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Una sposa (quasi) cadavere per Brendon

nel reame oscuro di Corrado Roi
Recensione di D.Maioli |   | brendon/


Una sposa (quasi) cadavere per Brendon
Brendon 79


Una sposa (quasi) cadavere per Brendon

Scheda IT-BR-79-80

Premessa: la seguente recensione riguarda solamente il primo albo della storia doppia contenuta negli albi n.79 e n.80 e che si concluderà con l'uscita di agosto.

Una grande attesa aveva preceduto l’uscita in edicola di questo albo di Brendon. Per tanti motivi. Primo, il nome, illustre, del disegnatore: Corrado Roi, un artista che non ha bisogno di presentazioni. Apprezzatissimo non solo dal pubblico brendoniano e dylandoghiano (personaggio al quale dedica la maggior parte delle sue energie), ma dalla maggior parte dei lettori italiani di fumetti, torna a illustrare una storia di Brendon a distanza di un anno. In quell’occasione si trattava dello Speciale n. 8, Nel cuore del buio, ma l’artista di Laveno Mombello mancava dalle pagine della serie regolare dal n. 9, Il carro della paura, datato ottobre 1999. Dodici, lunghi, anni d’attesa. Secondo, la presente avventura si dipana su due albi, e ciò era accaduto una sola altra volta nella saga brendoniana. Terzo, si rivede all’opera la premiata coppia Chiaverotti-Roi la quale, in passato, ci ha regalato alcune gemme del fumetto nostrano. Le premesse per leggere un ottimo fumetto c’erano tutte, ma si sa che a volte i risultati deludono le aspettative. Analizziamo l’albo e vediamo in quale casistica cade.

L'orrore sta per manifestarsi
Vignetta di Corrado Roi

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

L'orrore sta per manifestarsi<br>Vignetta di Corrado Roi<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

Vite destinate a intrecciarsi

Claudio Chiaverotti ha inserito numerosi personaggi all’interno della trama, da Tadeus, occasionale partner del nostro Cavaliere di ventura, a Madison, la bella fanciulla tornata dalla morte che il nostro eroe deve proteggere, passando per il dottor Andrews, Kathrine O’Connel, il capitano della milizia, Julian l’oste, e tutta una sfilza di comprimari e comparse, tra orfani, vittime, assassini, e presenze sovrannaturali. Lo sceneggiatore è riuscito a dare a ogni personaggio il giusto spazio e ad approfondirne la psicologia, infondendo a ognuno il giusto carattere che ne giustifica i comportamenti all’interno della trama; e questo risultato è raggiunto non accentrando lo svolgimento dell’azione solo su Brendon, che in questo episodio trova meno spazio che in altri, ma affidando a vari personaggi il compito di sciogliere alcuni nodi dell’intreccio. La presenza di così tanti personaggi non è dettata dal fatto che si deve narrare la storia su due albi ma è funzionale alla diegesi, che funziona molto bene. La lettura è coinvolgente e trascina il lettore fino all’ultima pagina come un torrente in piena. La storia è tesa dall’inizio alla fine, tenendo viva l’attenzione e la partecipazione emotiva del lettore. I misteri sono molteplici e si infittiscono tavola dopo tavola, fino al finale, perfetto, che recide nettamente l’azione, lasciando il lettore nell’attesa di leggere il seguito dell’albo. I dialoghi non sono mai banali, seppur non trascendentali, e contribuiscono, molto più che in altri episodi, alla piacevole lettura della storia. Una trama corposa, ricca di azione e colpi di scena, ben sostenuta dalla presenza di molti personaggi di sostanza e rilievo.

Strani incontri nell'aldilà
Vignetta di Corrado Roi


(c) degli aventi diritto

Strani incontri nell'aldilà<br>Vignetta di Corrado Roi<br><i>(c) degli aventi diritto</i>

Nel regno dark di Corrado Roi

Ciò che contribuisce maggiormente alla felice riuscita dell’albo è, senza ombra di dubbi, la strepitosa prova di Corrado Roi. Le tavole uscite dalle matite del disegnatore lombardo sono di pregevole fattezza, migliori rispetto alle ultime prestazioni fornite su Dylan Dog, nel maxi invernale e nell’episodio di maggio, le quali ci avevano mostrato un Roi a tratti incerto, incostante. La ricerca stilistica degli ultimi tempi ha finalmente dato i suoi frutti nella sintesi a cui è giunto nella realizzazione di questa storia, la quale, per tematica e ambientazioni, si sposa perfettamente con la sua sensibilità artistica. Il tratto di Roi è ora nuovamente sicuro, con ombre corpose e ricchezza di dettagli, sia nella resa espressiva dei personaggi, e nelle loro pose, sia nella resa degli scenari, degli abiti, nel drappeggio.

Quello messo in scena da Roi è un reame oscuro e incantato, dove sono le ombre, e non la luce, a plasmare persone e oggetti
Il disegnatore ha recuperato alcuni stilemi tipici della sua arte prima maniera, come una certa leggerezza nel tratteggio, reinventandoli e adeguandoli alla nitidezza compositiva dei suoi disegni attuali. Le tavole inchiostrate da Roi trasudano ombre inquietanti, che ammantano personaggi e lettori, trasmettendo il senso di terrore e inquietudine che scaturisce dalle drammatiche vicende legate alla vita privata dei protagonisti di questa triste vicenda. Ogni viso racconta una storia, col suo carico di felicità e tristezza. Quello messo in scena da Roi è un reame oscuro e incantato, dove sono le ombre, e non la luce, a plasmare persone e oggetti.

Un reame dal quale alcuni personaggi provano a emergere prima di trasformarsi in pallidi fantasmi senz’anima. Una matassa di anime disperate, perdute, un arabesco, la cui soluzione permetterà a Brendon di sopravvivere, pena sprofondare nel buio della Morte, la regina del reame di Roi.

Brendon e Tadeus
Tavola di Corrado Roi

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

Brendon e Tadeus <br>Tavola di Corrado Roi<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

L’importanza della spalla

In questo episodio agisce, al fianco di Brendon, Tadeus detto Cinquelame, cavaliere di ventura anch’esso. Pur non essendo la prima volta che a Brendon capita di collaborare con un altro cavaliere, Tadeus è il primo a rivestire un certo ruolo all’interno della trama, ed è il meglio caratterizzato finora. Non si riduce a mera macchietta di supporto del protagonista, utile solo come tramite per fornire la spiegazione di alcuni nodi narrativi al lettore. Tadeus compare fin dall’inizio al fianco del nostro eroe, e con lui conduce l’indagine di pari passo, e forse anche meglio, godendo di una certa autonomia. È un personaggio ironico, capace di affrontare di petto situazioni estreme e letali, abituato a guardare in faccia la morte. È lui a fornire al lettore alcuni momenti più calmi e riflessivi permettendogli la catarsi. Tadeus, non sfigurando al fianco di Brendon, dimostra come più spesso servirebbe, al nostro fin troppo solitario eroe, una spalla di un certo livello.

Attese ripagate

Aspettando agosto per leggere la conclusione dell’albo, posso dire che questa prima parte ha superato a pieni voti la prova cui è stata sottoposta. Le numerose aspettative, che avevano anticipato l’uscita in edicola dell’episodio, non sono state deluse. Gli autori si sono rivelati all’altezza della loro fama. Si rimandano alla lettura della seconda e ultima parte di questa storia le valutazioni finali.

La sposa in nero, Brendon n. 79, testi di Claudio Chiaverotti, disegni di Corrado Roi, 100 pp., b/n, brossurato, giugno/luglio 2011, in edicola, € 3,00.

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