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La (s)fortune italiche del Gordon di Raymond

storia delle ristampe italiane
Recensione di  |   | classic/


La (s)fortune italiche del Gordon di Raymond
Flash Gordon


La (s)fortune italiche del Gordon di Raymond

Scheda

Un Michelangelo su Mongo

Flash Gordon prende vita sulle pagine del New York American Journal il 7 gennaio 1934. Alex Raymond, il suo autore (assieme disegnatore, colorista, soggettista e sceneggiatore) è al suo esordio, ma dimostra subito uno straordinario talento, in particolare nel tratto delle figure "di un michelangiolismo già manierizzato" , "michelangiolismo già manierizzato": citazione da "Il disegno sublime", Emilio Tadini "1965 in cui riversa una perfetta conoscenza delle anatomie dei corpi, maschili e femminili. Con questo personaggio, forse, Raymond intende rincorrere il grande successo che qualche tempo prima avevano ottenuto Buck Rogers e Brick Bradford. Ad ogni modo il risultato è straordinario: l'epigono, Flash Gordon, supera immediatamente i successi dei suoi predecessori.

Sulle pagine de "L'avventuroso"

Il successo è tale che anche l'autoctona italietta non può esimersi di pubblicare sulle pagine de L'avventuroso di Nerbini, le vicissitudine di Flash Gordon e di tutti gli altri comprimari, dalla affascinante Dale Arden, alla perfida Aura, figlia (poi redenta) di Ming, il più terribile di tutti, imperatore assoluto di Mongo, il pianeta killer in collisione con la Terra, sui cui va a schiantarsi il razzo celeste ideato dal dott. Zarkov.
Quindi il 14 ottobre dello stesso anno in cui viene pubblicato negli Stati Uniti (1934), Gordon vede la luce sulle pagine de L'avventuroso in tricromia. La pubblicazione su L'avventuroso si conclude il 18/09/1938, con la pubblicazione dell'episodio La setta degli straccioni. Secondo la mania di quegli anni di italianizzare i nome dei personaggi americani, viene ribattezzato dapprima Gordon Flasce, poi semplicemente Gordon. A decorrere dal 1935 è ristampato, sempre da Nerbini, in albi in tricromia (7 albi). Ci saranno ristampe successive degli stessi albi nerbiniani nel 1957. Una altra serie di albi Nerbini inizia nel 1946 e si conclude nel 1947 (in tutto 21 albi). Questi albi in tricromia, saranno ristampati a quattro colori nel 1957/1958.
Nel 1964 i F.lli Spada iniziano l'ambiziosa impresa di ripubblicare in maniera cronologica tutto il Gordon di Alex Raymond. La testata prosegue poi la pubblicazione del Gordon di Austin Briggs, di Mac Raboy e di Dan Barry. Per il Gordon di Raymond sono utilizzate le tavole di Nerbini, rimontate e adattate per rispettare il formato quadrangolare scelto dai F.lli Spada.

Gordon troverà poi spazio in altre pubblicazioni edite dai F.lli Spada (Albi de il Vascello).
Nel 1977 i F.lli Spada ripropongono la stessa pubblicazione nel medesimo formato, con piccole modifiche. Vengono ripubblicati (dal 1977 sino al 1979) 16 fascicoli contenenti il Gordon di Raymond.
Ancora nel 1980 i F.lli Spada tornano a ristampare in 8 albi le avventure stampate nel 1964, in un nuovo formato brossurato, dal titolo L'epoca d'oro di Flash Gordon.

