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Una miniserie diversa

il capitolo conclusivo di Greystorm
Recensione di  |   | bonelli/


Una miniserie diversa
Greystorm


Scheda IT-GREYST-12

Scheda IT-GREYST-11

La pubblicazione come numero conclusivo di una miniserie di un albo come I capitoli dimenticati rappresenta sicuramente un evento inedito nella storia della Sergio Bonelli editore. Per la prima volta ci vengono svelati ufficialmente i segreti che stanno dietro alla produzione di una serie a fumetti, con sequenze inedite, una storia tagliata, gli studi preparatori dei protagonisti e degli ambienti, tutti elementi commentati perdipiù dagli stessi creatori Antonio Serra e Gianmauro Cozzi. La motivazione dietro ad una scelta così "radicale" ed appunto inedita risiede probabilmente nel desiderio di recuperare la lunga avventura, La gemma di Bilaspur, che occupa la parte centrale di questo ultimo numero, realizzata da Stefano Vietti e Anna Lazzarini, dal tono scanzonato ed ingenuo, e che si sarebbe male inserita all'interno della miniserie, dagli sviluppi molto più drammatici e avventurosi.

L'evoluzione di Robert Greystorm
Disegno di Gianmauro Cozzi, pag.4, Greystorm n.12

(c) 2010 Sergio Bonelli editore

L'evoluzione di Robert Greystorm<br>Disegno di Gianmauro Cozzi, pag.4, Greystorm n.12<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli editore</i>
Sarà interessante capire se la pubblicazione di un numero veramente speciale come I capitoli dimenticati diventerà una costante all'interno della casa editrice, come l'uscita futura del quasi analogo Magico Vento 131 potrebbe anche far pensare, il che costituirebbe una novità rimarchevole nei rapporti tra la Sergio Bonelli e il proprio pubblico, che sembra essere sempre maggiormente desideroso di conoscere tutti i retroscena alla base delle loro letture preferite.
La storia principale è di per sé discretamente realizzata, il soggetto rimanda alla realtà coloniale del Regno Unito dell'epoca, impegnato nella conquista dell'India, i disegni sono ottimamente realizzati da Lazzarini e si chiariscono meglio i rapporti tra i vari protagonisti: Jason Howard e i suoi figli, e le macchinazioni di Greystorm. Sussiste, è vero, un effetto straniante nel leggere questa storia, con i gemelli Howard alla scoperta di Londra, vera protagonista della vicenda, dopo aver già visto la conclusione della miniserie nel numero scorso.

Alla scoperta di Londra
Disegno di Anna Lazzarini, Greystorm 12, pag.33

(c) 2010 Sergio Bonelli

Alla scoperta di Londra<br>Disegno di Anna Lazzarini, Greystorm 12, pag.33<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli </i>
L'elemento di maggiore novità dell'intera miniserie è sicuramente costituito dalla figura del protagonista, Robert Greystorm, scienziato pazzo alla conquista del mondo, primo personaggio negativo titolare di una serie della casa editrice milanese, che ci aveva abituati fino ad ora a vari anti-eroi o a fuorilegge, comunque sempre positivi o al limite dell'amoralità. Anche altre testate uscite recentemente presentano dei personaggi a prima vista negativi, come la crono-killer Lilith, più che altro però prigioniera del ruolo impostogli, e il duro gangster Cassidy, che sono ben lontani in ogni caso dall'abiezione di Greystorm. In parte condizionato dalla presenza malefica che lo accompagna, lo scienziato inglese sembra abbracciare in pieno il suo ruolo di cattivo, perso nei suoi folli piani di conquista del mondo, roso dall'invidia e dal rancore verso l'amico d'infanzia Jason Howard, che arriva a tradire ed a uccidere a sangue freddo, e troppo superbo e ambizioso per accontentarsi dell'accoglienza che la società inglese tributa alle sue invenzioni, come accade in questo ultimo numero.
Per assurdo però Greystorm, nonostante il suo genio e l'allenanza malefica con l'essere soprannaturale, viene sconfitto da un manipolo di eroi composto dal giovane Hoanui, da un paio di reduci di guerra, e da due ex collaboratori che per di più utilizzano contro di lui, in un lavoro di squadra che stride con la sua desolante solitudine, le sue invenzioni.

Un'amicizia del passato
Greystorm n.12, pag.18, disegno di S. Denna e F. Palomba

(c) 2010 Sergio Bonelli editore

Un'amicizia del passato<br>Greystorm n.12, pag.18, disegno di S. Denna e F. Palomba<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli editore</i>
Rispetto alla "virata in nero" delle edizioni Bonelli, solo il tempo farà comprendere se la contemporaneità di queste scelte editoriali è legata al caso o all'adesione ad un maggiore realismo narrativo, del resto abituale nelle pubblicazioni a fumetti popolari di altre realtà editoriali, Stati Uniti d'America e Giappone su tutti.
Numerosi sono poi i differenti spunti presenti nell'intera miniserie: dal contrasto tra Scienza e Natura, evidenziato dalla rivalità tra Greystorm e Jason Howard, lo scrupoloso utilizzo di notevoli citazioni prese da fonti dell'epoca, come testimoniato dall'apparato redazionale dell'ultimo albo. In generale è la società dell'epoca ad essere presentata in maniera credibile, con tutte le sue contraddizioni, perfino di classe, come nel caso della giovane Elizabeth, dei barboni utilizzati come cavie da Greystorm, o i ragazzini presenti nell'ultima storia, costituendo una solida base per una narrazione che mescola fantascienza e romanzo avventuroso, citando rispettosamente il maestro Jules Verne, presente curiosamente anche come personaggio dietro le quinte con la sua corrispondenza con Greystorm, che ai suoi romanzi si ispira.
La miniserie si può dire complessivamente riuscita, nonostante alcuni numeri non siano stati completamente all'altezza, forse anche a causa dell'alternarsi di 3 differenti sceneggiatori sull'opera. Le sequenze migliori sono sicuramente legate alll'esplorazione del Polo e il tormento interiore di Greystorm, rispetto al fallimento della spedizione e alla frustrazione di non riuscire a capire la natura dell'essere che lo condizionava. Molto positivo e visivamente innovativo il lavoro di impostazione grafica di tutta la miniserie, ad opera di un Gianmauro Cozzi particolarmente brillante anche nell'esecuzione delle copertine, oltre che negli frontespizi della III pagina sempre differenti. Peccato che Cozzi non sia riuscito a trovare il tempo di realizzare neppure un albo, lasciando comunque le incombenze ad un ottimo e ristretto gruppo di disegnatori, tra cui vanno sicuramente citati i lavori del milanese Alessandro Bignamini, probabilmente ai vertici della sua ancor giovane carrriera.

La prima guerra mondiale
Greystorm n.9, pag.68, tavola di Bignamini

(c) 2010 Sergio Bonelli editore

La prima guerra mondiale<br>Greystorm n.9, pag.68, tavola di Bignamini<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli editore</i>
I capitoli dimenticati, Greystorm 12, testi di Antonio Serra e Stefano Vietti e disegni di Simona Denna, Francesca Palomba, Anna Lazzarini e Alessandro Bignamini, Sergio Bonelli editore, 226 pg., b/n, brossurato, settembre 2010, € 6,00.

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