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Mano alla berta, Leo!

it’s the last smoke on the water
Recensione di  |   | bonelli/


Mano alla berta, Leo!
Leo Pulp 3 "Caso della Magnolia Rossa, Il"


Mano alla berta, Leo!

Scheda IT-LPULP-3

Ancora una volta, nel pieno rispetto della tradizione, siamo costretti a dire che le cose belle finiscono presto, o che sono sempre i migliori quelli che ci lasciano prima, e così via cincischiando.
Ma la realtà oggettiva è una: Leo is over, alla fine di un’anomala carriera fumettistica, tanto risicata (per quanto diluita) nella quantità, quanto scoppiettante e generosa sotto il profilo della percezione e dell’evidenza qualitativa. Chi scrive è lo stesso che, due anni fa, nel recensire il secondo numero, applaudiva al mantenimento degli elevati standard proposti nella storia d’esordio, e contemporaneamente si augurava che Leo non cadesse trappola del vincolo di una periodicità fissa, che ha interessato negli anni tanti progetti nati in un apparente clima di maggior libertà e respiro (si pensi – ognuno in relazione al proprio specifico contesto – a Napoleone, a Zona X, ma anche ad alcune delle collane dei “Maxi”, solo per portare alcuni esempi).

In questo caso, nel “redazionale” della seconda di copertina si lascerebbero intendere precise responsabilità a motivo della chiusura, dichiarando in maniera altrettanto velata che si sarebbero avute per il personaggio ben altre intenzioni…ma tant’è, non appare questa la sede per distribuire siffatte presunte colpe e/o meriti.
Il tempo allora di mettere mano al fiammifero, accendersi una sigaretta e chiedersi: che cosa rimane?
La nonchalanche con cui la voluta di fumo si espande risponde in luogo di ogni cosa: rimane un “lince privato” che ha avuto ampio modo di dire la sua.

Coffee & Cigarettes

Il carattere “parodistico” dei disegni, non disuso ad indulgere a volte in un esilarante grottesco, non ha mai privato i testi di solidità e coerenza, elementi forti che ben hanno dato ad intendere come Nizzi continui ad essere in grado di assorbire, sintetizzare, digerire e rielaborare (in una parola: reingegnerizzare) i molteplici spunti offerti da quella stessa letteratura, scritta e filmata, che ai tempi si pose come pilastro del compianto Nick Raider.

La svolta nelle indagini
disegni di Massimo Bonfatti

(c) 2007 SBE

La svolta nelle indagini<br>disegni di Massimo Bonfatti<br><i>(c) 2007 SBE</i>

E nell’arco di soli tre numeri si è assistito ad un raffinarsi degli equilibri tra i numerosi ingredienti su cui poggia la Los Angeles di Leo; ingredienti che, in questo “caso della Magnolia Rossa”, si sono combinati a dare vita ad una vicenda intricata, ricca di personaggi ed ambientazioni, pronta a svilupparsi su canoni rodati pur prendendosi la libertà di miscelarli allegramente, concedendosi il lusso di non limitarsi ad una lapidaria spiegazione finale (tipica della “scuola dei duri”) in favore di un respiro narrativo più completo, figlio di una riuscita contaminatio che, fin dalle remote Atellane e Fescennini, quando ben orchestrata ha saputo rendere lustro anche a quei generi che l’hanno fruttuosamente ispirata.
Non va dimenticato infatti che lo stesso Nizzi partì dal medesimo spunto della “Dalia Nera” per scrivere una tra le sue migliori storie per Nick Raider: ciò a riprova che, seppur Leo e Norma godano di un tratto meno “realistico” (le virgolette continuano ad essere d’obbligo!) di quello di Nick e Linda Van Horn, le due vicende coinvolgono il lettore con la medesima tensione.

Passa così lievemente in secondo piano, o meglio si conferma come ottimo “contorno” alla portata principale, il caleidoscopico parteur di cadaveri mutilati, di poliziotti duri e puri, di politici multigiochisti, luci ed ombre abilmente intrecciati sullo sfondo della Hollywoodland di un tempo, il tutto ovviamente condito da un pantagruelico vassoio di rimandi e citazioni, sia per i testi che per i disegni, quale nota distintiva sempre allegramente ostentata in quanto ossatura stessa delle avventure di Leo(pold) Pulp.

“...una riuscita contaminatio che, quando ben orchestrata, ha saputo rendere lustro anche a quei generi che l’hanno fruttuosamente ispirata...”

Eggs & Bacon

Terza storia, medesimo commento sui disegni:
“Ottimo lavoro, quello di Bonfatti. Il tratto è sempre sicuro e preciso e la sua attenzione per i particolari contribuisce in maniera fondamentale alla riuscita di questo albo. Una particolare menzione va all'uso del colore, raro da vedere negli albi Bonelli. L'apporto di Cesare Buffagni conferisce un importante valore aggiunto alla riuscita complessiva del lavoro. Le vignette sono ricche, accurate e "piene" senza essere ridondanti o barocche, ed il sapiente uso di luci e ombre conferisce, pur nel tono volutamente caricaturistico delle immagini, la cupezza e la drammaticità richieste dal testo.

Il commento ai disegni del precedente numero è più che mai appropriato anche in questo caso. La chiara matrice jacovittiana del tratto conferisce alle singole tavole una potenza espressiva e dinamica davvero senza pari, e che si fa quindi ampiamente perdonare di questi altri due anni di attesa.

Una normale chiacchierata tra duri
disegni di Massimo Bonfatti

(c) 2007 SBE

Una normale chiacchierata tra duri<br>disegni di Massimo Bonfatti<br><i>(c) 2007 SBE</i>

Ogni tanto ci si può permettere di essere un po’ pigri, anzi, si potrebbe persino tirare in ballo una qualche sorta di tradizione da rispettare, data la continuità dei risultati.

Sugar & Spice

Per concludere, ci si potrebbe idealmente rivolgere allo stesso Leo, proprio come fa Norma che, all’uscita del cinema, cerca di distillare un granellino di buon senso (anche con un po’ di ingenuità) dall’efficace nudità del finale di uno dei migliori gialli interpretati dal mitico Bogey.

“...la nonchalanche con cui la voluta di fumo si espande risponde in luogo di ogni cosa...”

Il tempo allora di mettere per l’ultima volta mano al fiammifero, accendersi la sigaretta e chiedere/chiedersi: e se qualcuno, a suo rischio e pericolo, storcesse comunque un po’ il naso di fronte ad una produzione di prim’ordine, che ha fatto dell’abilità citazionistica e del roboante impatto visivo il proprio sistema di riferimento? E se il binomio qualità/atemporalità non fosse del tutto campato in aria? E se…?
E per l’ultima volta, la nonchalanche con cui la voluta di fumo si espande tronca le domande superflue e risponde in luogo di ogni cosa: così vanno le cose nel mondo dei duri! Leo Pulp 3, "Il caso della magnolia rossa", di Claudio Nizzi, Massimo Bonfatti e Cesare Buffagni, 100 pg. colori, brossurato, Sergio Bonelli Editore, in edicola dal 31 maggio 2007, €4,50

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