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Si può Darwin di più, senza essere eroi

recensione di un romanzo incompiuto e un sacco di altre cose
Recensione di  |   | bonelli/


Si può Darwin di più, senza essere eroi
Romanzi a Fumetti n.7


Scheda IT-RFUM-7

Anteprima

Mah. La luna che esplode. I protagonisti che sono stati tenuti in coma farmacologico per un mese. Mah.

Lost ha fatto scuola. È evidente. Tutto l'albo è giocato sul continuare a far saltare fuori dei colpi di scena ma senza di fatto spiegare nulla e quando un personaggio pretende di voler avere delle spiegazioni un altro personaggio risponde "non sei ancora pronto" "fidati" "devi prima subire un addestramento" "avrai tutte le risposte a tempo debito". Magari Kinja potrebbe anche dire "non lo so neppure io, la Barbato non ha ancora deciso" e allora Darwin domanda "è chi è la Barbato?" e Kinja sornione risponde "la conoscenza della risposta a questa domanda sta alla radice dell'origine dell'universo stesso in cui noi due viviamo. Non mi chiedere più di quanto non mi sia concesso di dirti". E allora interviene Chieko a dire "ho come nella mente una parola che mi appare nei sogni, peccato o forse è spaccato se non specchiato, ma altre volte diventa piccatto, ma in questa formulazione non ha senso, per voi questa parola ha un qualche significato?" e tutti sorpresi rispondono che nei loro sogni l'hanno vista apparire molto spesso, ma non avevano mai avuto il coraggio di dirlo a nessuno. Kinja sornione riflette molto intensamente e dice che deve meditare prima di poter dare loro una risposta. Si ritira in disparte, si spoglia nudo e comincia ad osservarsi i tatuaggi. Usa dei pezzi di carta per ricalcarne alcune parti. Poi si riveste, ritorna nel gruppo e dice: "ho ricevuto le istruzioni sul luogo in cui dovremo andare, ho qui la mappa!" e tutti allora domandano "chi ti ha dato la mappa? Dove l'hai presa?" e Kinja tossisce e dice "non fatemi morire di cancro troppo presto con queste c***o di domande a cui non so rispondere. A tempo debito lo saprete. Ora non siete ancora pronti. Ma c'è una cosa importante che devo dirvi ed è..." e prima che la dica vengono attaccati da un gruppo Ninfomax, le donne selvagge che stuprano gli uomini per ripopolare il mondo. Loro le affettano tutte a colpi di katana. Qualcuno si domanda alla fine "ma non potremmo far incontrare le Ninfomax con i Goriots, così che vivano felici e contenti e ripopolino il mondo come gli pare?" e Kinja risponde: "questo non è la vostra missione, noi dobbiamo trovare prima il Motore del Mondo, e speriamo che gli Altri che arrivano dal Sud dell’Italia ci portino intatta l’Ampolla dell'Olio con cui lubrificare il Motore." "gli Altri?" domanda Darwin. "Chi sono gli Altri?" e Kinja tossisce e sputa sangue. "Ah, ok scusa, dimenticavo che non devo fare domande del c***o!"
E i nostri partono e tutti si sono dimenticati di richiedere a Kinja cosa stava per dire quando è stato interrotto dall'attacco dalle Ninfomax
Ma questo è quanto leggerete in Darwin 2 "Sette anime ed un etto di manzo" il prossimo Romanzo a Fumetti scritto da Paola Barbato.

Kent Darwin, uno che fa troppe domande
Romanzi a fumetti n.7, pag.88, disegni di L. Piccatto

(c) 2012 Sergio Bonelli editore

Kent Darwin, uno che fa troppe domande<br>Romanzi a fumetti n.7, pag.88, disegni di L. Piccatto<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli editore</i>

Come dite? Pensate che con questa mia parodia stia stroncando l’albo di Paola Barbato?
Ma no, non lo sto stroncando.
Non sto scherzando. La verità è che io, come tutti i personaggi di Lost, ho avuto un padre da cui sono stato influenzato profondamente. Non riusciva a dimostrare il suo affetto se non diventando ipercritico. Ne consegue che io riesco a dimostrare il mio affetto agli amici solo facendoli arrabbiare, attiro le ragazze che non mi interessano e faccio fuggire quelle che mi interessano, non parlo delle cose che non mi stimolano e divento sarcastico con quelle che mi stimolano.
Cerchiamo di capirci. Io comincio a non capire più bene cosa sia meglio scrivere sui fumetti in quanto a critica. Questo romanzo a fumetti della Barbato è una lettura fluida e scorrevole. Ci sono incongruenze a valanghe, ma il punto non è questo. Cosa ci aspettiamo da un fumetto? Contributi culturali ad ogni pagina? Continue idee originali mutaforma che si adattano per qualsiasi lettore nel momento stesso in cui le sue mani prendono contatto con la copertina dell’albo?
Cosa ci aspettiamo da un fumetto? Contributi culturali ad ogni pagina? Continue idee originali mutaforma che si adattano per qualsiasi lettore nel momento stesso in cui le sue mani prendono contatto con la copertina dell’albo?

