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La diversità secondo Bonelli


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Dylan Dog

Ma chi dedica moltissimo spazio con una particolare sensibilità al tema della diversità è Tiziano Sclavi che, nel 1986, realizza Dylan Dog. La prima serie horror della Sergio Bonelli Editore conosce immediatamente un successo irripetibile. Per la prima volta nel panorama narrativo l’anormalità non è più vista come qualcosa di cui avere paura. Con Tiziano Sclavi apprendiamo che molto spesso l’orrore non si nasconde dietro le deformità fisiche bensì dietro gli atteggiamenti della quotidiana normalità. L’orrore si può nascondere dietro una vita normale, scandita dai ritmi di una impressionante regolarità, si può nascondere nelle piccole violenze quotidiane che facciamo o subiamo, ma può anche esplodere improvvisamente dilaniando uno scenario di normalità solo apparente.

Nel 1988 in un albo speciale (Dylan Dog Speciale n.2, “Gli orrori di Altroquando”) viene pubblicato l’episodio “Ghor”, per i testi di Sclavi e i disegni di Micheluzzi. Il racconto breve si configura come un vero manifesto per il capovolgimento dei ruoli che Sclavi riesce a realizzare con indubbia efficacia.

Gli orrori di Altroquando
copertina di Claudio Villa

(c) 1988 SBE

Gli orrori di Altroquando<br>copertina di Claudio Villa<br><i>(c) 1988 SBE</i>
Per oltre mezzo secolo i fumetti Bonelli hanno fatto sognare generazioni di italiani; spesso hanno trattato temi che esulano dal semplice intrattenimento ed hanno avuto il merito di affrontare aspetti sociali particolarmente delicati.

Ghor è un essere mostruoso, deforme, privo di un occhio e con un capo smisurato posto sopra un corpo ipotrofico. Vive relegato in una cantina, imprigionato dai genitori naturali che lo odiano per la sua deformità. Consapevole della propria diversità, Ghor mostra tuttavia sensibilità e un inestinguibile affetto nei confronti dei suoi carnefici. Una notte, mentre soffre la sete, Ghor riesce a liberarsi dalla catena che lo tiene avvinghiato al suo carcere angusto. Alla ricerca di un po’ d’acqua sale nell’appartamento di sopra, al quale non gli era consentito avvicinarsi. La sua sola presenza scatena nel padre una furia inarrestabile: con un coltellaccio da cucina colpisce Ghor più volte fino a lasciarlo esanime in un lago di sangue. Esaurito il raptus omicida, i genitori, come liberatisi da un peso, riprendono a fare l’amore. Ma Ghor non è morto, con uno sforzo disperato esce in strada e finisce in una festa in maschera, dove tutti sono travestiti da mostri. A questo punto Ghor si convince che, se nel mondo reale tutti sono come lui, allora sono i suoi genitori ad essere dei mostri. E sbiascicando parole di pietà e comprensione nei confronti dei suoi carnefici muore, forse felice.

Il breve racconto (17 tavole) lascia il segno, colpisce nel profondo anche il lettore più distaccato comunicandogli una fastidiosa inquietudine. Anche il n.81 di Dylan Dog (“Johnny Freak”, 1993), di Marcheselli e Sclavi, affronta esplicitamente il tema della disabilità. La diversità diventa, per i sedicenti normali, un pretesto per sfruttare il disabile nella maniera più crudele possibile. Johnny è un intelligentissimo ragazzo sordomuto ridotto alla condizione di freak (cioè di scherzo della natura) da chi lo ha utilizzato come ricambio di organi. Per questo gli sono state amputate le gambe ed espiantati un rene ed un polmone. Johnny Freak avrà un suo seguito (Dylan Dog n.127, “Il cuore di Johnny”) che però non riuscirà a raggiungere la liricità dell’albo originario.

Johnny Freak
uno dei personaggi più amati dai lettori, disegni di Andrea Venturi

(c) 1993 SBE

Johnny Freak<br>uno dei personaggi più amati dai lettori, disegni di Andrea Venturi<br><i>(c) 1993 SBE</i>

Legs Weaver

Dopo Dylan Dog abbiamo il caso Luca Enoch che nel suo fumetto Gea realizza la figura di Leo, un paraplegico che affronta i problemi derivanti dalla sua disabilità con orgoglio e caparbietà. Ma di Leo e Gea abbiamo già parlato diffusamente nell’articolo La diversità degli eroi.

