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Viaggio all'inferno

Lilith arriva nel Congo di Leopoldo II
Recensione di  |   | bonelli/


Viaggio all'inferno
Lilith 10


Scheda IT-LILITH-10

Anteprima

Il regno personale instaurato dal sovrano del Belgio, Leopoldo II, nel Congo alla fine del XIX secolo, rappresenta uno dei peggiori esempi della capacità della razza umana di causare sofferenze ai propri simili. Le condizioni politiche, diplomatiche e commerciali alla base di questo dominio produssero la devastazione dell'intera regione che oggi costituisce la Repubblica Democratica del Congo, allo scopo di produrre la massimizzazione dei profitti del sovrano belga, tramite lo sfruttamento della gomma e dell'avorio. Tale stato di cose produsse un vero e proprio disastro demografico, tanto da suscitare lo sdegno dell'opinione pubblica europea quando le atrocità commesse furono, faticosamente, denunciate dagli organi di stampa più informati.

Luca Enoch decide di immergere Lilith in questo terrificante calderone, un vero e proprio girone infernale, dotandola di una guida d'eccezione, lo scrittore Joseph Conrad, che tra i primi nel 1902, con il romanzo Cuore di Tenebra, denunciò la terribile situazione del Congo, ispirandosi alle sue esperienze personali. Come di consueto, calando il suo racconto nella realtà storica, Enoch utilizza in maniera realistica tutti i personaggi: vediamo così lo scrittore di origini polacche, comandante di un battello, che si inoltra lungo il corso del Congo, alla ricerca di un altro personaggio storico, l'esploratore Henry Morgan Stanley, descritto come un bieco razzista. Nella finzione del racconto e nel suo legame sentimentale con Lilith, Conrad viene descritto come un sognatore che da ragazzino era affascinato dalle cartine geografiche, alla ricerca di avventure, che rimane sconvolto di fronte alle ingiustizie e alla violenza coloniale, consapevole della difficoltà di immergersi in un territorio difficile come quello congolese, ma anche affascinato dal mistero rappresentato dalla foresta equatoriale africana. Il suo ruolo è quello della guida, nello stesso momento Virgilio e Caronte, che conduce Lilith in un vero e proprio viaggio nell'inferno della crudeltà umana.

Lilith e Conrad
Tavola di L. Enoch, pag.88

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Lilith e Conrad<br>Tavola di L. Enoch, pag.88<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>
Sin dall'inizio dell'avventura, Enoch non risparmia nulla, alla sua protagonista e al lettore, delle atrocità commesse dal regime coloniale: nella bella introduzione senza parole, Lilith scopre dei cadaveri abbandonati, vede di persona gli indigeni incatenati alla mercé di veri e propri schiavisti, assiste alle torture imposte a chi tenta di resistere alle ingiustizie commesse dagli Europei, e anche nel proseguimento dell'albo deve sentire i discorsi dei vari protagonisti, infarciti di un razzismo delirante, che si interrogano sulla natura degli indigeni, ritenuti poco più che animali e che devono essere perciò istruiti con la frusta. Ecco susseguirsi allora le esecuzioni di chi non collabora, con le teste umane a "decorare" le staccionate, monito per chi sopravvive e deve assoggettarsi alle usanze coloniali. A simboleggiare questa parte della storia è proprio Stanley, supposto esploratore leggendario, qui ritratto in tutta la volgarità di chi è in cerca di un'altra impresa per accresce la propria gloria.

Henry M. Stanley
Vignetta di L.Enoch, pag.77

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Henry M. Stanley<br>Vignetta di L.Enoch, pag.77<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>
Sono le reazioni di Lilith a incuriosire in questa occasione, dato che decide di non intervenire, non dando seguito allo sdegno che le causano le atrocità commesse, come ha invece fatto in altre occasioni, per esempio nel n.4, quando dopo aver completato la sua missione aveva sterminato i guerriglieri sudisti di Quantrill. E' quasi come se le esperienze accumulate nelle missioni precedenti avessero calmato la sua impetuosità, come se fosse aumentata la sua tolleranza di fronte all'ingiustizia umana, che più che causarle un cieco furore la getta nello sconforto.

Prosegue la continuity verticale, quella che riguarda l'intera miniserie: si stanno evolvendo i Cardi, tradizionali avversari, che paiono essere sempre maggiormente in grado di fronteggiare Lilith, per proteggere dei portatori del Triacanto a loro volta più consapevoli del loro ruolo di numero in numero, e che, come l'Uomo che vive nel legno di questo episodio, tentano di spiegare, alla stessa viaggiatrice nel tempo, la fondatezza delle loro ragioni.
Nella costruzione della vicenda, che richiama le classiche avventure fluviali di Mister No, ma soprattutto e ovviamente il romanzo Cuore di Tenebra e la sua maggiore trasposizione cinematografica, Apocalypse Now, si rimane maggiormente impressionati dalle informazioni di carattere storico contenute, piuttosto che dall'avventura raccontata, che rimane sullo sfondo, nonostante la consueta cura nei disegni di Enoch, e alcune sequenze molto efficaci: l'attacco degli indigeni e le rappresentazioni veramente notevoli dei Cardi, i letali Silenziosi, capaci di sconfiggere Lilith e lo Scuro, e il portatore del Triacanto rappresentato dallo sguardo naif degli indigeni come l'Uomo che vive nel Legno.

I Silenziosi all'attacco
Vignetta di L.Enoch, pag.100

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

I Silenziosi all'attacco<br>Vignetta di L.Enoch, pag.100<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

Sembra che l'evoluzione stilistica di Enoch gli consenta di raccontare in maniera sempre più disinvolta e nello stesso tempo precisa la Storia, anche se talvolta rischia di lasciare da parte la parte più avventurosa delle storie che narra.

Cuore di tenebre, Lilith n.10, di Luca Enoch, 130 pg. b/n, brossurato, Sergio Bonelli Editore, maggio 2013, € 3,70

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