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" Ritorno al
passato"


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Brendon non riesce a darsi pace per la morte della madre e dell'amico Boris; forse, però, esiste una possibilità...

Si può cambiare il passato?
recensione di Alessandro Franchini



TESTI
Sog. e Sce. Claudio Chiaverotti    

Tornare indietro; avere una seconda possibilità; potere sfruttare una volta tanto il "senno di poi".. è un tema che accomuna molte persone e inevitabilmente molti personaggi della fantasia; è un desiderio che si colloca nella generale non accettazione del fato e nel rifiuto di credere che ogni vita sia già stata scritta a priori, senza possibilità di scampo o di revisioni. C'è chi non accetta l'idea della morte, come Gilgamesh; c'è chi non accetta i limiti e le restrizioni, come l'Ulisse dantesco; Brendon non accetta la morte della madre e dell'amico Boris, e dopo diciotto anni non è ancora capace di darsi pace. Neppure la consapevolezza di avere ucciso l'assassino è sufficiente per placare il suo animo. Quindi, dopo essere venuto a conoscenza dei poteri dello stregone Zeder, parte per Old London per tentare di cambiare la sorte dei suoi cari viaggiando indietro nel tempo. La sua determinazione pare incrollabile, e nonostante l'avvertimento dello stregone ("non illuderti di poter cambiare il passato") si lancia senza esitare nell'impresa.

La trama si sviluppa velocemente, senza punti morti e con ottime trovate (come quella che spiega la presenza "fisica" di Brendon nel passato o come la scena del bacio con la frivola Demi), fino ad arrivare al drammatico incotro-scontro con Skarr, l'assassino. Skarr è un killer senza scrupoli, ma soprattutto è un fanatico e un invasato, capace di massacrare un gruppo di persone che scherzavano sulla Luna Nera. La sua rabbia e la sua malvagità sono talmente grandi da intimidire le persone con il semplice sguardo, e gli permettono di non sentire dolore in battaglia. Contro quest'uomo Brendon perde. Perde in combattimento e muore. Ancora una volta il destino ha dimostrato al sua ineluttabilità; ma le motivazioni che spingono il cavaliere di ventura sono troppo forti e questo fa sì che gli venga concessa un'ultimissima possibilità. E Brendon vince. È comunque una vittoria di Pirro, perché perde una seconda volta il padre, e l'amico Boris viene allontanato. Ma il destino ha il senso dell'umorismo, e la vittoria diventa subito tragedia: la madre salvata impazzisce e uccide proprio quel figlio salvatore.

Il classico "scherzo del destino".. anzi in verità lo scherzo è doppio; il cavaliere di ventura, viaggiando indietro nel tempo, ha viaggiato anche attraverso i mondi possibili, arrivando infine in un mondo non suo. La sua indomabile volontà è stata imbrigliata nelle reti del destino, e questo se ne è servito per compiersi; perché in quel mondo Margareth doveva impazzire. Brendon ha sfidato il fato ma ha finito per essere un suo strumento.. perché, sebbene sia un eroe, per il "grande disegno" resta comunque un piccolo uomo, una minuscola pagliuzza sballottata attraverso uno dei tanti (infiniti?) mondi possibili.



DISEGNI
Massimo Rotundo    

Rotundo ormai è un veterano (4 albi su 11 sono suoi), e il suo stile è andato via via affinandosi. Le tavole sono molto curate, ottimi giochi di luci e ombre, i personaggi sono caratterizzati con precisione e cura. Sempre espressivi i volti, soprattutto grazie agli occhi, e buona la resa di Brendon con la barba. Molto particolare la resa grafica della famiglia D'Arkness dove padre e figlio si somigliano come due gocce d'acqua, e dove anche la madre ha i lineamenti molto simili agli altri due. Data l'abilità di Rotundo nel tratteggiare anche i personaggi più secondari, è difficile pensare a una sua "incapacità" nel diversificare i tratti somatici dei familiari; deve trattarsi di un qualche fatto particolare legato alla vita di Brendon che ancora non è stato rivelato. Resta ancora qualche lieve asimmetria nei volti in talune vignette, ma nel complesso il lavoro fatto dal disegnatore è pienamente soddisfacente. Dopo una prima lettura della storia è necessario farne subito una seconda per poter osservare in ogni vignetta tutti i particolari che Rotundo vi ha inserito, ricreando in maniera veramente suggestiva un mondo in lenta rinascita; basta osservare l'arredamento delle abitazioni, le vie della città ingombre di "cose", ma anche le ciocche dei capelli del cavaliere di ventura.. un livello di dettaglio che addirittura potrebbe arrivare a sembrare eccessivo. Ma dopo avere letto la storia, è un piacere riguardarsi tutte le tavole e sorridere nel vedere Boris che ara i campi con un vecchio aspirapolvere o che mangia al lume di un lampadario fatto di vecchi copertoni con sopra delle candele.



GLOBALE
 

Un ottima storia, ben orchestrata e ben dosata, ma soprattutto fondamentale per la psicologia e per il futuro del personaggio. Imperdibile per gli amanti di Brendon e del suo mondo disastrato.
 

 


 
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