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Atto primo: entra l'eroe

bello, dannato e con un passato da dimenticare. Ma riesce a fare colpo
Recensione di  |   | bonelli/


Atto primo: entra l'eroe
Demian 1 "Ricordo e la Vendetta, Il"


Atto primo: entra l'eroe

Scheda IT-DEMIAN-1

Leggendo il primo numero di una nuova serie, a maggior ragione se si tratta di una miniserie, c'è il rischio di sviluppare e dare, volontariamente o meno, un (pre)giudizio preventivo sull'intera opera e non sul solo albo in oggetto. Nel caso de "Il ricordo e la vendetta" questo rischio viene a mancare, perchè la storia è talmente particolare da fornire pochissimi spunti per poter prevedere come sarà Demian dal secondo albo in poi. E, meglio specificarlo subito, l'aggettivo 'particolare' ha connotati del tutto positivi.

Un approccio originale

Il primo numero della nuova miniserie bonelliana si segnala subito per l'originale presentazione del protagonista
L'opening act della nuova miniserie bonelliana firmata da Pasquale Ruju, giunta in edicola ad un anno esatto dall'esordio di Brad Barron, si segnala subito per l'originale presentazione del protagonista: Demian appare sin dalle prime pagine ma compare sul serio solo a pagina 100; la presentazione di Demian è affidata alle testimonianze delle persone che lo hanno conosciuto e al romanzo dello scrittore Pierre Rivac, che intende narrare la storia di questo eroe marsigliese avvolto dal mistero e dalla leggenda; e, infine, Demian è morto. Ovviamente vengono subito seminati gli elementi atti a far sospettare che Demian non sia morto davvero, ma il fatto stesso che un fumetto bonelliano cominci con l'uccisione, sia pure finta, del protagonista, è senz'altro degno di nota.

Rivac ricostruisce la vita di Demian
Demian 1

(c) 2006 SBE

Rivac ricostruisce la vita di Demian<br>Demian 1<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Ma più che sulla morte fittizia di Demian, ciò che conquista di questa sceneggiatura è il racconto filtrato dagli occhi e dalla penna di Pierre Rivac.
Questo espediente narrativo, oltre a rappresentare una sorpresa e a trasportare più velocemente il lettore nel flusso della storia, permette a Ruju di superare in scioltezza due possibili ostacoli: la rappresentazione di alcune scene, come quella sulla spiaggia in apertura dell'albo, che rischiavano di suonare fortemente retoriche e già viste (e in effetti così è, ma l'espediente narrativo riesce ad attenuare l'effetto senza per questo rovinare il pathos), e la costruzione dell'alone di leggenda attorno alla figura di Demian. In realtà non si capiscono bene i contorni di questo alone mitico, se dipenda solo dalle imprese raccontate in questo albo o se (come speriamo) ci sia dell'altro, ma sta di fatto che l'autore è comunque riuscito a suscitare questa sensazione.

Un repentino cambio di marcia

Le prime cento pagine dell'albo seguono questa falsariga, in bilico tra azione romanzata e una certa vena malinconica che ben si sposa con l'ambientazione marsigliese (ancora troppo sullo sfondo rispetto alle potenzialità), poi si cambia bruscamente, proprio nel momento in cui entra in scena il Demian in carne ed ossa, quello che presumibilmente sarà il 'vero' protagonista della serie. Da questo punto in poi gli eventi precipitano velocemente fra agguati e sparatorie, un antipasto (anche qui, con il beneficio del dubbio) di quello che sarà il tono della serie. Nel finale, Ruju si prende un grosso rischio, sotto forma di un colpo di scena che sovverte quanto visto nelle cento e passa pagine precedenti e che rischia di lasciare il lettore con l'amaro in bocca.
La morte dello scrittore mette fine (o forse no?) alla tecnica del narratore esterno, ma ha anche una valenza simbolica, rappresenta una sorta di passaggio di consegne tra lo scrittore che ha cercato l'eroe, e l'eroe stesso che è ora in grado di camminare sulle proprie gambe. Ciò non toglie che il cambio di registro nel giro di poche pagine e addirittura di poche vignette è fin troppo marcato.

Rifiniture non perfette

I disegni di Luigi Piccatto e Giorgio Sommacal sono efficaci ma discontinui, ed era lecito aspettarsi qualcosa di più. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, sia per i protagonisti che per i comprimari. Si nota una ricerca di volti, tratti somatici e abbigliamento differenti dal consueto, perfettamente calati nella realtà della costa francese. Molto buona anche la ricostruzione degli ambienti, che permette a Marsiglia di essere protagonista anche se fa solo da sfondo all'avventura. Purtroppo la parte grafica pecca di disomogeneità, soprattutto nel finale, dove vignette curate e ricche di rifiniture si alternano ad altre che sembrano appena abbozzate e in attesa di essere terminate, con volti ottenuti con pochi tratti, fisionomie approssimative e sfondi bianchi (vedere ad esempio le ultime vignette di pag. 107 e 108).

Essenziale ma perfettamente riuscita la copertina di Alessandro Poli, un esordiente assoluto in casa SBE. Con pochi elementi, un tratteggio pulito ma carismatico e dei colori efficaci la cover riesce a catturare lo spirito dell'albo e a rappresentare un valido biglietto da visita.

Il ricordo di Viviane
Demian 1

(c) 2006 SBE

Il ricordo di Viviane<br>Demian 1<br><i>(c) 2006 SBE</i>

In conclusione...

"Il ricordo e la vendetta" è senz'altro un ottimo teaser per la serie, un primo numero che riesce a dosare con grande maestria molti elementi senza abusarne nessuno, e soprattutto senza scoprire troppo presto le carte in tavola.
La storia lascia in sospeso molti interrogativi, ma riesce anche ad alimentare la curiosità per le prossime avventure
E' una storia che lascia in sospeso molti interrogativi: oggi non sappiamo di Demian molto di più di quanto non sapessimo prima della lettura, non conosciamo bene il protagonista, se seguirà l'archetipo dell'eroe bello e tormentato o se sarà qualcosa di più, ma senz'altro quest'albo riesce a stimolare la curiosità per vedere, se non altro, quale sarà la cifra stilistica che caratterizzerà la serie.
Demian ha iniziato a scaldare i motori; è presto per dire se si tratta di una fuoriserie o meno, ma questo primo numero è senz'altro notevole.
"Il ricordo e la vendetta", Demian 1, Sergio Bonelli Editore, 128 pag. b/n, brossurato, maggio 2006, €3,00

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