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Fantasy in salsa bonelliana

Dragonero: la serie fantasy della Sergio Bonelli editore
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Fantasy in salsa bonelliana
Dragonero


Fantasy in salsa bonelliana

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Finalmente il Fantasy

Superata la soglia del primo anno di uscite, Dragonero, serie mensile creata da Luca Enoch e Stefano Vietti, edita dalla Sergio Bonelli editore, ha attirato l'attenzione dei lettori per diversi motivi. Si tratta innanzitutto della prima collana fantasy della casa editrice milanese, genere che è sempre stato presente nelle avventure dei suoi mille personaggi, ma che non era mai stato protagonista di un'intera serie. In più si arriva da un lungo periodo caratterizzato dall'uscita di numerose miniserie, fase interrotta già nel 2012 con l'uscita della serie ongoing Saguaro, ribadita adesso da Dragonero che sicuramente terrà compagnia ai lettori bonelliani per molti anni. A testimonianza poi dell'ulteriore cambio di orientamento della Bonelli sul mercato, basta ricordare che il personaggio Dragonero aveva già esordito nel primo numero dei Romanzi a Fumetti, segnale della volontà della casa editrice di sfruttare con maggiore attenzione il proprio catalogo.

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La serie ha avuto una gestazione insolitamente lunga, iniziata ormai vari anni fa con la proposta della realizzazione di una serie fantasy da parte di Enoch e Vietti, progetto prima dirottato sui Romanzi a fumetti per l'uscita del primo storico numero e poi, considerato l'apprezzamento dei lettori, approdato in una collana a sé stante.
Dragonero propone un fantasy molto realistico, riuscendo a coniugare tematiche proprie del genere con la classica narrazione bonelliana, aspetto garantito dal background professionale dei due creatori, collaboratori storici della casa editrice: Enoch (qui esclusivamente in veste di sceneggiatore), autore completo di Gea e Lilith, e Vietti, uno dei creatori delle mille sottotrame di Nathan Never. Il risultato è più che gradevole, gli autori hanno creato, riuscendo a sintetizzare il lavoro preparatorio durato anni, un vero e proprio universo, popolato dalle più classiche popolazioni fantasy: umani, orchi, elfi, maghi, nani, che si muovono in un continente che richiama geograficamente il nostro mondo. A fare la differenza è innanzitutto la continuity serrata, con avventure, di lunghezza varia, che iniziano esattamente dove finiscono quelle dei numeri precedenti, aspetto che permette al lettore di appassionarsi alle vicissitudini dei protagonisti.
Il protagonista principale è Ian Aranill, scout dell'Impero, dal tragico passato trascorso nell'esercito, periodo in cui ha vissuto delle disavventure che rivive con angoscia in numerosi flashback, e dall'impegnativo retaggio, dato che appartiene ad una famiglia di cacciatori di draghi, il che fa di lui un Varliedarto, titolo che gli consente di possedere una spada dai poteri particolari. Dopo la prima avventura narrata nel Romanzo a Fumetti, Ian subisce una lenta trasformazione, cui assistono i suoi principali amici: l'orco Gmor Burpen conosciuto da bambino, a cui lo lega una stravagante amicizia, l'elfa silvana Sera, attraverso i cui occhi ingenui conosciamo il mondo di Dragonero, il burbero mago Alben, depositario di antiche conoscenze e la sorella di Ian, Myrva, appartenente alla casta dei Tecnocrati, che utilizzano le conoscenze scientifiche per contrastare il Luresindo, la casta dei maghi, rappresentata da Alben.

Una presentazione efficace
Vignetta di F.Rizzato, Dragonero n.7, pag.90

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Una presentazione efficace<br>Vignetta di F.Rizzato, Dragonero n.7, pag.90<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

Già nel romanzo a fumetti, ormai esaurito e disponibile solo in ebook, vediamo tutti gli elementi che poi saranno sviluppati nella serie: una minaccia proveniente dal passato, legata alla terribile guerra che ha insanguinato il continente, combattuta tra gli umani rappresentati dall'Impero e da una razza mostruosa, gli Abominii, deve essere affrontata fisicamente dai nostri eroi, cercando di accumulare più conoscenze possibili. Oltre agli aspetti tipicamente fantasy, sono numerosi i richiami alla contemporaneità: il contrasto tra natura e scienza, con l'abuso di invenzioni letali, e i messaggi di integrazione razziale, con la difficile convivenza tra razze differenti, come gli elfi e gli orchi.

Unione di razze
Vignette di G.Matteoni, Romanzi a Fumetti n.1, pag.243

(c) 2007 Sergio Bonelli editore

Unione di razze<br>Vignette di G.Matteoni, Romanzi a Fumetti n.1, pag.243<br><i>(c) 2007 Sergio Bonelli editore</i>
Notevole la parte grafica, guidata dal copertinista Giuseppe Matteoni, che aveva già illustrato il Romanzo a Fumetti alternando dinamiche scene d'azione e scorci spettacolari alla creazione di demoni, draghi, ambienti e invenzioni tecnologiche, realizzando pagine su pagine con notevole cura e condendo il suo lavoro con alcune spettacolari tavole intere. Molto efficaci sono le copertine della serie, illustrate dallo stesso Matteoni, con alcune, come quella del n.4, strepitose.

