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All'insegna della quotidianità

storia di un adulto moderno
Recensione di ,  |   | bandesdessinees/


All'insegna della quotidianità
Lo scontro quotidiano


All'insegna della quotidianità


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Non è sempre facile affrontare con spirito critico e col necessario distacco un’opera dalla quale, fin dalle prime battute, ci si sente coinvolti e alla quale ci si sente legati in una sorta di insondabile fratellanza.
Non è facile, soprattutto se l’autore è uno come Manu Larcenet, uomo dal vissuto personale molto ben caratterizzato, tra i cui titoli figura un certo Critixman, una specie di pamphlet comico diretto al critico contemporaneo che riveste i panni di un buffo supereroe, ma sempre più istituzionalizzato e 'marketizzato’.

Larcenet è oggi una certezza dell’arte fumettistica. Sulla quarantina, ha lasciato a 16 anni il natìo borgo per approdare a Parigi, vivendo per molto tempo in alloggi occupati abusivamente; una quotidianità fatta di guerre tra bande, scontri nelle banlieue e il tunnel della droga: l’aria pesante come la vernice dei graffiti sui muri. Al fondo, una luce, anzi due: la psicanalisi e il disegno.

Larcenet è oggi conosciuto nel nostro paese per la Guida alla sopravvivenza aziendale (ed. Q. Press), nella quale è travasata la riflessione sulla sua esperienza lavorativa in campo pubblicitario, e per Lo scontro quotidiano, uscito per i tipi della Coconino. Il volume traduce i primi due capitoli della serie omonima usciti in Francia nel 2003 e nel 2004, di cui si attende ora il seguito.

Marco è un giovane, ma non più giovanissimo, fotografo che ha abbandonato la città per ritirarsi in campagna, nel Beaujolais. Ma anche in questo rifugio solitario con una stufa a legna che a stento riscalda la sua casa deve fare i conti con le proprie nevrosi che esplodono in stati d’ansia che lo lasciano senza fiato e prossimo allo svenimento.
Come se questo non bastasse, Marco è nel pieno di una crisi creativa e lavorativa insieme: le fotografie che scatta gli paiono senza anima, senza luce. E attende una nuova ispirazione.
Incontrerà un simpatico vecchietto compagno d’armi del padre durante la guerra d’Algeria.
Ma soprattutto incontrerà Emilie, una graziosa veterinaria conosciuta in seguito a una malattia di Adolf, l’inseparabile gatto.

L'incontro con Emilie
disegni di Manu Larcenet

(c) Coconino Press

L'incontro con Emilie<br>disegni di Manu Larcenet<br><i>(c) Coconino Press</i>

Lo scontro quotidiano è la lotta che Marco deve intraprendere ogni giorno con se stesso, con la propria famiglia, con i condizionamenti sociali, per appropriarsi di uno spazio di autonomia del pensiero al fine di comprendere se stesso, la propria famiglia, la società che lo circonda. Del resto, l’immagine della vita come 'scontro’ e 'combattimento’ viene da lontano e risale almeno ai libri della Bibbia.

In giro per la rete


Manu Larcenet
sito ufficiale dell'autore
Coconino Press
sito ufficiale della casa editrice
Lo Scontro Quotidiano vol.1
recensione di Guglielmo Nigro su "Lo spazio bianco" Il protagonista è un personaggio "difficile": un carattere solitario, introverso e piuttosto diffidente. Per guarire dalle proprie angosce si sottopone all’analisi, proprio come lo stesso Larcenet: il lettino dello psicanalista è un oggetto-simbolo più volte ripetuto nelle strisce con il quale l’autore segnala per Marco una possibile salvezza o liberazione.
Un secondo oggetto-simbolo è la fotografia: come il lettino è il segno di una finestra sull’anima, la fotografia lo è su ciò che ci sta attorno. Il senso di crisi di Marco verso il proprio lavoro di fotografo è quello dell’esatta collocazione di sé nel mondo. Le riviste cui collabora gli richiedono foto di paesaggi, un’estetica astratta per abbellire le loro pagine. Marco invece sceglie di fotografare i volti degli operai della fabbrica dove anche il padre aveva per anni lavorato: e sono volti di uomini segnati dalle rughe del passato e dalla fatica, persone 'vere’ in virtù delle quali la fotografia diventa documento di testimonianza sociale.
E per Marco coinciderà con un vero momento di catarsi: la liberazione dagli schemi imposti dai condizionamenti socio-lavorativi per riappropriarsi della sincera e 'calda’ vita (come direbbe Umberto Saba).

Gli stati d'ansia di Marco, una dura realtà
disegni di Manu Larcenet

(c) Coconino Press

Gli stati d'ansia di Marco, una dura realtà<br>disegni di Manu Larcenet<br><i>(c) Coconino Press</i>

Un grande aiuto in questo senso giunge proprio da Emilie, che dolcemente si insinua nella vita di Marco, instaurando un rapporto tenero e rispettoso: dopo aver fatto spazio dentro di sé per accogliere l’altro, Marco è in grado di accettare la presenza di Emilie, e prospettare un futuro con lei.

Larcenet sostiene questa delicata, ma mai melensa, riflessione sull’esistenza contemporanea con un disegno molto curato e ai limiti del caricaturale. La caricatura - ovvero l’enfasi data a taluni tratti dell’aspetto delle persone - lungi qui dall’avere valenza comica, ha piuttosto il valore di un ritratto, come una sorta di pittura naturalistica che non edulcora i volti dei personaggi in una perfezione irreale, ma piuttosto non rinuncia a trascrivere quegli elementi che rendono unico un viso, un profilo, un’espressione. È la poetica dell’ordinarietà (Le combat ordinaire è infatti il titolo originale del romanzo a fumetti), alla quale l’arte - sia essa disegno, fumetto, fotografia - deve fare ritorno così come fanno i personaggi di Larcenet, che richiamano il lettore alla necessità di ritornare a se stessi e alla propria storia perché sia feconda e produca qualcosa di veramente unico e speciale.

Paolo Senna


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