Salta direttamente al contenuto

Verità e menzogne

teorie sul condizionamento
Recensione di  |   | bonelli/


Verità e menzogne
Caravan 3


Verità e menzogne

Scheda IT-CRVN-3

Avanti con coraggio

E la lunga carovana procede lenta ma decisa lungo il sentiero tracciato. Questo terzo numero di Caravan conferma quanto di buono si è visto nei due numeri precedenti e anzi rafforza la sensazione di assistere a un evento speciale nella lunga avventura del fumetto Bonelli in Italia.

Nessun eroismo, nessun personaggio dotato di qualità eccezionali, nessun crudelissimo «cattivo» invade le pagine di questa serie, sobria, pacata, ricca di profonde riflessioni, eppure incisiva, appassionante e capace di calamitare l'attenzione del lettore sino all'ultima pagina.

All'interno delle rigide squadrature imposte dallo standard Bonelli possiamo apprezzare una vera rivoluzione di temi e di contenuti, supportati da un solido impianto, a livello di sceneggiatura, assolutamente non tradizionale.

La Nest Point in marcia annunciata dai mezzi corazzati
Caravan, n. 3, p. 44

(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE

La Nest Point in marcia annunciata dai mezzi corazzati <br>Caravan, n. 3, p. 44<br><i>(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE</i>
Con Caravan stiamo assistendo, in termini di trasformazione della concezione del fumetto, a un fenomeno simile a quello che rappresentò Ken Parker nella seconda metà degli anni Settanta.
In termini di trasformazione del fumetto stiamo assistendo a un fenomeno simile a quello che rappresentò Ken Parker nella seconda metà degli anni Settanta.
Allora la rivoluzione consistette nel dissolvere il mito dell'eroe tutto di un pezzo e nel ricostruirlo in un personaggio dotato di profonda umanità, ricco di ideali ma anche di contraddizioni e di incertezze. In Caravan il protagonista scompare del tutto. La summa delle qualità tradizionali del «buono» e del «cattivo» le ritroviamo, spezzate e sfaccettate, in una serie di comprimari portatori non di valori assoluti ma solo di umane debolezze.

Medda riesce a rendere sempre più interessante la narrazione, approfondendo le psicologie di alcuni personaggi appena abbozzati all'inizio della serie e introducendone degli altri. Ulteriori personaggi che avevamo visto in primo piano nei numeri precedenti, ritornano in sordina, ma li immaginiamo pronti a intervenire, con le loro storie, con le loro vicende, le loro emozioni, nei numeri successivi. Questo processo di accumulazione, di avanzamento e di arretramento delle figure della narrazione riesce a dare una straordinaria unitarietà all'assieme e rende realmente protagonista la città in fuga che viene percepita dal lettore come un assieme di persone reali e non di figurine in movimento in base agli ordini dello sceneggiatore.

Mille verità formano una sola menzogna?

In La parola di un leader è affrontato il tema della verità e della menzogna in una società di massa. Nest Point, la città in marcia, si può infatti ancora definire una società di massa, anzi, per meglio dire, un embrione assolutamente sviluppato, pur nella sua limitatezza fisiologica, della società di massa.

Se in una società complessa i processi di manipolazione e di condizionamento delle coscienze possono risultare particolarmente complicati, in una comunità, le cui strutture sociali e comunicative sono state semplificate dagli eventi, quegli stessi processi possono assumere una sostanziale linearità. Per questo il processo di condizionamento di massa della popolazione nomade di Nest Point risulta particolarmente esemplare. Il leader, il sindaco di Nest Point, George Banks, è privato della sua autorevolezza dalla macchia del sospetto e dell'accusa (ingiusta) di un delitto infamante rivolta al figlio. Il meccanismo della manipolazione delle coscienze agisce su livelli psichici più nobili (il disprezzo nei riguardi del presunto stupratore) ma anche facendo leva su sentimenti più bassi, quali la diffidenza nei confronti del diverso. Il figlio dei Banks, infatti, anche se prova a condurre una vita normale, è un minorato psichico. La manipolazione delle coscienze nell'episodio, comunque, è risolta a un livello talmente semplice di efferatezza che può essere definita anche con altri termini più prosaici e trasparenti, quali inganno e menzogna.