Io penso che in qualche modo il mio sarcasmo su questo albo derivi sostanzialmente da una constatazione molto lucida: questa sceneggiatura l'avrei potuta scrivere anche io e senza alcuna difficoltà. Questa è la verità.
Da cosa nasce quindi il mio sarcasmo su Darwin? Dal fatto che è una brutta storia? O dal fatto che la mia mente riesce a smontare la storia nelle sue parti costitutive e il saperla smontare mi fa capire che l'avrei anche saputa montare?
È una storia brutta? O semplicemente la percepisco come una storia già udita e riproposta in un modo che potrei riproporla io stesso su due piedi? Il fatto che ci veda l'Ombra dello Scorpione, il fatto che ci veda Lost, il fatto che ci veda molto altro ancora va ad inficiare il mio giudizio?
Se non avessi letto il romanzo di King, se non avessi visto molti film apocalittici, se non avessi letto tutti i fumetti che ho letto, mi piacerebbe Darwin? Ma di fatto, voi credete che non mi sia piaciuto, solo per via di ciò che vi sto scrivendo?
In che modo funziona il processo di critica? In che modo ai lettori piace un prodotto? Per essere obiettivo un critico non dovrebbe aver letto nulla nella sua vita tranne l'albo che deve criticare? E se invece ha letto troppo questo non rischia di non farmi vedere che la storia di Darwin in realtà potrebbe piacere a molti che "il mio troppo" non lo hanno letto?

Pioggia di meteoriti su Parigi
Romanzi a fumetti n.7, pag.23, disegni di L. Piccatto

(c) 2012 Sergio Bonelli editore

Pioggia di meteoriti su Parigi<br>Romanzi a fumetti n.7, pag.23, disegni di L. Piccatto<br><i>(c) 2012 Sergio Bonelli editore</i>

Ho recentemente ascoltato quattro audiolibri di un autore italiano di cui non vi faccio il nome (presi in prestito in biblioteca ovviamente). Non vi faccio il nome giusto per far apparire la considerazione nella maniera più generica possibile. Col protagonista del romanzo credo che abbia già pubblicato 5 libri (quindi me ne manca uno) da cui sono stati tratti film per la televisione. I suoi romanzi vendono a valanghe in Italia e all'estero. Cosa dice nell'intervista allegata all'audiolibro? Che prima che lo pubblicassero tutte le case editrici gli davano picche perché dicevano che non aveva scritto nulla di nuovo. Che era una mescolanza di tanti generi e che quindi non solo era scritto male ma era pure, per nulla originale.
Lui dichiara che dopo diversi mesi dalla pubblicazione un'altra casa editrice gli ha scritto dicendogli (in relazione al testo che aveva presentato loro molto tempo prima) che avevano letto molto attentamente il suo libro e secondo loro doveva farsene una ragione che non sarebbe mai stato pubblicato da nessuna casa editrice. Lui non ha saputo trattenersi dal scrivere loro una risposta di questo tipo che io vi ripropongo a spanne e quindi sicuramente imprecisa nell’esposizione, ma non nello spirito:
"Molti autori dopo una lettera come la vostra, toccati nell'orgoglio, la scaglierebbero contro la parete di casa propria e si sfogherebbero urlando: 'quando mi pubblicheranno e venderò a valanghe, vi pentirete di avermi rifiutato il mio romanzo', ma grazie a voi credo di essere il primo autore a cui sia stata data la possibilità di vivere l'esperienza surreale di essere stroncato brutalmente non prima della pubblicazione, ma dopo che ormai il mio romanzo è andato a ruba nelle librerie. Di questa originale esperienza che mi è stato concesso di sperimentare, vi devo ringraziare."

Riguardo al fatto che l'albo di Darwin sembra un albo aperto (e probabilmente lo è) non vuol dire che non si possa chiudere nel modo in cui di fatto si è chiuso. Anzi, se Darwin terminasse realmente così come è terminato, senza alcun seguito, forse è da considerare pure una vera genialata.
Ma dopo tutto quanto vi ho scritto, la cosa più importante che è necessario mettere in rilievo su questo Romanzo a Fumetti firmato Barbato e Piccatto è che...

Darwin, Romanzi a Fumetti Bonelli n.7, soggetto di Luigi Piccatto, sceneggiatura di Paola Barbato, disegni di Luigi Piccatto, con la collaborazione di Renato Riccio e Matteo Santaniello, 287 pg. b/n, brossurato, giugno 2012, € 9,50

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