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Cosa hai perso, Morgan?

"conosci te stesso", in un mare di violenza
Recensione di M.Morgana |   | bonelli/


Cosa hai perso, Morgan?
Morgan Lost 1-2


Scheda IT-MLOST-1-2

Articolo

Il mondo nel quale entriamo seguendo le vicende di Morgan Lost, il cacciatore di taglie creato da Claudio Chiaverotti, è uno dei mondi possibili di una esistenza fantastica. Come in un’opera di Escher, flussi immaginifici corredati da precisi richiami e sottili citazioni da altri mondi e altri tempi, compreso il nostro, del quale quello di Morgan appare come un compagno che scorre in parallelo, si susseguono. Personaggi e situazioni svoltano e si intrecciano in piani di realtà differenti e solo sottilmente, ma con precisione, intersecantesi nella nostra, almeno in quella diurna. Ma è sulla nostra intelligenza onirica che conta Morgan nel chiederci di seguirlo nella sua ricerca. A partire da pochi e nitidi dati di base prende le mosse la narrazione del mondo di Morgan: sullo sfondo di una società violentata e violenta, troviamo il trauma della perdita dell’amata, la violazione della propria identità, del proprio volto, e da qui la ricerca di riparazione del proprio sé attraverso le azioni che Morgan compie nella propria realtà, interna ed esterna. L’oscurità nella quale Morgan si muove è contrappuntata da una luce implicita, solo intuita, che guida i suoi pensieri, emozioni e scelte, il suo bisogno di comprendere e agire, che seguendolo diventa il nostro.

Le allucinazioni di Morgan Lost
N.1, pag.26, disegno di Michele Rubini

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

Le allucinazioni di Morgan Lost<br>N.1, pag.26, disegno di Michele Rubini<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>
sullo sfondo di una società violentata e violenta, troviamo il trauma della perdita dell’amata, la violazione della propria identità, del proprio volto, e da qui la ricerca di riparazione del proprio sé attraverso le azioni che Morgan compie nella propria realtà, interna ed esterna.

È attraverso la triade di colori scelti dagli autori che le immagini prendono corpo: i basici bianco e nero ai quali si aggiunge il rosso, evocando l’opera alchemica che si compie attraverso le fasi di nigredo, rubedo e albedo (e l’uso del rosso è giustificato, all’interno della serie, dal daltonismo del protagonista, che vede il mondo in rosso e grigio). Questi tre colori si dispongono lungo le pagine anche come un Rorschach tridimensionale e in movimento nel quale Morgan si perde e si rispecchia. Situazioni, incontri, problemi e pericoli che Morgan vive, sono occasioni di ricerca di senso del proprio esistere, iniziazioni alla scoperta e realizzazione del sé, interno e relazionale.
Intorno a lui si animano personaggi, profili di varia umanità, ciascuno secondo la propria peculiarità funzionale e personologica, coautori dell’opera di Morgan. Attraverso di loro, valori e disvalori dell’umano, del femminile e dl maschile, si incontrano e si scontrano. Pur con una ricca presenza di figure femminili, il punto di vista narrativo rimane prevalentemente maschile, un maschile che offende ma anche interpella il femminile come fonte di vita e di comprensione. Così è, per esempio, in massimo grado nel contro-eroe della storia, il crudele e potente Cattivo, ovvero captivus, prigioniero di una malattia nella quale solo una donna, forzata a entrare nel suo forzato isolamento, può portargli ristoro. E non una donna qualsiasi, bensì la fidanzata di Morgan, cosa che crea tensione narrativa tra il cacciatore di taglie, il carnefice e la vittima (che per ora tale rimane).

Il ritorno di Lisbeth
N.2, pag.8, vignetta di G. Talami

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

Il ritorno di Lisbeth<br>N.2, pag.8, vignetta di G. Talami<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>
E ancora, se nel nostro mondo Platone si rivolge a Diotima quale depositaria della sapienza d’amore, in quello di Morgan è una donna la criminologa che studia e più d’altri conosce i percorsi dell’odio e della violenza, finendo per esserne lei stessa vittima. Forse nei testi della sua biblioteca tra i tomi di psicopatologia e i numeri di Julia, potremmo trovare Mafalda, appartenente ad altro mondo fumettistico, molto diverso da quello di Morgan, ma ricco di una sapidità femminil-femminista che potrebbe essere utile alla nostra criminologa per meglio vivere in quel manicomio rotondo inventato da chissà quale dio.
Mi perdonino gli autori questa piccola eresia, atta solo a simpatizzare con un femminile archetipico e non stereotipico, che possa attraverso di loro esprimersi, e l’arte che lo permette, là dove in ciascuna soggettività l’archetipo vive solo reinventato in unicità, attraverso la libertà, qualunque percorso tale libertà, compresa quella artistica, abbia a prendere per realizzarsi. E brucia il tema della libertà nel mondo imprigionato di Morgan, dove anche il maschile è alla ricerca di se stesso, oltre che dell’altra. Il dritto e il rovescio di ogni realtà che attraversa la narrazione ne sono l’energia propulsiva, a partire dall’archeo storia del mondo morganiano, quando una donna uccide Hitler impedendone così i crimini che il nostro mondo invece conosce ma non salvando con questo la società a venire dalla violenza, perpetrata soprattutto contro le donne (così come avviene anche nel nostro), più visibilmente portatrici dei valori di un femminile da tempo immemorabile prevaricato da un’inflazione maschile che si pretende onnipotente. Ottusa è la visione che scinde un valore dall’altro imprigionandoli entrambi. La prepotenza che si fa forte della violenza per soggiogare, così non trova la via della sua guarigione. E colpo su colpo la violenza perpetua se stessa in un ciclo di dipendenza rispetto a ciò che va a colpire, perché ogni carnefice ha bisogno della sua vittima per vivere. Ma c’è chi cerca una strada per uscire dal giogo della sterilità della coazione ripetitiva degli schemi violenti.

Il Direttore Generale del Tempio della Burocrazia
N.2, pag.87, vignetta di G.Talami

(c) 2015 Sergio Bonelli editore

Il Direttore Generale del Tempio della Burocrazia<br>N.2, pag.87, vignetta di G.Talami<br><i>(c) 2015 Sergio Bonelli editore</i>
Siamo solo agli inizi, Morgan è appena partito per la sua ricerca alchemica, vale la pena seguirlo.

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