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Le conseguenze del dolore

il tema dei desaparecidos
Recensione di  |   | bonelli/


Le conseguenze del dolore
Napoleone, Gea, Julia, Dampyr


Le conseguenze del dolore

Quattro pubblicazioni bonelliane molto diverse tra loro. Quattro modi di affrontare lo stesso, drammatico tema, quello dei desaparecidos argentini. Punti di vista, coinvolgimento dei protagonisti, sentimenti nei confronti di vittime e carnefici, approfondimenti storici mescolati ad incubi, delitti e indagini di routine: vediamo in che modo l'avventura d'evasione riesce a conciliarsi con un tema così socialmente rilevante e delicato.

I desaparecidos

Nel 1976, dopo un periodo di incertezza politica a seguito della morte di Peron, in Argentina si instaura una dittatura militare. I golpisti, guidati da Jorge Videla, attuano una repressione sistematica dell'opposizione, in particolar modo contro operai, intellettuali e semplici attivisti di sinistra. Imprigionati e torturati affinché denuncino i loro compagni, derubati dei loro figli, gli oppositori vengono uccisi e gettati dagli aerei nell'Oceano e nel Rio de la Plata, in modo che nessuno sappia nulla di loro. Né morti né detenuti: desaparecidos.

In giro per la rete

Storia della dittatura militare
Hector Oesterheld

A più di vent'anni dalla fine della dittatura, avvenuta nel 1983, i desaparecidos sono un simbolo delle vittime dei totalitarismi, e la loro vicenda è stata narrata in diverse occasioni, ad esempio nei film "Garage Olimpo" e "Figli - Hijos" del regista Marco Bechis. Anche i fumetti Bonelli, tradizionalmente restii a occuparsi in maniera approfondita di vicende così delicate, hanno dato il loro contributo trattando questo tema per ben quattro volte, in quattro testate diverse e nell'arco di quattro anni.

Il mondo dei fumetti si chiede...
"Donde està Oesterheld?"

(c) aventi diritto

Il mondo dei fumetti si chiede...<br>"Donde està Oesterheld?"<br><i>(c) aventi diritto</i>

Questo articolo è stato tradotto in spagnolo e pubblicato all'interno del settimo numero della rivista elettronica argentina "Sonaste Maneco", a cura del sito La banadera del comic: è possibile scaricare l'intera rivista (circa 8 MB per 136 pagine) cliccando qui. Tra gli altri articoli, sono presenti una ricca intervista a Joe Kubert e dei dossier su Oesterheld e Batman. Forse è possibile dire che la vicenda dei desaparecidos consenta di trattare il tema dei totalitarismi senza impelagarsi troppo in questioni politico-ideologiche (come invece accadrebbe parlando di nazi-fascismo e regimi comunisti, ma anche del regime di Pinochet in Cile), o semplicemente si tratta di un ottimo pretesto per raccontare una storia drammatica.
Non va dimenticato, inoltre, che c'è un legame tragico fra la ditttatura argentina e il mondo dei fumetti. Hector Oesterheld, uno dei maestri del fumetto argentino e mondiale, autore de L'Eternauta e di Mort Cinder, scomparve nel 1977, prelevato da una squadra di militari. Da quel momento di lui si sono perse le tracce, e il suo nome si è aggiunto alla lista dei desaparecidos. Prima di lui erano scomparse anche le due figlie maggiori, di cui una incinta di otto mesi, e nel 1977 scomparve una terza figlia mentre la quarta, e ultima, venne uccisa insieme al marito.
Ci piace pensare che parlare dei desaparecidos nei fumetti serva a mantere vivo il ricordo di Oesterheld.

Fumetti a sfondo impegnato

In questo articolo cercheremo di analizzare in che modo questo tema è stato trattato in quattro testate diversissime fra loro: Napoleone, Gea, Julia e Dampyr.
Per fare una analisi di quattro prodotti così differenti è necessario scegliere dei minimi comun denominatori, come abbiamo cercato di fare in questo schema. Già a prima vista, salta all'occhio una tematica comune a tre delle quattro storie: la vendetta. E la quarta tematica, la punizione, si può comunque ricondurre alla precedente.
In tre casi su quattro troviamo un personaggio che è stato a suo tempo vittima (in senso lato) e che decide di trasformarsi in carnefice. Questi tre personaggi sono eterogenei e perfettamente compatibili, tanto da rappresentare in ogni suo aspetto la condizione di vittima.