Il Gordon di Nerbini e dei F.lli Spada

Tutte queste edizioni italiane hanno il grosso limite di partire dalle versioni di Nerbini pesantemente modificate rispetto all'originale statunitense. Innanzitutto c'è da dire che la traduzione dall'inglese è molto sommaria e molto spesso riassuntiva dell'originale. Fatto clamoroso è rappresentato dalla traduzione della presentazione di Gordon come Yale graduate.
Nella versione statunitense Gordon era un giovane laureato a Yale (Yale graduate) e giocatore di polo di fama mondiale. Nella traduzione italiana diventa un ufficiale di polizia. Oggi fa ridere pensare che il termine inglese graduate sia stato tradotto come ufficiale. Probabilmente il traduttore ha pensato che un poliziotto sarebbe stato più plausibile, tra mostri extraterrestri e congiure interplanetarie, rispetto a un giocatore di polo. Oppure semplicemente possedeva una sommaria conoscenza dell'inglese e si aiutava con i disegni laddove il sapere veniva meno. La traduzione molto approssimativa anche di altri pezzi in effetti ci fa propendere per questa seconda ipotesi.

Ma a parte la traduzione è proprio la manipolazione delle immagini, su cui gli editori italiani infieriscono, a offrire una versione di Gordon lontanissima dall'originale. L'edizione italiana si preoccupa immediatamente di nascondere le immorali linee erotiche di Raymond con pesanti pennellate che distruggono del tutte le eleganti chine. La grandezza di Raymond consiste nel trasferire su carta, tramite un uso sapiente delle chine, la

Nella scena dell'harem di re Vultur, le concubine sono state accuratamente rivestite...
bellezza dei corpi maschili e femminili e la seduzione che da questi ne deriva. Raymond non disdegna di disegnare le sue donne, che siano eroine, ancelle o femmes fatales, in posizioni di estremo erotismo, in cui i vestiti sono utilizzati più a esaltare la sinuosità dei corpi che a nasconderli. Il problema sta nel fatto che le edizioni nerbiniane degli anni '30 furono riprese anche dalle altre ristampe che si sono succedute (anche in Francia e in Spagna). Nel 1964 le Edizioni F.lli Spada si pongono il lodevole obiettiva di ristampare cronologicamente tutte le avventure del Flash Gordon di Alex Raymond e quindi proseguire con il Gordon dei disegnatori che si succedettero dopo Raymond (Briggs, Barry, Mac Raboy). Ma, dato che gli originali americani non erano più reperibili si attinge da "L'avventuroso" e da alcune pubblicazioni anteguerra francesi (che a loro volta avevano ristampato da Nerbini). Il risultato è il seguente.

L'harem di Vultur censurato

(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada

L'harem di Vultur censurato<br><i>(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada</i>

Nella scena dell'harem di re Vultur, tutte le concubine sono state accuratamente rivestite con pesanti maglie (di ferro?) che fanno perdere alla scena l'atmosfera di lussuria che permea il disegno originale.

L'harem di Vultur

(c) 1990 by Kitchen Sink Press

L'harem di Vultur<br><i>(c) 1990 by Kitchen Sink Press</i>

Ancora peggiore è l'intervento del braghettone, nella scena che rappresenta la conclusione della prima giornata del sanguinario torneo di Mongo. Questa è la scena originale:

La festa dopo il torneo

(c) 1990 by Kitchen Sink Press

La festa dopo il torneo<br><i>(c) 1990 by Kitchen Sink Press</i>

Apprezziamo un movimentato affresco in cui campeggia in primo piano una elegante baccante che alza verso l'alto la coppa colma di un liquido bruno. Il movimento della veste che si solleva, il gesto del braccio, e il liquore che vola verso l'alto per poi ricadere sinuosamente, rivolgendosi in una mezza spirale, danno un movimento vorticoso all'intera scena. Il corpo della ragazza in primo piano conduce lo sguardo dell'osservatore verso la punta del calice e quindi verso il dito alzato dell'imperatore Ming. Lo sguardo ricade quindi sull'imperatrice di Mongo, che indossa un collare che lascia scoperto la parte inferiore dei seni e una gonna completamente aperta sul davanti.
Al centro e alla destra del disegno si realizza una rappresentazione ciclica-ellissoidale formata dalla ragazza, il calice, il dito di Ming, il corpo di Aura. A questo ordine che già di per sé riassume i temi dell'intero fumetto (la seduzione, la malvagità del potere assoluto, l'ambiguità femminile) fanno da commento alla scena le immagini che troviamo sulla sinistra: altri due festaioli e, sullo sfondo, i reduci del torneo, rappresentati come una macchia indistinta e triste in mezzo a tante feste.

