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L’unicorno di Gabella e Jean

un thriller esoterico ambientato nei secoli passati
Recensione di E.Romanello |   | bandesdessinees/


L’unicorno di Gabella e Jean
L'unicorno


Un thriller esoterico ambientato nei secoli passati: un genere che negli ultimi anni è andato per la maggiore, soprattutto in letteratura, con qualità e fortune altalenanti ma che piace, e al quale appartiene di diritto una proposta di quest’anno della Panini Comics, "L’unicorno", di cui sono usciti i primi due volumi, "Il tempio di Asclepio" e "Le acque nere di Venezia".

La vicenda si svolge nel 1565, in un’Europa divisa tra gli splendori del Rinascimento e l’oppressione della Controriforma: in Francia il medico Ambroise Parè, figura realmente esistita e considerato tra i padri della medicina e chirurgia moderne, porta avanti i suoi studi sul corpo umano in maniera per la prima volta da secoli scientifica. Alcuni suoi colleghi anatomisti vengono assassinati, Parè si improvvisa detective e scopre che c’è un complotto per sterminare l’antica confraternita degli Asclepiadi, che si rifanno al dio Asclepio (o Esculapio) della medicina greca, insieme alle creature mitologiche loro alleate.

Realtà e fantasia si intersecano sapientemente nelle pagine di una storia che ricostruisce un’epoca cruciale nella storia d’Europa, divisa tra aneliti di sapienza e libertà e oppressione di poteri che non volevano rinunciare a secoli di dominio. Al centro di tutto, personificata nella figura di Ambroise Parè, eroe per caso, più un saggio che un giustiziere, che ha le sue armi nella scienza e nella conoscenza, c’è il tema della ricerca della verità e della giustizia, ma anche dell’importanza del progresso per aiutare il mondo ad uscire dalle tenebre dell’ignoranza. Temi attualissimi, perché, sia pure in maniera diversa, la lotta tra la libertà di scienza e i poteri politici e religiosi si ripropone anche oggi.

La copertina del secondo volume
disegni di Jean

(c) 2013 Panini Comics

La copertina del secondo volume<br>disegni di Jean<br><i>(c) 2013 Panini Comics</i>

Del resto, lo sceneggiatore Mathieu Gabella non è nuovo a parlare di eroi controcorrente, visto che nella sua serie "Idoles" ha fatto interagire i suoi supereroi con razzismo e intolleranza nella Francia contemporanea. Il disegnatore Anthony Jean ricostruisce il mondo dell’Europa del Cinquecento, con toni cupi ma ricchezza di ambiente, con fedeltà filologica nei costumi, nelle città, nelle scene di insieme ma capacità di dare spazio all’universo fantastico che irrompe nelle pagine di quest’odissea per scoprire il perché di determinati eventi.

Ambientato tra Parigi, le Alpi, Venezia, "L’unicorno" è una storia appassionante ma colta, da consigliare anche a chi nei fumetti cerca non solo puro intrattenimento, a chi crede che le nuvole parlanti siano una forma d’arte (cosa ormai scontata in Francia) e anche a chi magari non è particolarmente appassionato di fumetti ma ama il genere thriller esoterico, a cui aggiunge molto come originalità, dalla scelta dell’argomento ai personaggi allo svolgimento di una trama che non è mai banale né scontata.

L'unicorno di Mathieu Gabella (testi) e Anthony Jean (disegni e colori) - Panini Comics - € 13,00

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