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Dal profondo

gli orrori nelle profondità digrignano i denti, aspettandoti
Recensione di D.Maioli |   | bonelli/


Dal profondo
Stria. Romanzi a fumetti n.5


Dal profondo

Scheda IT-RFUM-5

  • Stria
    valutazione (6,6,7) 94%

Recensione

Quali misteri si celano nelle profondità della mente umana? A questa domanda prova a dare risposta Luigi Simeoni con Stria, quinto volume della collana Romanzi a fumetti Bonelli. Già autore, per la medesima collana, del graphic novel Gli occhi e il buio, che riscosse un ottimo successo di critica e vendite, l’autore bresciano torna nelle edicole con una storia che ha tutte le premesse per ripetere il successo della sua precedente fatica.

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Stria si prende i suoi tempi, sia nella presentazione dei personaggi sia dell’universo diegetico all’interno del quale essi agiscono, sia nel dosare le scene di tensione a quelle di indagine e introspezione, sia nel presentare e svelare i misteri.

L’intera narrazione si può dividere in tre blocchi, o macrosequenze o, per utilizzare un termine tratto dalla musicologia, movimenti. Queste tre parti, di lunghezza e contenuti differenti, possono essere così chiamate: l’esordio, con la presentazione dei personaggi e del loro mondo; l’indagine, con la presentazione del mistero principale e la sofferta indagine per arrivare alla sua soluzione; la conclusione, con lo scioglimento del mistero e la nuova presa di coscienza dei personaggi. A ciascuna di queste sequenze corrisponde un ritmo diverso: moderato, allegro e adagio.

La tripartizione fin qui illustrata (fenomeno assai comune, basti pensare alle mitologiche Parche come alle moderne Madri di Dario Argento) si può estendere anche ai personaggi: salvo una serie di personaggi secondari, o meglio non protagonisti, ben caratterizzati (il tenente Spadaro, Raffaella, la madre di Fabio, e Jada, una collega di Chiara) e di alcuni personaggi di contorno (Tone, Pierino e lo psicanalista), anche per i personaggi principali, o protagonisti, si può tracciare uno schema tripartito.

Fabio, Chiara e Alfredo, i tre personaggi principali da adolescenti
disegni di Luigi Simeoni, Stria, pag.314

(c) 2011 Sergio Bonelli Editore

Fabio, Chiara e Alfredo, i tre personaggi principali da adolescenti<br>disegni di Luigi Simeoni, Stria, pag.314<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli Editore</i>

I fatti narrati ruotano attorno a Fabio, un fotografo di guerra, Chiara, una hostess, e Alfredo, un ragazzo scomparso all’età di tredici anni. L’universo narrativo messo in scena da Simeoni è stato tratteggiato con molta cura. Simeoni inserisce i personaggi in un contesto storico e sociale credibile (l’Italia contemporanea), permettendo innanzitutto un maggior coinvolgimento da parte del lettore, e, cosa non da poco, di trattare alcuni temi di scottante attualità quali i tagli aziendali, e altre problematiche relative al mondo del lavoro e legate a filo doppio con la corrente crisi economica, la difficoltà nello stabilire relazioni affettive stabili e durevoli nel tempo, i problemi famigliari, la droga, il suicidio, i rimorsi di coscienza, il così detto male di vivere.

Il lettore ripercorre claustrofobicamente, sulla scia dei ricordi e degli incubi di Chiara e Fabio, una loro estate a Marmentino, alla ricerca della Stria (strega) che imperversa nel folklore locale. Un’indagine condotta all’interno della psiche umana, alla ricerca di ricordi perduti, attraverso dialoghi, sedute d’analisi, e soprattutto col duro confronto con la realtà. Una narrazione di modo fantastico che conduce il lettore sulla soglia tra realtà e incubo, ragione e pazzia, naturale e sovrannaturale.

Una vignetta densa di tensione e orrore
Vignetta Stria, pag.212

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

Una vignetta densa di tensione e orrore<br>Vignetta Stria, pag.212<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

Narratori e narratari. Una narrazione a matrioska.

Il meccanismo a orologeria ingegnato da Simeoni si evince anche nella rigorosa strutturazione narratologica, e nella conseguente scelta di fare raccontare i fatti a più narratori omodiegetici (ovvero di personaggi presenti nell’azione), divisi tra autodiegetici (protagonisti della storia) e allodiegetici (testimoni che raccontano la storia), ciò per diversificare i punti di vista e dare maggior consistenza, e verosimiglianza, all’impianto narrativo. Ciò comporta una narrazione a cornici che, come una matrioska, contiene all’interno altre narrazioni. Questo fa sì che molti personaggi, oltre a recitare il proprio ruolo all’interno della finzione diegetica, siano anche narratori e, in altre scene, narratari (coloro i quali è destinata una narrazione).

