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Sog. e Sce.
Claudio Chiaverotti
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Però è bello non aver perso la capacità di stupirsi...
Stupito di aver iniziato la lettura di questo Brendon, dopo averlo
abbandonato con il numero 4, carico di attese negative, per ritrovarmi alla
fine dellalbo neanche troppo disgustato, anzi, addirittura un
po compiaciuto... Ma come? Dove è finito il Brendon dei primi
numeri, quello che mi aveva fatto capire che era meglio mollare il colpo
subito? E tutti i difetti che da sempre le brigate anti-Brendon che
navigano i miei stessi mari virtuali gli imputano? Le incongruenze, le
inverosimiglianze, le cavolate che quando hai finito la lettura
ti spingono a chiudere il volume e guardare silenzioso per qualche istante
la copertina, perplesso? Il bello è che tu ti prepari a sfogare il tuo
snobismo da critico dilettante, che questo solo sei, però anche capace
di veleno, e invece devi ammetterlo, e neanche a malincuore: lo hai letto
volentieri, questo numero, te lo sei goduto, per una volta proprio solo per
quello che è: unevasione, un fumetto, un piccolo viaggio...
Non la scoperta dellAmerica, ma neanche il naufragio del
Titanic... Il piacere di essere senza pretese. Lideale per la
lettura in treno. O in gabinetto, se proprio volete.
| "Il piacere di essere senza
pretese. Per la lettura in treno." | | | |
Intendiamoci, per poter arrivare a questo è necessario coltivare per
alcuni aspetti del racconto una sana indifferenza: non è perfetto,
ovviamente, questo numero, qualcosa di quello che solitamente si imputa
alla testata resta ben evidente e alcune cadute di tono sono innegabili.
Ma linsieme, tutto sommato, regge. Se uno riesce a leggere la
storia senza guardare troppo alle parole usate per raccontarla, regge.
Sì, forse è un po come guardare un film horror chiudendo
gli occhi nelle scene di paura, ma perché dovremmo farci del male ad
ogni costo?
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Anja come Elektra di Miller.
Disegni di Franzella (c) 2000 SBE
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Il soggetto si ricollega allepisodio narrato nel secondo numero, Lacrima di Tenebra, quello che
presentava Anja, la guerriera di cui Brendon si innamora e che gli
muore in quello stesso numero (sfiga...); sicuramente è già buono
che ci venga risparmiata una improbabile resurrezione: non è Anja, ma
una sua amica guerriera, Greta, vestita come lei per ottenere
vendetta contro colui che fu causa indiretta della morte di Anja, e che
Greta crede erroneamente possa essere appunto Brendon. Ma anche la figura
di Sarafian presenta una certa profondità, e anche qui si
resiste alla tentazione facile di presentarcelo come un bastardo e basta:
Sarafian è un uomo che ha sbagliato, ma non è privo di rimorso:
vive con incubi concreti, addirittura pericolosi, sicuramente
folkloristici, in definitiva interessanti. Inoltre la sua colpevolezza non
è così scontata: il lettore scafato capisce abbastanza presto che
luomo cercato da Greta non è Brendon ma proprio il suo amico, ma
questa cosa non è così telefonata come altre volte. E
così bastano queste piccole particolarità perché il tutto in
definitiva scorra. O forse siamo semplicemente noi che abbiamo imparato a
difenderci dalle truzzate del personaggio, che anche qui ci
sono, e tante, ma che, con sapiente spirito di sopravvivenza, abbiamo
saputo isolare dal resto della narrazione, per sospendere
linsofferenza che comunque è naturale che ti prenda, di fronte a
certi dialoghi... Eccoli, i difetti soliti di Brendon cui si accennava.
| "Il tutto in definitiva scorre.
