Salta direttamente al contenuto

Lilith si presenta

la nuova miniserie di Luca Enoch
Recensione di , , ,  |   | bonelli/


Lilith si presenta
Lilith 1 "Segno del Triacanto, Il"


Lilith si presenta

Scheda IT-LILITH-1

Questa analisi critica vuole essere la raccolta di diverse opinioni, che si focalizzano su alcuni aspetti di questa nuova serie, individuandone pregi e difetti.
Una recensione corale, nella quale le voci dei recensori si fondono in un'unica sintesi, che cerca di cogliere l'anima della nuova opera di Luca Enoch, partendo da alcune macro-caratteristiche.

Madre violenza

Se si parte dall'eredità di Gea, non si può non pensare che le storie di Enoch tendano ad utilizzare sempre un canovaccio similare, gestito magistralmente con sceneggiatura e disegni da autore sapiente. Ma il soggetto? Ennesima super-adolescente-semi-nuda, ennesima parata di creature, ancora una guida che ne sa di più del protagonista, ancora violenza e stragi.

Una violenza che troverebbe giustificazione nella mancanza di morale della giovane proveniente dal futuro, sebbene sia difficile cogliere cosa l'autore voglia comunicare di "buono"

Appare quindi a tratti accessoria quella violenza non essenziale alla trama...
in un albo pieno di scarnificazioni e smembramenti fatti da un personaggio che non può essere neanche scalfito, forte di un'invincibilità che, in termini relativi, lo pone su un piano ben superiore di quello degli stessi guerrieri achei nei confronti del più inerme dei neonati della città di Troia.

Un'altra possibile giustificazione della violenza è data dai tempi ritratti, che furono bestialmente violenti: la guerra di Troia è un po' l'archetipo della guerra, e Omero non risparmia molto in merito. In questa stessa direzione cerca di muoversi Enoch, ma quel che manca all'autore bonelliano è il coraggio di rendere autenticamente realistica la sua violenza.
O quanto meno lirica in senso omerico.
La violenza, gli smembramenti, le morti, il sangue a fiumi, le gabbie toraciche spaccate sono ancora troppo patinate, troppo da cinema splatter e troppo poco da documentario. O da guerra vera.

Lilith riceve il suo battesimo
disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.115

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Lilith riceve il suo battesimo<br>disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.115<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

Appare quindi a tratti accessoria quella violenza non essenziale alla trama, quel sangue gratuitamente esibito, ma questi elementi sono forse divenute caratteristiche essenziali di Enoch, ed è senz'altro notevole il fatto che l'autore riesca a mettere assieme un cocktail così ben assortito di immagini da macelleria, ricostruzioni bucoliche e nudi cercando al tempo stesso di offrire nel complesso una sensazione di pulizia e di purezza.

In questa fusione di sangue e limpidezza il rischio che però corre Enoch è che al lettore rimanga solo la violenza. Come ci si può infatti immedesimare in una creatura apparentemente senza morale?

Morale e moralismo

In realtà, che in Lilith vi sia assenza di morale è palesemente smentito da quanto già vediamo in questo primo albo. Ed è infatti ipotizzabile che la storia di Lilith possa essere la storia della sua riacquisizione della piena dimensione morale. Schema che, ahinoi, già abbiamo visto in Gea. Ahinoi per la ripetizione. C'è da dire che la dimensione più ludica e scapestrata di Gea, che qui sembra tragicamente assente, ha sempre reso più agile la lettura, e più sopportabile l'insopportabile moralismo della protagonista (quello iniziale e quello finale, praticamente capovolto).

La duplice natura di Lyca - Lilith
disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.109

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

La duplice natura di Lyca - Lilith<br>disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.109<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

In Gea fin dal primo numero era infatti presente un tono ironico e scanzonato che controbilanciava anche le parti più moralisticheggianti. In Lilith, complice l'ambientazione classica di questo primo albo, il moralismo spicciolo è assente, ma è assente anche l'ironia: la seconda sfida di Enoch, dopo il rischio insito nella gestione della violenza, sarà proprio quella della comunicazione e del dialogo col lettore: saranno effettivamente la morale di Lilith e il moralismo i protagonisti della serie? Oppure saranno solamente pregnanti comprimari di una serie d'azione?

Clichés?

Terzo punto critico che emerge dalla lettura di questo primo numero: il rischio ripetitività. A pelle, emerge subito una sostanziale differenza con Gea, dove la "linea temporale" in cui si muove la protagonista coincide con quella dei suoi comprimari. Lungo tutta la serie si vede quindi Gea interagire con gli altri personaggi, i suoi affetti mutare, i suoi umori cambiare. Il lettore vede Gea crescere in un costante confronto con gli altri, mai da sola.

...Enoch, da sceneggiatore consumato, non mancherà di stupirci.

Lilith, al contrario, viaggia di epoca in epoca, e necessariamente avrà scarse possibilità di legare con altri personaggi, che molto probabilmente saranno sempre figure famose più o meno riconoscibili (come gli attori di questa semi-reale guerra di Troia). La crescita di Lilith (perchè comunque da Enoch ci si aspetta una crescita delle sue creature) avverrà quindi necessariamente in solitudine, e avrà probabilmente come unico punto di confronto reale lo Scuro.

Inoltre, pare piuttosto probabile il fatto che Lilith non potrà tornare al futuro, o meglio, al suo futuro: infatti, come è detto nell'albo, Lyca/Lilith uccidendo il principe dei Dardani ha reciso, o meglio reindirizzato una linea temporale. A prima vista, dunque, il tempo del suo universo non è una retta lineare, quanto - forse - il risultato della convergenza di linee temporali possibili. E il compito di Lilith è proprio quello di "riconvertire" le linee sfavorevoli.

La serie sarà quindi schematica? Probabilmente si. Ripetitiva? Il rischio c'è, ma conoscendo l'autore sarà comunque basso: sempre partendo dal confronto con Gea (forse sbagliato, ma inevitabile), è facile constatare come Enoch sia stato capace di ribaltare tutti gli schemi e le possibili ripetizioni presenti, inizialmente, nei primi episodi ("arriva l'intruso, il gatto si accende, Gea va e lo affetta").

Lyca non tornerà
disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.127

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Lyca non tornerà<br>disegni di Luca Enoch, Lilith n.1, pag.127<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

Non dubitiamo, quindi, che anche in questa nuova serie ci siano parecchie sorprese in cantiere e che Enoch, da sceneggiatore consumato, possa stupirci. Soprattutto dato che ha per le mani un personaggio completamente da costruire e da plasmare, suscettibile dei più svariati cambiamenti, e che si muove contemporaneamente in un futuro lontanissimo e impossibile, e in un passato a noi ben noto, ma insieme inedito.

E quindi?

Se tre sono i rischi sostanziali della serie, ben più di tre sono i suoi punti di forza: il valore dell'autore, completo nei disegni e nell'arte di sceneggiare. Un personaggio (è ancora presto per definirla "eroina") così nuovo che persino Sergio Bonelli ha difficoltà ad etichettarlo. Un potenziale narrativo infinito: Enoch ha tutto il tempo e lo spazio dell'Universo per fare entrare il lettore nel mondo di Lilith.
In attesa quindi del prossimo appuntamento (ahinoi, tra 6 mesi), restiamo con un buon sapore in bocca e l'appetito per vedere se il secondo viaggio nel tempo di Lilith sarà ben più gustoso ed emozionante.



Vedere anche...

Scheda IT-LILITH-1

Condividi questa pagina...