La cornice esterna, che inizia e conclude la narrazione, è data da Spadari, che nel suo ufficio si rivolge a un "tu" che non viene mai inquadrato, un narratario etereo la cui funzione è quella di permettere al lettore di entrare nella diegesi e di stabilire un rapporto con esso; in questo modo è come se il narratore attraversasse la tavola inchiostrata si rivolgesse direttamente a noi lettori. Ma all’interno della storia lo ritroveremo come narratario, quello più importante poiché l’unico possessore della verità. La sua narrazione è uno sfogo, un tentativo di condividere con qualcuno la verità celata dietro il dramma, e questo qualcuno siamo noi lettori.

Con questo graphic novel, l’autore, entra a pieno diritto tra i capisaldi degli artisti di segno realistico, innovando dall’interno la tradizione di stampo classico/bonelliano.

Chiara e Fabio sono a loro volta narratori e narratari, oltre che i protagonisti del racconto di Spadari. Sono narratori quando confessano le loro rispettive verità a Spadari, e quando tentano di recuperare i ricordi sepolti della loro adolescenza presso lo psicanalista di Chiara, e sono narratari quando ascoltano il racconto di Raffaella, la madre di Fabio, la quale cerca di aiutare i due ragazzi a far luce su un mistero che riguarda la loro adolescenza. Nel racconto di Raffaella, Fabio, Chiara, Alfredo, lo stesso Spadari, e tutta la comunità di Marmentino divengono, a loro volta, personaggi di una nuova narrazione. Abbiamo quindi un narratore di primo grado, Spadari, e tre narratori, Fabio, Chiara e Raffaella, di secondo grado.

La formula magica
Tavola, Stria pag.33

(c) 2011 Sergio Bonelli editore

La formula magica<br>Tavola, Stria pag.33<br><i>(c) 2011 Sergio Bonelli editore</i>

Lo stile di Sime

Il tratto stilistico di Simeoni raggiunge, in Stria, la piena consapevolezza di sé, dando prova di maturità e ponendosi come un modello di studio per i giovani, aspiranti disegnatori di fumetti. Con questo graphic novel, l’autore, entra a pieno diritto tra i capisaldi degli artisti di segno realistico, innovando dall’interno la tradizione di stampo classico/bonelliano. Il suo chiaroscuro è corposo e plasma con sicurezza le figure, e i luoghi, della narrazione. Il modo col quale fa recitare i suoi personaggi d’inchiostro permette al lettore un alto coinvolgimento della lettura, coadiuvato in ciò dalle scelte di regia, che alternano inquadrature statiche, ma dense di significato e correlate alla psicologia dei personaggi, a inquadrature dinamiche, in cui le linee cinetiche trasmettono tutta la velocità, l’adrenalina e il terrore che si svolgono durante le scene chiave di questa profonda, e complessa, narrazione. L’autore bresciano ha qui dimostrato di conoscere a fondo i meccanismi del mezzo di comunicazione fumetto, e di saperli ormai utilizzare con sicurezza e intelligenza per raggiungere i propri scopi comunicativi. Con i prossimi lavori cui sta lavorando, Sime avrà la possibilità di confermarsi all’interno del panorama fumettistico italiano, a coronazione di una carriera ormai più che ventennale segnata da numerosi successi.

Conclusioni

L’attesa che i lettori hanno dovuto sopportare, prima di poter leggere questo graphic novel, è stata ripagata da un’opera di pregevole fattura, a cominciare dalla copertina, inquietante e di grande effetto, capace d’introdurre immediatamente il lettore nell’atmosfera della vicenda narrata, segno della cura prestata alla realizzazione del fumetto, tanto nell’intreccio narrativo quanto nella sua realizzazione grafica, un’opera se possibile ancora migliore della prima, un’opera che segna la maturità artistica del suo autore e di tutto un genere del fumetto italiano. Un lavoro che è la prova tangibile che si possono realizzare dei fumetti ambientati in Italia senza sfigurare, grazie a una solida narrazione, a un riuscito sistema dei personaggi, al rigore della documentazione e della ricostruzione scenica.

Un’ulteriore dimostrazione di come il livello qualitativo delle pubblicazioni italiane sia in costante aumento e di come si possa proporre al lettore medio, il quale frequenta prevalentemente le edicole, un prodotto che non sfigurerebbe tra gli scaffali di librerie e fumetterie, luoghi attualmente adibiti alla vendita dei fumetti definiti "d’autore", o a sillogi delle migliori avventure dei più noti personaggi popolari. Si dice spesso che la seconda opera è quella più difficile nella carriera di un artista. Un plauso dunque a Luigi Simeoni per avercela fatta.

Stria, Romanzi a Fumetti Bonelli n.5, di Luigi Simeoni, 320 pg. b/n, brossurato, giugno 2011, € 9,00

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