Clive incontra il Male
disegni di Luca Enoch - Gea n.7

(c) 2002 SBE

Clive incontra il Male<br>disegni di Luca Enoch - Gea n.7<br><i>(c) 2002 SBE</i>

Clive, il protagonista del n.7 di Gea, "La crociata di Clive", è senz'altro il meno ortodosso. Clive è un carnefice, un marine che ha partecipato alle torture del regime militare, ma è diventato vittima (del rimorso, del senso di colpa, delle allucinazioni che gli impediscono di dormire). L'unico modo per uscire dallo 'status' di vittima è quello di tornare carnefice, ma stavolta non contro i deboli e gli oppressi ma contro il "Male", di cui Clive si pente di essere stato alleato. Un percorso catartico e autolesionista allo stesso tempo, che può essere interpretato anche come una vendetta verso se stesso.

L'uomo di Buenos Aires
cover di Julia n.48 - disegni di Marco Soldi

(c) 2002 SBE

L'uomo di Buenos Aires<br>cover di Julia n.48 - disegni di Marco Soldi<br><i>(c) 2002 SBE</i>

Daniel Ortega nel n.48 di Julia, "L'uomo di Buenos Aires", si definisce invece un 'ex-bambino'. Rappresenta la vittima per eccellenza: bambino, ha visto i suoi genitori torturati e deportati (e quindi uccisi) dai militari. Non c'è da stupirsi che si trasformi in carnefice per eccellenza, ovvero in un killer senza pietà che rintraccia e punisce chi lo ha reso vittima. La sua 'crociata' è certamente più razionale di quella di Clive, ma lo scopo ultimo (e forse inconscio) è il medesimo.
Ma in questo albo c'è un altro personaggio principale. Il professor Solari (alias capitano Pedrazzi), che vediamo intento a spiegare ai suoi alunni la grandezza di Scipione l'Africano, per poi prendersi cura di un ragazzo disabile, è l'altra faccia di Clive (e più ancora di Solanas e dei Montero, che vedremo tra poco): è la normalità del male. Non è apparentemente perseguitato da fantasmi e incubi, conduce una vita impeccabile ed ha razionalmente rimosso il passato.
Questo però non basta a renderlo un personaggio positivo, anzi, è fra tutti il personaggio più odioso e inquietante sia in qualità di capitano Pedrazzi (un militare senza pietà, che si diverte a gettare i prigionieri dall'aereo, dopo averli legati l'uno all'altro) che di professor Solari, un personaggio che vorrebbe vivere come se quell'orrore non fosse mai esistito, come se bastasse condurre una vita onesta per cancellarlo. Un personaggio che da un lato segue il cliché del militare crudele attorniato da altri militari crudeli (un tema che appare in tutti e quattro gli albi), ma che fa anche trasparire come il 'male' possa manifestarsi attraverso persone 'normali'.

Solanas e il fantasma di Beatriz
disegni di Fabrizio Russo

(c) 2005 SBE

Solanas e il fantasma di Beatriz<br>disegni di Fabrizio Russo<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Arturo Solanas, protagonista del n.67 di Dampyr, "Danza con la morte", è il personaggio più complesso. In lui convivono lo status di vittima e carnefice stratificati su più livelli. Solanas è vittima delle torture del regime ed è vittima del Maestro della Notte detto il Condor che lo trasforma in vampiro; ed è carnefice perchè nella sua nuova condizione si trasforma in torturatore ed assassino dei suoi ex compagni, e della sua ragazza; è di nuovo vittima del Condor che tenta di eliminarlo, ed è di nuovo carnefice quando elimina i responsabili della sua condizione. Se la sua esteriorità (un ex torturatore che cerca giustizia) lo avvicina a Clive, la sua storia interiore (diventa carnefice in conseguenza delle violenze subite) lo rende affine a Ortega.

"Drammatico Tango", il n.27 di Napoleone, si distacca dallo schema fin qui visto. In questo caso la storia non è incentrata, se non incidentalmente, sulla ricerca di un responsabile, ma sulla vicenda di una vittima inconsapevole. Cleopatra Montero non sa di essere la figlia di una desaparecida, sottratta e adottata dall'aguzzino della madre (tema presente anche in "Danza con la morte", ma qui più centrale e, tutto sommato, riuscito), ed è questa scoperta che spiega l'uccisione del fratello e della cognata, e la scomparsa del padre.

