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Medaglia d'oro

i traumi di Matilde e i nuovi progetti di Vittorio
Scheda di  |   | bonelli/


Medaglia d'oro
IT-VNASC-13


uBCode: ubcdbIT-VNASC-13

Medaglia d'oro
- Trama

Tornati a Roma, Vittorio è celebrato come un eroe mentre Ugo ritrova Matilde ricoverata in clinica. Lei crede che Vittorio sia morto ed ha maturato nuovi sentimenti. Vittorio è sempre più disinteressato nei confronti della donna ed ha idee chiare per il proprio futuro. Ugo ha invece motivo di riflettere a fondo sui suoi rapporti con Vittorio e Matilde.

Valutazione

ideazione/soggetto
 5/7 
sceneggiatura/dialoghi
 5/7 
disegni/colori/lettering
 5/7 
 70
data pubblicazione Ott 2008
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGianfranco Manfredi
disegni (matite e chine) di ubcdbLuigi Simeoni (Sime)
copertine
Volto Nascosto 13<br>copertina di Massimo Rotundo<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>
tavole o vignette
Matilde aggredisce Suor Clelia<br>Disegni di Gigi Simeoni, Volto Nascosto n.13, pag.19<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i> Ugo non è entusiasta dei nuovi progetti di Vittorio<br>disegni di Gigi Simeoni, Volto Nascosto n.13, pag.38<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>
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Annotazioni

Commento critico

Nel penultimo capitolo della miniserie di Manfredi, gli aspetti storici passano in secondo piano e tornano a prevalere le atmosfere melodrammatiche legate al trio Ugo-Vittorio-Matilde. Il titolare della testata, Volto Nascosto, si eclissa piuttosto sorprendentemente dalla scena (se si eccettua l'ennesimo sogno misterioso), creando ulteriore curiosità su come l'episodio finale si svilupperà per rispondere ai diversi quesiti disseminati nel corso degli albi. In questo numero succede, come quantità di eventi, meno di quel che ci si poteva attendere essendo ormai prossima la fine: l'autore si affida infatti alle differenti caratterizzazioni dei protagonisti per creare storie e situazioni di attrito o incomprensione, ogni volta esasperando e spingendosi un po' oltre, con il brivido sottinteso legato al destino dei tre romani. Alla fine, tuttavia, le tensioni vengono sempre disinnescate, ma l'ultima tavola lascia intuire un inevitabile precipitare degli eventi riguardanti la follia della donna. La regia di Manfredi nella sceneggiatura è sempre attenta a narrare con un mix equilibrato di testi e gestualità dei personaggi, ma si avverte un momento di stanchezza quando ritorna sulle vicende legate agli abusi subiti dalla Matilde bambina (la morte del suo precettore); elementi di cui eravamo già stati informati, con sintesi ed efficacia, nel n.3, e per i quali non si avvertiva la necessità di un approfondimento.

Luigi Simeoni, ottavo disegnatore della testata, si approccia ai personaggi con il suo caratteristico stile dal forte contrasto bianco/nero e con volti dalle espressioni esasperate o semi-grottesche. Uno stile meno "nitido" in termini realistici rispetto agli standard della serie, ma egualmente riuscito nella ricostruzione degli scenari della Roma ottocentesca, dei vari ambienti e delle sequenze d'azione (in particolare l'esplosiva irruzione di Vittorio nel covo dei briganti).