Nel corso della narrazione Medda condivide con il lettore le verità, le menzogne e gli intrighi che sono architettati a danno del sindaco e della cittadinanza di Nest Point. Tale espediente narrativo è inconsueto nel fumetto tradizionale. Nella narrativa tradizionale l'eroe è al centro dell'attenzione e il lettore condivide con lui il succedersi degli avvenimenti. In Caravan il lettore segue il susseguirsi degli eventi da un osservatorio più alto, nel posto che lo sceneggiatore gli ha assegnato: affianco a sé.

In Caravan il lettore segue il susseguirsi degli eventi dal posto che lo sceneggiatore gli ha assegnato: affianco a sé.
Tale prospettiva, ancorché creare compiacimento, provoca una situazione di profondo imbarazzo, per il fatto che, a un certo punto, ci si sente abbandonati nel condividere il peso di una inquietante verità, ovvero il torto di una profonda ingiustizia.

E' un po' la prospettiva dello spettatore dell'antica tragedia greca che osserva il protagonista andare incontro, inconsapevole, alla propria distruzione. Viene a mancare anche la liberazione emotiva che può nascere dalla profonda indignazione nei confronti di chi ha commesso il misfatto. Giusto e ingiusto sono, in questo episodio, separati da una sottilissima linea di demarcazione. Anche chi manipola la verità appare come un debole strumento nelle mani di qualcuno molto più potente.

Nelle ultime pagine, poi, quel qualcosa di orribile e pressoché sovrannaturale che ha dato inizio a tutto ricompare, e questo elemento disorienta e rende ancora più soffuso il confine tra giusto e ingiusto, tra verità e menzogna. Il limite che qualche momento prima separava il bene dal male, diventa meno netto. Al lettore affaticato, dopo tante incertezze, viene posta, in conclusione, la domanda chiave dell'albo: ci può essere una giustificazione alla falsità? Le risposte, ovviamente, non sono fornite.

Emozioni

Come nel secondo capitolo della serie anche in questo episodio Medda tocca le leve della pietà e della compassione puntando alla delicatezza di sentimenti che può suscitare la visione della sofferenza dei più deboli e indifesi. Nel secondo numero c'era un cagnolino che si perdeva nel deserto e l'episodio creava dubbi e turbamenti nel suo giovane padrone. Qui abbiamo Lenny, il figlio minorato del sindaco, la cui forza è inversamente proporzionale alle sue capacità mentali, che piange perché il suo pappagallo è volato via e vive il suo dramma personale come un fanciullo, inconsapevole dell'enormità degli eventi che gli si stanno scatenando contro.

Medda rivolge la sua attenzione, piuttosto che agli avvenimenti stratosferici, alle piccole cose, come i sentimenti e le emozioni della piccola Ellen Donati. L'autore cerca di entrare nel suo cuore, si immedesima nei suoi sguardi e ci propone il mondo visto dal caravan da una bimba che rimpiangendo le sicurezze dissolte, rimane incuriosita, stupita e impaurita da quel che scorre dietro a un vetro in movimento.

Il mondo in fuga visto dagli innocenti
Caravan, n. 3, p. 28

(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE

Il mondo in fuga visto dagli innocenti<br>Caravan, n. 3, p. 28<br><i>(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE</i>

Disegno

Valdambrini dà una buona prova delle sue capacità. I ritratti dei personaggi sono quasi sempre impeccabili e anche se il tratto può apparire, in alcuni casi, sgraziato, questo è solo l'effetto da attribuire a un crudo realismo. I volti tratteggiati sono sempre dettagliati e ricchi di particolari: belli, delicati e sensuali per alcuni personaggi, rugosi, segnati e carichi di sofferenza per altri. E' da notare invece come manchi ancora un tratteggio definito di Jolene: a volte appare come una ragazzotta sgraziata, a volta come una giovane donna sensuale.

Una Jolene più sensuale
Caravan, n. 3, p. 59

(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE

Una Jolene più sensuale<br>Caravan, n. 3, p. 59<br><i>(c) 2009 SERGIO BONELLI EDITORE</i>
Buone le poche inquadrature in campo lungo in un episodio che privilegia il primo piano e il piano medio.



Vedere anche...

Scheda IT-CRVN-3

Condividi questa pagina...