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Nella Grande Madre Africa

Adam Wild, un personaggio classico, moderno, inedito
Recensione di  |   | bonelli/


Nella Grande Madre Africa
Adam Wild 1


Nella Grande Madre Africa

Scheda IT-AWILD-1

Bellissimo primo numero.
Bellissimo, come il protagonista scozzese della serie.
La scelta di Gianfranco Manfredi, d'altra parte, non è stata casuale: il volto - baffetti e sorriso contagioso - è quello di Errol Flynn, uno di quegli attori capaci, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Ventesimo secolo, di trasformare in un tappeto rosso i cuori di milioni di donne.
Come non casuali sono il nome e il cognome: Adam Wild.
Sì, dati anagrafici davvero azzeccati per un esploratore, per un uomo destinato - come un'audace lama antropomorfa - a solcare per primo territori sconosciuti e selvaggi.
Il personaggio è davvero riuscito, un affascinante concentrato di azione e intelletto, una pietra preziosa concepita dall'artigiano di Senigallia con meno sfaccettature rispetto alle altre che l'hanno preceduta. E quel "meno" non sta a significare poche: semplicemente il sole africano illumina e illuminerà un protagonista privo dei tormenti che erano di Magico Vento e di Ugo Pastore.
Adam è aitante, è uno spietato nemico degli schiavisti e di ogni forma di prevaricazione: «Chi non rispetta gli altri, non merita rispetto. Ricordatene, se vuoi che andiamo d'accordo...». Parole sufficientemente chiare.
E' un uomo tutto d'un pezzo, ma che sa sorridere, che gusta fino in fondo gli odori, i sapori e i piaceri dell'esistenza, che è amante dell'avventura, eroe ed essere vivente (nel senso letterale dell'espressione) allo stesso tempo, che si nutre del momento, dell'attimo, pienamente calato nel contesto in cui si trova: un contesto magnifico e ostile, arredato da meraviglie e insidie naturali, da compagni leali e da trafficanti di carne umana, affaristi e sfruttatori senza scrupoli: belve a due zampe alle quali egli può e deve sparare anche nella schiena, se è il caso: perché in un luogo in cui impera la filosofia del mors tua, vita mea non impararla o discostarsene equivale a non avere un futuro.

Adam Wild
Adam Wild n.1, pag.64

(c) 2014 Sergio Bonelli editore

Adam Wild<br>Adam Wild n.1, pag.64<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli editore</i>

Appuntamento a Dar es Salaam

Inutile, davvero inutile sottolineare la bravura del suddetto artigiano relativa alla compiuta definizione di ciascuno dei personaggi e alla loro interazione: sarebbe come dire che l'acqua è capace di dissetare.
Si cadrebbe nell'ovvio.
Manfredi è un grande narratore e in questa circostanza, pur operando nella gabbia bonelliana, è stato in grado di modificarla, di adattarla alle esigenze del racconto per dargli ritmo e spettacolarità, col risultato di consegnare da subito al lettore una storia non meramente introduttiva, ma avvincente, adrenalinica, ben scritta. Nella quale Adam offre un'ampia dimostrazione del suo essere maledettamente in gamba: in un primo momento libera una dozzina di bantu - tra cui Amina, la loro splendida principessa guerriera - destinati in America come merce per il circo Barnum e poi, prima di lasciare Zanzibar per raggiungere Dar es Salaam sulla costa orientale della Tanzania, strangola senza la minima esitazione Mussa Ben Khaled, il mercante a capo del traffico di schiavi nella città, riuscendo a far ricadere la colpa su Dhaki, sterminatore di elefanti e trafficante di avorio.

Adam ammazza Mussa Ben Khaled
Adam Wild n.1, pag.89

(c) 2014 Sergio Bonelli editore

Adam ammazza Mussa Ben Khaled<br>Adam Wild n.1, pag.89<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli editore</i>

Sulle tracce di David Livingstone

L'imbarcazione guidata da Abasi e con a bordo il conte italiano Narciso Molfetta - grande appassionato di esplorazioni sedotto dall'Africa Nera, finanziatore e amico di Adam, simpatico personaggio che non può non ricordare, dal punto di vista funzionale, l'immortale Willy Richards alias Poe - introduce in uno scenario denso di accattivante atmosfera, in un continente conosciuto eppure segreto, in un immenso regno degli opposti dove si consuma la complicata convivenza tra la smodata ricchezza di pochi e l'altrui sferragliante miseria, in un luogo popolato da pelli, razze, lingue, usi, costumi, leggi e religioni impossibili da comporre in un mosaico tecnicamente perfetto: quella piccola imbarcazione apparsa nella prima tavola conduce nell'Africa a sud dell'equatore, sulle tracce del dottor Livingstone, nella Grande Madre Africa della fine dell'Ottocento.

Adam e Narciso Molfetta per le strade di Zanzibar
Adam Wild n.1, pag.19

(c) 2014 Sergio Bonelli editore

Adam e Narciso Molfetta per le strade di Zanzibar<br>Adam Wild n.1, pag.19<br><i>(c) 2014 Sergio Bonelli editore</i>

Nespolino!

Nespolino - artefice dei model sheet dei personaggi della serie - ha firmato un lavoro ottimo, confermandosi un disegnatore di assoluto livello. Tutto - dalla capacità di estrinsecare con progressiva regolarità, vignetta dopo vignetta, primo piano dopo primo piano, la psicologia di Adam alla sua puntuale caratterizzazione fisica, dalla straordinaria attenzione dedicata agli abiti e ai copricapo arabi all'abilità nel giocare con la differente struttura corporea del conte Molfetta e dell'esploratore scozzese; dalla realistica recitazione e dalla precisa resa anatomica (un paio di svarioni a parte...) degli attori all'impeccabile grammatica delle inquadrature, dalla fedele riproduzione delle strade e degli edifici di Zanzibar agli interni realizzati con una cura estrema - concorre a confermare tale valutazione.
Non stupisce che Manfredi - dopo le tre splendide prove per Shanghai Devil - abbia affidato a lui il compito di tradurre in immagini le proprie idee.
Una curiosità: Adam spara con la destra, ma ha la fondina contenente la pistola spostata verso il fianco sinistro: l'idea è proprio di Nespolino, che ha in tal modo voluto rendere omaggio a Zagor e al suo papà.

La copertina

Per quanto uno sfondo più ricco e con una diversa colorazione avrebbe senz'altro ulteriormente giovato, rimane molto bella ed efficace la copertina figlia del talento di Darko Perovic.
Nel logo della testata, il cognome del protagonista risulta alquanto invadente: così non sarebbe stato se avesse avuto le stesse dimensioni del nome.

Adam Wild n.1 - Gli schiavi di Zanzibar - Ottobre 2014 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 94 pagine - 3,30 € - mensile

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