Note

  • L'episodio si svolte nel settembre 1896. Non sappiamo quanto tempo sia trascorso dal rientro di Vittorio e Ugo dall'Africa, ma sono comunque passati sette mesi dalla partenza del secondo nel n.7.
  • Gigi Simeoni è l'ottavo (ed ultimo) disegnatore ad esordire sulla serie.
  • Si rivedono Matilde e la sua dama di compagnia, Sandra, assenti dal n.7. Matilde è stata nel frattempo ricoverata in una clinica specializzata dopo un tentativo d'aggressione nei confronti di Suor Clelia, che la accudiva per volontà di Ugo.
  • Vittorio, celebrato come un eroe, è in procinto di ricevere la medaglia d'oro dal Re d'Italia. Conferma il proprio disinteresse per Matilde, che neppure va a trovare. Ha invece idee piuttosto chiare per il proprio futuro: continuare a combattere in giro per il mondo.
  • A complicare la situazione, Matilde si è autoconvinta che la missione di Ugo sia fallita e che Vittorio sia morto; i suoi sentimenti sono inoltre cambiati, ora è per Ugo che prova amore, al punto da fargli una vera e propria proposta di matrimonio. Ugo, perplesso e preoccupato, prende tempo, ma a destabilizzare il precario equilibrio, al termine dell'albo, ci pensa suor Clelia. Quest'ultima rivela a Matilde che Vittorio è vivo e che ha provveduto alle sue cure, mettendo implicitamente sotto una cattiva luce le "bugie" di Ugo.
  • Viene approfondito il tema degli abusi subiti da Matilde quando era una bambina da parte del suo precettore (in realtà un impostore), appena accennato nel n.3.
  • Si allarga il numero di persone che ha sospetti sul destino del generale Orsini, scomparso nel n.3 (ma la cui morte lega Ugo, Vittorio e Matilde); in questo albo Sandra ha intuito la verità, mentre anche il conte Antonelli è sulle spine per quello che il dott.Masini potrebbe apprendere nel curare Matilde con l'ipnosi. Ugo e Vittorio non sono più tornati, invece, sull'argomento e, in particolare, sui nuovi dettagli scoperti da Ugo nel n.7.
  • Nuova apparizione dei briganti (la terza) nella serie. Torna, in particolare, quel Verruca sfregiato da Vittorio nel n.2, che ferisce di striscio Ugo alla tempia, prima di darsi alla macchia dopo un assalto guidato da Vittorio.
  • I diverbi tra Ugo e Vittorio per le loro diverse visioni sono sempre più frequenti (frase "a"). Sconvolto dalla spietatezza di Vittorio nei confronti dei briganti, Ugo pensa a caldo anche di rompere l'amicizia con Vittorio (frase "b"). Il suo ferimento e la sincera preoccupazione ed affetto di Vittorio fanno arretrare Ugo dai suoi propositi (frase "c").
  • Pag.15, i malati che terrorizzano Matilde con il loro aspetto sono affetti dal lupus, malattia autoimmune, vale a dire una disfunzione del sistema immunitario che aggredisce organi e tessuti. È contraddistinto da eruzioni cutanee a farfalla del dorso della mano e delle guance o da lesioni articolari, cardiovascolari, renali, gastrointestinali o nervose, accompagnate da febbre, astenia e anemia. Il suo nome deriva dal fatto che le piaghe che produce sono simili al morso di un lupo.
  • Pag.26, per escludere che Matilde abbia il temperamento di un'assassina, il dott.Masini cita le teorie di Cesare Lombroso (1835-1909), lo storico studioso secondo cui la predisposizione al crimine si può notare dalla fisiognomica e, in particolare, dalla conformazione cranica dei soggetti.
  • Pag.35, ultima vignetta, la citazione del Vangelo di suor Clelia ("è la verità che ci rende liberi"), contraria ad occultare la verità a Matilde, è tratta da Giovanni 8, 31-32.
  • Pag.42, lo stornello (cfr.annotazioni del n.2) cantato durante la festa per Vittorio è la celebre "società dei magnaccioni" (da cui anche il ritornello "ma che ce frega, ma che ce importa"), atto d'accusa all'oste che aggiunge acqua al vino, ma anche elogio dei piaceri della vita.
  • Pag.60-61, nuovo sogno di Ugo, in cui Volto Nascosto affida all'italiano la propria maschera. Quest'ultimo si chiede se sia un dono o un incarico, prima di risvegliarsi.
  • Pag.74-76, durante il blitz al rifugio dei briganti, Vittorio usa la tecnica che Mohammed utilizzò nel n.6 per stordirlo con una sassata. Ugo non può fare a meno di chiedersi quando l'amico abbia avuto il tempo di esercitarsi se era prigioniero, ma la concitazione del momento non gli consente di approfondire l'ennesimo "mistero" sin qui disseminato da Gianfranco Manfredi.

Incongruenze

La frase

Personaggi

Ugo
Vittorio
Matilde
Volto Nascosto (in sogno)
Sandra
Marino
Conte Antonelli
Dott.Masini medico specializzato in follia criminale
Suor Clelia assiste Matilde
Verruca brigante (già comparso nel n.2)
Boschi, Ignazio alias Cavasin, Folco [+] precettore di Matilde (in flashback) Annibale fattore di Vittorio
Rosetta figlia bionda di Annibale
Brigida figlia mora di Annibale
ten.Berti pattuglia la zona della tenuta di Vittorio

Locations

Roma
Piazza del Quirinale
Villa di Matilde
Castel di Leva
Santuario della Madonna del Divino Amore
Tenuta di Vittorio
Ufficio del Conte Antonelli
Manicomio
Monte Cavo
Fortezza

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