È interessante però vedere la visione di Luca Enoch della diversità e della mostruosità in genere come la possiamo cogliere in due episodi della serie Legs Weaver, la prima delle testate con protagoniste femminili edite da Bonelli (seguiranno poi Gea e Julia). Dopo la chiusura della testata Sprayliz, Luca Enoch aveva trovato spazio tra i disegnatori e gli sceneggiatori di Legs, testata che per il suo spirito ironico ben si adattava allo stile irriverente e anticonformista dell’artista. Per Legs, Enoch disegnerà cinque episodi, di tre realizzerà anche soggetto e sceneggiatura. Due di questi episodi (il n.16 “Tre bambine in pericolo”, 1997, e il n.32 “La tribù perduta”, 1998) ci interessano in maniera particolare per l’originalità con cui sono esaminate le differenze. In particolare colpisce il modo in cui Enoch affronta temi impegnativi con candore e leggerezza. I temi della differenza sono affrontati a tutto campo: fisico, sessuale e razziale. La storia parla di tre bambine concepite in laboratorio e destinate a essere utilizzate come cavie per realizzare un fantascientifico esperimento di ingegneria genetica finalizzato a prolungare oltre ogni limite la vita di un boss di numerose multinazionali. L’esperimento prevede il trapianto della testa del decrepito in un corpo giovane e forte. Le bambine manifestano subito capacità eccezionali e crescono a vista d’occhio: nel giro di poche pagine diventano delle signorine. Dopo una serie di vicissitudini le ex-bambine subiscono comunque l’espianto cefalico e dalle teste fuoriescono delle zampette da ragno che consentono loro di scambiarsi i corpi. Quella che potrebbe essere una mostruosa deformità diventa invece il pretesto per esperienze al di fuori del comune.

La scelta dei corpi nuovi
le tre ragazze terribili ideate da Luca Enoch

(c) 1997 SBE

La scelta dei corpi nuovi<br>le tre ragazze terribili ideate da Luca Enoch<br><i>(c) 1997 SBE</i>

Le ragazze (cioè le loro teste) si impadroniscono di corpi predisposti ad accoglierle: due corpi sono femminili, il terzo è maschile (non trovano di meglio). Di questa situazione surreale ne approfittano per provare i piaceri della sessualità maschile e di quella femminile assieme, zompando da un corpo all’altro anche durante il rapporto fisico. ;-)

Enoch utilizza l’espediente per una serie di gag esilaranti oltre che per una riflessione sulla diversità. Nella seconda avventura infatti le tre ragazze capiscono l’orrore che la loro diversità causa ai cosiddetti normali e fuggono via finché non trovano una “tribù perduta” che accetta la mostruosità come normalità.

In giro per la rete

Sergio Bonelli Editore
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Mobilità
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Linee editoriali

Sicuramente questi albi “enochiani” sono risultati i più lontani dalla linea Bonelli che ha sempre affrontato i temi politici e sessuali con grande prudenza. La serie Legs, nata probabilmente come esperimento, è stata quella in cui gli autori hanno goduto di maggiore libertà creativa e questo ha consentito a Luca Enoch di realizzare una storia dotata di una profonda verve erotica e con messaggi assolutamente anticonformisti. La recente chiusura di Legs non è sicuramente di buon auspicio per chi dal fumetto si aspetta originalità e anche irriverenza. Elementi questi che non sembrano del tutto compatibili con l’attuale politica editoriale di Bonelli. Infatti se pure, come si è visto, gli albi della Sergio Bonelli Editore esprimono una visione del mondo correttamente progressista, la linea editoriale non intende affrancarsi da una concezione di fumetto popolare, godibile da tutti, che non sia causa di particolari turbamenti.

Questo articolo è stato tratto dal numero 42 di "Mobilità", rivista bimestrale, per gentile concessione dell'editore.

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