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La ricerca di Velissa

riscopriamo l'avventura e l'amore in un classico del fumetto francese
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La ricerca di Velissa
Alla ricerca dell'augello del tempo


La ricerca di Velissa

Scheda FR-QOIST-1

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Scheda

Oggi parliamo di poesia... e di avventura, di leggende, di misticità, di magia, di tenerezza, di amore e di comicità. Lo facciamo perché abbiamo rispolverato dalla nostra antica biblioteca un classico del fumetto francese: era lì, in attesa di essere rivissuto, fra le avventure di Asterix e quelle ancora più vetuste di Tintin. Il suo richiamo era come il suono cupo di un corno, un corno di battaglia suonato da un guerriero ormai stanco, ma sempre fiero del proprio coraggio e della propria forza d'animo.
Il guerriero, bianca barba folta e occhio lucente, alza lo sguardo e ci porge la mano, ma non la prende: appena ci avviciniamo tende il braccio e indica una strada. E' lì che dobbiamo andare, nel folto della foresta, verso un luogo che i viandanti chiamano...

...la Masseria del Cavaliere Bragon

Per tutti coloro che amano il fantasy, "Alla ricerca dell'augello del tempo" (è possibile far riferimento alla scheda enciclopedica per i dettagli su trama, personaggi ecc.) rappresenta una delle colonne portanti del fumetto mondiale e si ritaglia un posto nel cuore di chi riesce a leggere oltre le parole il significato celato nelle avventure di quella che apparentemente sembra una bambolona sexy, di un povero fuggitivo decerebrato e di un vecchio e stanco guerriero. Vivere per un obiettivo, scoprire dei sentimenti che non si sapeva neppure esistessero, capire il significato della propria vita: non stiamo parlando di un semplice fumetto o di ancor più grezzi fogli di carta disegnati; no, se accostiamo l'orecchio e guardiamo oltre, possiamo scoprire che c'è molto di più e questo è servito fra le pagine di un'opera magnificamente diretta da due grandi autori.

Bragon protegge Velissa
Volume 1 - Pag. 38

(c) 1999 Alessandro Editore

Bragon protegge Velissa<br>Volume 1 - Pag. 38<br><i>(c) 1999 Alessandro Editore</i>

Bragon, un guerriero ormai dedito alla cura della propria Masseria, luogo di ritrovo per i viandanti delle terre di Akbar, è l'eroe,
Per tutti coloro che amano il fantasy è una delle colonne portanti del fumetto mondiale
colui che serve, che protegge e che veglia sulla piccola Velissa, nel dubbio atroce di esserne il padre, grazie ad una lunga storia d'amore con la strega Mara. Egli è costretto a scoprire involontariamente e in poco tempo cosa voglia dire "fare il padre": si arrabbia per le sciocchezze della figlia, è geloso se questa viene insidiata, la rincorre se fugge e l'abbraccia se piange.
Per contro, Velissa è apparentemente la figlia rabbiosa di un grande guerriero: fiera, conscia della propria bellezza, indisponente e cocciuta. In lei risiede tutto il sentimento della ribellione giovanile ed è sempre attuale, come lo sono le generazioni di giovani che siamo abituati ad affrontare ogni giorno nelle scuole, nelle strade e sui muretti.

Il Tempio dell'Oblio
Volume 2 - Pag. 25

(c) 2000 Alessandro Editore

Il Tempio dell'Oblio<br>Volume 2 - Pag. 25<br><i>(c) 2000 Alessandro Editore</i>

Ma l'importanza dell'equilibrio in un racconto potente e allo stesso tempo spensierato, non sarebbe completa se non ci fosse l'elemento comico, quella scintilla di ilarità che ci fa divertire e sognare allo stesso tempo: seppure personaggio ridicolo e quasi di secondo piano, Messer Sconosciuto è il matto del villaggio, il povero sfigato, un essere inutile quanto insignificante, eppure chiave essenziale al compimento della missione. Il suo ruolo è quello di sdrammatizzare i momenti tragici dell'avventura, di creare siparietti comici (mitica la scenetta del vomito in faccia alla guardia Jesira, durante il furto delle cavalcature) e di commettere le sciocchezze che tante volte rischiano di mettere in difficoltà la compagnia.
l'amore è la poesia che pervade la storia, il sentimento che affiora definitivamente, che da una parte ci strazia e dall'altra ci commuove per la sua tenerezza
Infine Bulrog rappresenta il lato incognito dell'avventura, l'elemento destabilizzante, colui che per molto tempo simboleggia l'imperscrutabilità e il fine celato delle proprie azioni. Bragon è ostile nei suoi confronti, mentre Velissa ne è attratta e decide di potersene fidare. Bulrog impersona colui che forse più di tutti subisce il mutamento estremo, che scopre di essere qualcosa di diverso e di avere uno scopo di vita superiore. E forse mette in risalto l'aspetto epico dell'intera avventura.