Drammatico tango
cover di Napoleone n.27 - disegni di Carlo Ambrosini

(c) 2002 SBE

Drammatico tango<br>cover di Napoleone n.27 - disegni di Carlo Ambrosini<br><i>(c) 2002 SBE</i>

Informazioni: come e quante

Un altro elemento da analizzare è la quantità di informazioni storiche fornite, e il modo in cui vengono veicolate. In questo caso il più tradizionale è Dampyr. Harlan, e il lettore, ricevono le informazioni grazie ai dossier e ai documenti di un'associazione di oppositori al regime. Questa parte della sceneggiatura, unita ai ricordi di Solanas, informa in maniera esaustiva su desaparecidos, bambini rubati e voli senza ritorno. Negli altri casi, tutte le informazioni vengono veicolate attaverso la psiche, i ricordi o la coscienza. Gli incubi di Daniel Ortega, che si fondono ai suoi ricordi di bambino, oltre a caratterizzare il personaggio servono a fornire tutte le informazioni necessarie per la comprensione della storia, senza però approfondire l'aspetto sociale e politico della vicenda argentina. In Gea le informazioni fornite sono minime, l'approfondimento riguarda solo il passato da torturatore di Clive (vissuto, anche in questo caso, attravero incubi e ricordi) anche se Luca Enoch è l'unico ad affrontare esplicitamente il tema delle connivenze esterne (Stati Uniti) con il regime.
Grazie anche alle peculiarità della serie, "Drammatico Tango" si contraddistingue per un approccio differente...
Anche in questo caso, Napoleone si contraddistingue. Diego Cajelli, autore della sceneggiatura, sfrutta le potenzialità della serie, e il coinvolgimento di Napoleone è tale da fargli vivere in prima persona gli avvenimenti argentini. Nel mondo onirico, Napoleone viene catturato e torturato da Tango, ovvero Manuel Montero, che poi vediamo strappare la piccola Cleopatra alla vera madre.

Il coinvolgimento dei protagonisti

Il coinvolgimento dei titolari di testata, si diceva. Alto quello di Napoleone, soprattutto nel mondo onirico. Ugualmente alto, emotivamente parlando, quello di Harlan. Nullo quello di Gea, che non incontra mai Clive, ma tutto è pienamente giustificato dall'intreccio e dallo spirito della storia. Molto basso anche quello di Julia. La criminologa è per la maggior parte del tempo impegnata a far ristrutturare casa, e questa è forse l'unica nota stonata in una storia che riesce ad alternare in maniera magistrale la trama gialla, le emozioni e l'umanità dei protagonisti.

Tirando le somme

Riassumendo, si possono porre "La crociata di Clive" e "Danza con la morte" (che pure, abbiamo visto, presentano diversi punti in comune) agli estremi opposti di un'immaginaria classificazione.
Le quattro storie arrivano quasi a completarsi a vicenda, grazie alla differenza di approccio...
In Gea la vicenda dei desaparecidos è un pretesto per raccontare la storia di Clive. In Dampyr, la vicenda di Arturo Solanas è un 'pre-testo' per parlare del dramma argentino, tema molto sentito dallo sceneggiatore Mario Faggella (come dimostrano i continui inviti dei personaggi della storia a "non dimenticare"). In questo caso vediamo anche come il tema venga filtrato attraverso una sorta di riscrittura storica di stampo dampyriano. Già in passato si era visto come i Maestri della Notte si servano di guerre e dittature per allargare il proprio potere, e infatti il Condor personifica il Male partecipando attivamente alla repressione. In entrambi i casi la divisione Bene/Male, al di là della controversa condizione di Clive e Solanas, è molto netta e senza possibilità di pietà o anche solo di comprensione per i colpevoli.
Al centro si collocano invece "Drammatico Tango" e "L'uomo di Buenos Aires", due albi che, pur nella diversità di fondo, sono accomunati dal modo in cui la vicenda storica è intessuta strettamente con una bella trama gialla e noir. In questi due casi la suddivisione Bene/Male è più complessa. Giancarlo Berardi tratteggia due personaggi, Ortega e Pedrazzi, fortemente caratterizzati, che possono sì essere relegati a ruoli ben definiti ma che non si presentano al lettore come personaggi 'pre-cotti' e di facile catalogazione: anche se l'autore mette in scena la crudeltà dell'ex militare e l'innocenza violata dell'ex bambino, porta anche il lettore a provare sentimenti contrastanti verso entrambi.
Ancora diversa la situazione in Napoleone. In questo caso il mimetismo, la visione all'interno dei fatti, è tale da unire indissolubilmente crudeltà e meschinità quotidiane: Manuel Montero è un personaggio negativo prima per il suo atteggiamento verso la moglie e solo in secondo luogo per le torture compiute, mentre suo padre è una sorta di Pedrazzi fallito, un uomo che ha cercato di cambiare vita senza riuscire a cancellare il passato.

Anche se con le differenze qui elencate, e con la tendenza a 'ridurre' ogni trama ad una semplice investigazione, tutte e quattro le storie dimostrano come sia possibile affrontare in maniera matura un tema delicato come quello dei desaparecidos anche nei fumetti popolari, quelli che la tradizione vorrebbe destinati al 'lettore medio' durante il classico viaggio in treno o in autobus.

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