O forse siamo semplicemente noi che abbiamo imparato a difenderci dalle
truzzate del personaggio, che anche qui ci sono"
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Intanto questo inizio contro il mostro è troppo esplicito per passare
come semplice citazione di Alien (e poi che lo citi a fare, se la
storia che racconti è unaltra?), e inoltre risulta davvero un
po attaccaticcio. Insomma, linizio è debole, come deboli
appaiono i soliti dialoghi esistenzialisti, che in realtà risultano
solo retorici, e per tutti valga quello di Wilbur; il numero offre
numerose glosse al Brendonpensiero, ma la
caduta di tono più clamorosa, davvero da far scappare la risata mentre
si legge, è il braccialetto che Anja regala a Greta: Anja &
Greta forever. Non è possibile. Anja e Greta forever... A
leggerlo quasi non ci credi. Che toppata. Sembra di leggere
Cioè. E per finire proprio lultima vignetta, con il
fantasma di Anja che vola in cielo. Come la Madonna.
Ecco, a dimenticarsi di ciò resta un numero neanche sceneggiato
male, con il flashback della carriera militare di Anja interrotta dalla
gravidanza e il resto, di cui il lettore conservava un ricordo dal numero
due, ripreso con coerenza. Insomma, se solo Brendon non presentasse queste
ingenuità stucchevolmente retoriche nei dialoghi, se solo non giocasse
al Dylan Dog, ma con risoluto edipismo si
liberasse del suo padre di carta, perché no, tutto il
resto potrebbe anche risultare piacevolmente gradevole.
   
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Giuseppe Franzella
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Sempre gradevolissimi invece i disegni di Giuseppe Franzella, anche
se forse qua ad un livello inferiore rispetto alla sua prima prova, appunto
sul numero 2. Le donne disegnate dallartista devono forse qualcosa ad
un certo disegnatore veneziano maestro dellerotismo, e sono davvero
una bellezza, ma Franzella si segnala anche per le prospettive ardite che
utilizza, per le scelte di inquadratura non usuali, e per una certa
visionarietà, comprovata dalla bella vignetta qua sotto.
 Visioni di un futuro passato.
Disegni di Franzella (c) 2000 SBE |
Il tratto è dolcissimo, sempre arrotondato, smussa tutti gli
spigoli esaltandosi nelle rotondità, le campiture in nero sono
dosatissime, domina la luce, il bianco, secondo le caratteristiche tipiche
del disegno a ligne claire.
Rispetto alle prove precedenti (vedi anche Luomo delle stelle), se forse linsieme
appare meno curato, forse per la necessità di consegnare in tempo, e
se forse la prima scena appare anche dal punto di vista grafico come
qualcosa di aggiunto dopo, ci pare che vi sia un netto miglioramento per
quanto riguarda la gamma delle espressioni del volto: se domina, come
è ovvio per la serie, lo sguardo da bel tenebroso, è pur vero che
la recitazione dei personaggi mostra una serie di emozioni
piuttosto varia, notevolmente interpretate: si va dalla paura rabbiosa di
Anja per il temporale al ribrezzo di Greta che si appresta a subire
violenza, alla tristezza addolorata di Anja che deve scappare da Nympha.
Quindi nel complesso una prova che da sola vale lacquisto
dellalbo.
   
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Cosa aggiungere al già detto? Il globale non può che essere
fortemente penalizzante a causa di quei difetti di cui si parlava sopra,
perché per quanto il lettore allenato possa schermare la sua mente e
rendersi impermeabile alle brendonate, comunque da qualche parta qualcosa
si insinua, a ridare la sensazione di una bella incompiuta per tutta la
testata. Non è solo una questione di target, non si può pensare
di giustificare le ingenuità narrative e la retorica dicendo che
lalbo è destinato ad un pubblico adolescenziale, perché
oltretutto si giungerebbe a dipingere un adolescente che non è; almeno
non sempre. Dai, secondo me quasi mai.
La copertina di Roi dà assoluta centralità al personaggio
che dà il titolo allalbo, relegando il protagonista sullo sfondo,
come è bello che sia, ma i colori appaiono un po piatti, e non
sembrano rendere bene latmosfera e la luce lunare.
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