecco perché Rutu Modan ha ancora molto da dire e da raccontare.

"Il passato è passato" di Rutu Modan - brossurato, 144 pagine, a colori e b/n, euro 17,00 - Coconino Press, 2008

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