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Ugo Pastore è vivo

Manfredi conclude il racconto della Cina della Rivolta dei Boxer
Recensione di  |   | bonelli/


Ugo Pastore è vivo
Shanghai Devil 18


Ugo Pastore è vivo

Scheda IT-SHDEV-18

Il cammino attraverso la Storia e gli immensi territori della Cina di inizio Novecento si è concluso. Sostenuto da un valido tessuto narrativo - in pochissimi punti ceduto sotto il peso di dialoghi intaccati da un'insolita inefficacia -, lo ha fatto in maniera degna e, soprattutto, coerente.
Ugo Pastore è l'assoluto protagonista di quest'ultimo tratto del percorso, suoi sono i piedi che fanno vibrare le assi del palcoscenico: è costantemente al centro della scena, anche quando non vi compare, perché la sua presenza è visibile nelle azioni e nelle parole degli altri interpreti. Risto, Chuang Lai, Ha Ojie, la bella Jane, Knox: sono pianeti che intrecciano le loro orbite ruotando intorno all'astro luminosissimo rappresentato dal Diavolo di Shanghai.

La bellissima Madame Niang
Vignetta di S.Biglia, pag.57

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

La bellissima Madame Niang<br>Vignetta di S.Biglia, pag.57<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

Nel regno dell'armonia

Ugo non è un sole immobile: è sufficiente seguirne la scia per comprenderne il moto perpetuo, per leggere l'esito della traiettoria che descrive con estrema chiarezza: il suo è un procedere lento e inesorabile verso la pace, verso una particolare forma di catarsi. Il giovane romano è stanco, nauseato, svuotato: i mesi trascorsi nel Celeste Impero, l'atroce fine dell'amato padre Enea, le vicende colorate di rosso sangue cui ha assistito e in cui ha recitato da primo attore hanno assunto nel suo animo la forma e il peso di enormi massi capaci di farlo affondare, di trascinarlo giù, in un freddo, buio baratro dell'anima. Non è più l'idealista dei giorni caldi e sabbiosi dell'Africa: ora è un uomo, un corso d'acqua in cui le restanti tracce di un innato e invincibile idealismo si sono rassegnate a convivere con dosi massicce di polvere da sparo e di crudo, spietato realismo. Un uomo che ha deciso di non affondare: mettendo insieme i pezzi della metafora della via, del tao - che vena di sé l'intero albo finale -, egli si incammina verso la Sorgente dei Fiori di Pesco, spogliandosi, secondo lo schema di una inarrestabile progressione, di tutto ciò che gli impedisce di morire senza morire. Madame Niang, in sogno - Manfredi ribadisce l'importanza della dimensione onirica nel prisma del suo personaggio -, gli ha confermato che la via scelta è quella giusta. Così, mentre sempre più debole si avvicina a Meifong lungo un itinerario che fin dall'inizio della narrazione non è mai stato puramente geografico, Ugo rinuncia a porzioni di sé: agli amici, alla fedele Bodeo, alla maschera d'argento, compagna inseparabile di straordinarie avventure e scrigno contenente proteiformi ricordi. Suxi, i suoi intrighi, la rivolta dei Boxer, le pagine di Storia sono presenti e allo stesso tempo distanti: l'ultimo capitolo del racconto, coerentemente, li ha collocati in secondo piano, per illustrare con la dovuta compiutezza la chiusura del cerchio, il completamento di un processo di evoluzione e maturazione iniziato a Massaua, in Eritrea, nell'aprile del 1889; per riprendere con l'abilità di un regista di chiara fama l'arrivo di Ugo Pastore nella Sorgente dei Fiori di Pesco: nel regno dell'armonia tra tutte le creature viventi, dove rinascere a nuova vita, dove una tigre non è più un nemico da combattere.
Sì, in fondo la meta di ogni essere umano.

Nel regno dell'armonia
Tavola di S. Biglia, pag.98

(c) 2013 Sergio Bonelli editore

Nel regno dell'armonia<br>Tavola di S. Biglia, pag.98<br><i>(c) 2013 Sergio Bonelli editore</i>

Luci e ombre

Biglia, nelle prove precedenti - in particolare nel numero tre -, aveva firmato un ottimo lavoro: sorprende come nell'occasione non sia riuscito a ripetersi, offrendo nel complesso un rendimento inferiore ai suoi standard qualitativi: mescolando non da par suo luci e ombre, confeziona sequenze notturne che difettano nella cura del dettaglio non fine a se stesso e produce personaggi con mimica, espressioni e anatomie spesso non adeguate.
Buone le ultime sei tavole, ma, viste le premesse, era lecito aspettarsi decisamente di più da un disegnatore cresciuto non poco rispetto ai tempi in cui traduceva in immagini le splendide avventure di Magico Vento.

Molto bella l'ultima copertina di Corrado Mastantuono: trasmette con piena efficacia lo stato d'animo di Ugo, deciso a lasciarsi alle spalle le macerie materiali e spirituali dell'esistenza vissuta fino a quel momento.

Shanghai Devil n.18 - La Sorgente dei Fiori di Pesco - Marzo 2013 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 94 pagine - 2,90 € - mensile

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