La nuova serie

Nonostante gli anni trascorsi tra l'uscita del primo Romanzo a Fumetti e l'inaugurazione della serie mensile, l'avventura che occupa i primi 4 numeri della nuova collana, realizzata dagli stessi autori del Romanzo, cui si aggiunge il disegnatore Luca Malisan, si dimostra perfettamente in continuity, riprendendo alcuni elementi della prima storia. Si tratta di un'avventura mozzafiato, con repentini cambi di scena, nelle più differenti ambientazioni con scene di guerra, inseguimenti convulsi sui tetti delle città, abbordaggi navali alternati a scorci montuosi vertiginosi.
Presenti nuovamente numerose scene in flashback, con la rappresentazione di alcuni momenti drammatici del passato di Ian, un passato che deve affrontare dolorosamente, compiendo delle scelte drastiche, mentre sente mutare perfino la percezione del proprio corpo, a causa dell'avventura vissuta nel Romanzo a Fumetti, quando dopo aver ucciso un Drago è stato inondato dal suo sangue. Lo scout Ian s'impone come un protagonista invero interessante, della cui personalità non è difficile immaginare sviluppi ulteriori, è in più ben supportato dai comprimari, che condiscono di mille sfaccettature le missioni che deve affrontare.
Ben riuscita anche la caratterizzazione degli antagonisti, specialmente nella prima storia, ricolma di figure femminili negative, come l'Elfa Nera, posseduta dai demoni, e la ex-tecnocrate Xara, legata un tempo a Ian, tradita dal suo desiderio di conoscenza; parabola simile a quella degli Impuri, altri antagonisti, sopraffatti dalla necromanzia.
Il ritmo della narrazione è sempre elevato, ma non a beneficio esclusivo dell'Avventura, si susseguono gli eventi drammatici, come le scene con gli effetti delle azioni di guerra sui villaggi abitati.

Dopo un inizio così adrenalinico, si rivela una scelta azzeccata far seguire un'avventura, quella del n.5, Il raduno degli scout, quasi intimista, in un albo di transizione tutt'altro che secondario, dato che grazie ai testi di Vietti e ai disegni evocativi di Gianluca Pagliarani, ci si sofferma sul corpo degli scout, cui appartiene Ian, con l'intenzione abbastanza leggibile di fornire alcune informazioni sul mondo di Dragonero, quasi delle mappe per orientarsi all'interno della nuova serie.
Nella presentazione dei vari esploratori si alternano momenti umoristici ad altri drammatici, soprattutto nel colloquio tra Ian e il mago Alben, relativo al suo ruolo di Dragonero e ai cambiamenti che sente dentro sé, e in cui si rimanda ancora una volta al suo misterioso passato e alla sua famiglia. Emerge nei racconti dei vari scout di cui facciamo conoscenza un mondo sconosciuto, minaccioso, diviso tra le varie razze, che gli esploratori percorrono a loro rischio e pericolo. Riuscito il ruolo di Sera, l'elfa silvana, che nel ruolo della novellina accompagna il lettore durante il raduno, grazie al suo sguardo innocente ed incantato.

Il raduno degli Scout
Vignetta di G.Pagliarani, Dragonero n.5, pag.56

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Il raduno degli Scout<br>Vignetta di G.Pagliarani, Dragonero n.5, pag.56<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

L'avventura narrata nei n.6-7 Sangue e acciaio, sempre sceneggiata da Vietti e illustrata da Francesco Rizzato, ha uno stile più classico, con una vicenda perfettamente in continuity con i numeri precedenti, ma meno riuscita, con meno pathos. L'episodio parte dal rapimento di Gmor, effettuato da un Elfo nero che organizza dei combattimenti clandestini per soddisfare la sete di violenza degli Abominii, soggetto non particolarmente brillante, ma che lascia spazio ad alcune scene efficaci in cui vediamo l'Orco agire in solitudine, separato da Ian, a sua volta sempre alla scoperta dei suoi nuovi poteri e delle possibili conseguenze che ne derivano.

Gli autori sembrano intenzionati, in questi primi numeri, a non riscrivere le regole del fantasy, ma ad innestarlo in un riuscito connubio nella tradizione bonelliana, con i suoi stilemi avventurosi classici, con protagonisti e comprimari con ruoli abbastanza definiti e individuabili. Le novità quindi, più che nella narrazione, sembrano per adesso riguardare per lo più altri aspetti della cura editoriale: dal numero zero distribuito nei negozi di videogiochi alla proposta del gioco di ruolo della Wyrd edizioni, cui sono seguiti in ogni caso lo speciale estivo a colori e i raccontini dedicati ai comprimari in appendice alla serie regolare. Tutti aspetti importanti, ma che non devono distrarre dalla notizia principale: finalmente i lettori bonelliani possono godere della tanto agognata prima serie fantasy della Sergio Bonelli editore.

Dragonero
mensile
100 pp b/n - brossura - € 3,30
Sergio Bonelli Editore


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