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Quando un autogol non è una tragedia

una commedia amara di Davodeau
Recensione di  |   | bandesdessinees/


Quando un autogol non è una tragedia
Quelli che ti vogliono bene


Quando un autogol non è una tragedia

Chi sono "quelli che ti vogliono bene"? Bene per davvero, intendiamoci. Titù, star milionaria di una squadra di calcio francese, se lo chiede durante i pochi giorni, traumatici, che trasformano radicalmente la sua vita.
Gli vogliono bene i suoi procuratori? O la sua società? O i suoi fan idolatranti sparsi per la Francia? O i giornalisti sempre pronti ad inseguirlo a caccia di notizie? Chi gli vuole davvero bene?

La risposta che ci regala l'autore, Etienne Davodeau, farà felici quanti vedono nel calcio odierno un'esasperazione, una mancanza di senso della realtà che ha trasformato uno sport intenso e bellissimo in un circo. Perché chi ci vuole davvero bene è forse chi non lo sbandiera mai, ed è a questa conclusione che arriva anche Titù, prima di cambiare per sempre la sua vita, quella del suo amico Renaud, ma forse senza davvero cambiare le sorti di chi non vuole veramente cambiare.

Titù, Renaud e un giornalista
disegni di Etienne Davodeau

(c) 2006 QPress

Titù, Renaud e un giornalista<br>disegni di Etienne Davodeau<br><i>(c) 2006 QPress</i>

Davodeau dipinge una storia agrodolce in poche, efficaci pagine: la signora Colette decide di regalare al marito malato una cena col suo eroe, il campione della F.C.E. Titù. Dopo essere finalmente riuscita a convincere il calciatore, un ragazzone buono e forse un po' stanco della sua vita, la cena di compleanno ha luogo, con immensa gioia della signora Colette e del marito Adrien, e con semplice e delicata emozione per Titu.

Poi, però, l'imprevisto: Titù viene rapito da un conoscente della signora Colette, e trasformato in merce di scambio. Il suo essere "di tutti", un oggetto per sponsor, fan, procuratori diventa ancora più lampante: Titù non è più lui, è merce. Il tutto nel segreto più assoluto, perché a breve ci sarà LA finale, e la Francia non può permettersi di sapere che forse sta per perdere il suo eroe.

In giro per la rete


Etienne Davodeau
sito ufficiale dell'autore
QPress
sito ufficiale della casa editrice Tra rapitori improvvisati, veterinari segaossa, tifosi assatanati, Titù, stordito dalle droghe, stanco, sfiduciato, riflette sulla sua vita, e con lui riflettono i lettori, forse anch'essi stanchi e sfiduciati.

Ne risulta una storia da leggere ma soprattutto da condividere, per mostrare anche ad altri una faccia del calcio, e della vita, che forse ci piacerebbe vedere diventare realtà.

Davodeau, già premiato ad Angouleme per la miglior sceneggiatura di "Rurale!" e "La brutta gente", si conferma un acuto osservatore della vita reale, che riesce a trasporre in disegno con delicatezza e precisione. Senza essere un j'accuse alla società contemporanea, "Quelli che ti vogliono bene" è però un pungente ritratto del nostro mondo, e non pare strano immaginare tutta la storia a Milano, o Roma, con un nostro eroe nazionale nelle vesti di Titù.

Un albo di cui non si può raccontare di più per non perdere il gusto della lettura, ma che va trovato, gustato, conservato e condiviso. E complimenti a QPress per averlo portato in Italia. Quelli che ti vogliono bene di Etienne Davodeau - QPress, 9,90 euro - 48 pagine, 17x24 cm, brossurato - ISBN 88-901023-5-7

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