Questa è la scena censurata:

La scena censurata

(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada

La scena censurata<br><i>(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada</i>
Nella stessa scena ristampata tutti gli elementi sono stati ricostruiti e la stessa disposizione è stata addirittura modificata. Ampie vesti hanno coperte le gambe delle figure femminili. Ad Aura è stata addirittura aggiunta un lunghissimo abito, sproporzionato alla figura, che cela interamente il corpo. Gli intereventi maldestri effettuati hanno completamente distrutto l'atmosfera di effervescente movimento che traspariva nell'originale raimondiano.
A questo si aggiunga la traduzione trasudante retorica fascista:
Terminata la grande mischia i superstiti delle legioni si schierano dinanzi a Ming che ordina una notte di riposo e di festa in attesa della prossima prova, le lance fiammeggianti.

Nella scena, al limite del sadomaso, in cui Dale, seminuda, è frustata dalla sua carnefice, il raffronto è addirittura imbarazzante.

Dale è frustata dalla sua carnefice

(c) 1990 by Kitchen Sink Press

Dale è frustata dalla sua carnefice<br><i>(c) 1990 by Kitchen Sink Press</i>

Dale e la sua aguzzina nella versione censurata

(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada

Dale e la sua aguzzina nella versione censurata<br><i>(c) 1964, Edizioni Fratelli Spada</i>

L'intrusione censoria distrugge del tutto il lieve tratteggio delle chine

L'intrusione censoria distrugge il lieve tratteggio delle chine...
che modella e dà rilievo al corpo seminudo di Dale. In questa scena l'effetto erotico, in effetti notevole, è annullato dalle grossolane tonache che il braghettone sovrappone ai corpi di Dale e della sua carnefice. Peraltro un tocco di colore viene anche aggiunto all'elmo dell'aguzzina, con il risultato di trasformare il morione guerriero in una innocua cuffietta.

Le edizioni italiane più fedeli

Una buona edizione di Gordon la troviamo in Italia solo nel 1968 per merito di Garzanti che pubblica un cartonato contenente le avventure di Gordon nel Mondo di Ghiaccio. Si tratta della ristampa fedele di un analogo cartonato pubblicato negli Stati Uniti. La qualità è molto buona ma, purtroppo, è in bianco e nero. Un secondo volume di Gordon viene stampato sempre da Garzanti nel 1972.
Club Anni Trenta, nel 1976, pubblica tutto il Gordon di Raymond a colori in albi di grande formato che rispecchiano fedelmente (anche per le tavole che si sviluppano in verticale invece che in orizzontale) il formato originale pubblicato sul quotidiano newyorchese negli anni '30. Il materiale pubblicato è tratto dalle patinate originali, si tratta di 32 albi, più un numero zero di presentazione che raccoglie, assieme a un articolo di Carlo della Corte ("Io sono Gordon"), le bamboline di carta da ritagliare con i personaggi della saga di Gordon sul pianeta Mongo. L'opera, di grande pregio e valore, viene pubblicata anche in lingua inglese in 7 volumi con la collaborazione di Pacific Comics Club.
Comic Art, nel 1991, avvalendosi (almeno così dichiara nella prefazione), delle prime prove al torchio originali con i colori realizzati dall'autore ci offre l'autentico Gordon di Alex Raymond in due edizioni, una molto curata e una seconda in formato più piccolo ed economico, da edicola (che ad esempio stampa le tavole verticali rimontate in orizzontale).

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