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La gladiatrice

Lilith al Colosseo
Recensione di  |   | bonelli/


La gladiatrice
Lilith n.7


Scheda IT-LILITH-7

Anteprima

Una storia che finalmente può fare il paio con il numero di esordio. Se allora c'era la freschezza della novità, ora l'ormai assodato mix di realtà storica e ucronìa finalmente inizia ad essere controbilanciato anche da un più consistente approfondimento psicologico dei personaggi (che poi sono solo due, Lilith e il cagnon...ehm, lo Scuro).

Come per Gea, anche in questa nuova fatica di Enoch era chiaro (o quantomeno plausibile), che una svolta all'altezza del sesto/settimo numero sarebbe avvenuta: le tensioni interne accumulate lentamente nei numeri precedenti iniziano a palesarsi, e le contraddizioni sullo stesso compito affidato alla giovane Lyca assumono ormai un sentire che si discosta dalla mera accezione filosofica. La storia funziona, anche e soprattutto perché ben ritmata, nell'ambito di un contesto storico rappresentato in maniera viva (al di là degli ovvi rimandi a "Il Gladiatore"). Le domande che il lettore si è posto finora si arricchiscono di nuove ed inedite sfumature. Il finale è solido e quasi brusco, ma rivela la maturità della serie: poca o molta che sia, c'è, si intravede, e un sospiro di sollievo (tenuto a freno per circa due anni, data la semestralità) si può anche tirare.

Resa grafica altalenante per quanto riguarda proprio Lyca/Lilith, ma bisogna ammettere che "Roma Caciarona" si fa ammirare in più di una tavola quale vera protagonista della storia (vd. ad es. pag.80).

Lilith c'è...o almeno, comincia ad esserci! Lilith n.7, "La Signora dei giochi", di Luca Enoch, Sergio Bonelli Editore, novembre 2011

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