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Pagine correlate:

  Terra perduta
Codice: [3] 94pp
Rating:
scheda di Michela Feltrin

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Tito Faraci
    Disegni/Copertina:
    Giancarlo Caracuzzo / Fabio Celoni
    Lettering:
    Luca Corda

    SERIE REGOLARE
    n°3 "Terra perduta" - 94pp - 07.05
    (5k)


In due parole. . .

Diretto a Clarksville, nel Kentucky, alla disperata ricerca di moglie e figlia, Brad Barron si imbatte nei McCloud, madre e figlio, e viene ospitato nella loro fattoria. Dopo avere difeso la famiglia McCloud dalle angherie di un vicino insidioso e contribuito alla distruzione di un allevamento di larve aliene, è tempo per il nostro eroe-biologo di riprendere il cammino.


Note e citazioni

  • In seconda di copertina l'autore precisa che il protagonista, durante la sua lunga fuga, "si muoverà tra i grandi generi popolari dell'immaginario degli anni Cinquanta". Il genere in cui si ambienta la storia di questo numero è il western.
  • Il modello a cui la storia si ispira è il film western "Il cavaliere della valle solitaria" ("Shane", Usa 1953, diretto da George Stevens). Oltre al mito dell'eroe vagabondo, vengono rievocati gran parte degli archetipi presenti nel film di Stevens: la donna bella e bisognosa di protezione (nella fattispecie, vedova); il ragazzetto ingenuo affascinato dall'eroe; la fattoria isolata, unico spazio "incontaminato"; il cattivo insidioso e disposto a tutto, attorniato da alcuni sgherri; il confronto/scontro e la sfida; il duello finale; l'eroe nuovamente in cammino.
  • Dal film citato è stata ripresa anche la scena "famigliare" di pag. 42, torta di mele inclusa, nonché il rito del bacio "della mezzanotte" (pag. 56). Il rapporto tra Brad e Tommy, pur con le evidenti differenze dovute alle diversa età dei due ragazzi, ricalca quello tra Shane e Joey, basato sulla condanna della violenza e sull'esaltazione dei quotidiani valori famigliari.
  • Un altro classico del western, rivisitato in questa storia, è quello della stampede. Il termine deriva dallo spagnolo estampida e nel "piccolo dizionario" gianluigibonelliano della rubrica "Nel West dicevano così ..." (vedi Tex n. 169, "La carica dei Navajos") veniva tradotto come "l'improvvisa e folle fuga dell'intera mandria nel cuore della notte". Ovviamente la mandria di questa storia non è costituita da bovini, bensì da gigantesche larve aliene.
  • Pag. 6: considerato che è già passato più di 1 anno dall'invasione aliena, é vano sperare che sia rimasto qualcosa di commestibile (scatolame incluso) tra le macerie del villaggio, anche se non fosse passato uno "sciame di cavallette".:-)
  • Il primo esoscheletro a venirci in mente, inteso come un semplice "scheletro esterno" è quello usato da Ripley in "Alien" ("Alien", Gb 1979) e "Aliens - Scontro finale" ("Aliens", Usa 1986). Per la scena di cui alle pag. 43-49, dove per esoscheletro si intende una "macchina comandata da un cervello umano, a sua volta controllato", un riferimento plausibile potrebbe essere Darth Vader, così come appare al momento della sua morte ne "Il ritorno dello Jedi" ("Return of the Jedi", Usa 1983).
  • Non è poi così curioso il verso dei vermoni allevati dai Morb (l'onomatopeico "gwworggg!"), quanto il fatto che sia tanto simile a quello degli stessi Morb, che, colpiti mortalmente, gridano "worgh!".:-) (segnalazione di Emanuele de Sandre)
  • Anche il bacio finale tra la donna e l'eroe è un classico dei film western anni Cinquanta: vedremo nelle prossime storie se Brad rimarrà un duro fedele alla (memoria della) moglie o se andrà più in là di un semplice bacetto, considerando sia la morale dell'epoca, sia le mutate circostanze di un mondo stravolto.
Incongruenze
  • Ci pare abbastanza singolare che entrambe le fattorie, quella dei McCloud e quella del cattivo Steve Ripping siano state risparmiate durante l'operazione di pulizia dei Morb. Ancora più strano è il fatto che non siano state distrutte dopo il fallito attacco alla base aliena condotto dagli uomini del posto, capitanati dal marito di Ellen Mc Cloud. Si osservi che la base aliena sorge a breve distanza da entrambe le fattorie e che molti dischi volanti perlustrano quotidianamente il territorio (vedi pag. 37). Persino dopo la fuga delle larve e lo scontro tra Brad e i Morb, nessuno tra gli alieni pensa di radere al suolo il territorio, oppure di chiamare rinforzi per andare alla ricerca di Brad, riconosciuto come il Numero Nove (pag. 65). Come se nulla fosse accaduto, i dischi volanti continuano a sorvolare la casa dei McCloud (pag. 98), dove madre e figlio continuano ad abitare tranquillamente, limitandosi ad evitare di uscire di giorno. Non ci pare proprio che siano costretti a "stare nascosti... come insetti che strisciano sotto i sassi e fra le crepe dei muri" (pag. 28).
  • In altre parole, a parte la ghost town delle prime pagine, l'ambiente che ci viene presentato non dà l'idea di "un'America invasa e devastata dagli alieni Morb" (pag. 2).
La frase
  • "Credevo di non poter più aver paura. Ma mi sbagliavo. Ho appena avuto paura, per due persone a cui voglio bene. E questo mi fa sentire migliore."
    Brad, pag.98


Personaggi

Brad Barron cavaliere solitario alla ricerca di moglie e figlia. Ellen McCloud proprietaria di una fattoria nei pressi di Mood River. Tommy McCloud figlio di Ellen. Steve Ripping [+] vicino di Ellen, la insidia e poi la rapisce. Jack Logan [+] tirapiedi di Ripping. Fred e altro tizio, lavorano alla fattoria di Ripping. alieni Morb [+] a guardia della base situata presso l'allevamento di larve.

Locations

dintorni di Mood River Fattoria dei McCloud Allevamento di larve dei Morb Fattoria di Steve Ripping

Elementi

Western story Mito del cavaliere solitario Allevamento di creature aliene Minacce Rapimento
 

 


 
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