Il risvolto della medaglia

Un antico adagio dice che "Non è tutto oro quel che luccica": non possiamo rivelare qui i risvolti fantastici della trama dell'Augello del Tempo, tuttavia possiamo caricarli di significato e metterne a nudo forze e debolezze.
L'amore è il cardine della vicenda: l'affetto per una persona che si è imparati ad amare, a custodire ed a scoprire. L'importanza che l'altra persona acquisisce nel nostro cuore, invadendolo e riempiendolo di calore, spezzandolo o fermandolo per la disperazione: non si è in grado di controllare questo sentimento così instabile, così labile e così crudele, quando quello che credevamo fosse il centro delle nostre attenzioni perde di intensità fino a svanire per sempre. Eppure, l'amore è la poesia che pervade la storia, il sentimento che affiora definitivamente, che da una parte ci strazia e dall'altra ci commuove per la sua tenerezza.

Velissa e i poteri di Pellicciotto
Volume 2 - Pag. 44

(c) 2000 Alessandro Editore

Velissa e i poteri di Pellicciotto<br>Volume 2 - Pag. 44<br><i>(c) 2000 Alessandro Editore</i>

Perciò Velissa sarà lì, seppure creatura irreale, e scoprirà soltanto alla fine di non essere solo un guscio vuoto animato da una creatura dai poteri soprannaturali, ma di sapere, anche se per finta, che può amare suo "padre" Bragon, lasciandosi scivolare una lacrima sul viso o restando mano nella mano con il suo genitore acquisito, prima che l'oblio la trascini via dal mondo terreno.
Quando entriamo nel Regno delle Sette Marche, ne diventiamo parte e tutto ci appare quasi come ovvio, per quanto ne rimaniamo coinvolti. Questo perché il punto di vista leggendario è così equilibrato con il realismo dei personaggi, le loro debolezze e il loro modo di interagire, che tutto diventa vero.
Il lato negativo è invece la sete di potere di Mara, quella fame che consuma gli animi crudeli e fragili e che fa strage di popolazioni quando si concretizza nel potere di coloro che non dovrebbero regnare. Fortunatamente, c'è sempre una via d'uscita e le leggi dell'universo sono più potenti e inesorabili di qualunque potere divino, ristabilendo in modo giusto l'equilibrio naturale delle cose.

La terra di Akbar

Lo splendore de "Alla ricerca dell'augello del tempo" si manifesta non solo nell'aver creato personaggi forti, divertenti e realistici, ma anche nell'aver saputo dare loro un background storico e leggendario di tutto rispetto, mettendo particolare cura al significato dei racconti narrati davanti ad un fuoco scoppiettante e dando sempre un'impronta poetica al motivo per cui tutto accade. Il tutto sfruttando dialoghi veloci e frizzanti, in simil stile Woody Allen.

Le Tendre possiede la sua storia, conosce il suo mondo, la sua Akbar e sa perché è fatta così. Niente succede per caso e su Akbar le leggende, seppur costellate di eventi "impossibili", sono vere e se si verificano vuol dire che qualcosa doveva mutare. Non ci sono mappe nelle vignette, non ci sono libri sfogliati, perché tutto è mistero, tutto è lasciato all'orientamento del lettore che scopre lentamente i piani dell'autore e ne resta affascinato, quasi frastornato per l'intensità e la forza espressiva. Quando entriamo nel Regno delle Sette Marche, ne diventiamo parte e tutto ci appare quasi come ovvio, per quanto ne rimaniamo coinvolti. Questo perché il punto di vista leggendario è così equilibrato con il realismo dei personaggi, le loro debolezze e il loro modo di interagire, che tutto diventa vero. Ed è vero perché è nella natura stessa di Akbar, nel motivo per cui esistono le Sette Marche, i resti delle città perdute, le creature mostruose dei deserti, le foreste impenetrabili, le cavalcature volanti, i poteri magici e tutto quello che serve per perdersi nella bellezza di quest'avventura.

Il Dito del Cielo
Volume 4 - Pag. 13

(c) 2004 Alessandro Editore

Il Dito del Cielo<br>Volume 4 - Pag. 13<br><i>(c) 2004 Alessandro Editore</i>

E tale carica realistica è tanto più potente quanto i disegni ce la fanno apparire: all'inizio Loisel è acerbo, ma pur sempre dinamico e tratteggia sfondi e personaggi con una semplicità e una ricchezza di particolari tali da deliziare ogni palato.
lo stile di disegno non è realistico, però è adatto alla storia che viene narrata, ossia è il classico stile che è perfetto per una storia fantasy, ricca di creature strampalate, di luoghi leggendari, di scenette comiche e di personaggi dalle espressioni particolari
A dir la verità, lo stile di disegno non è realistico, però è adatto alla storia che viene narrata, ossia è il classico stile che è perfetto per una storia fantasy, ricca di creature strampalate, di luoghi leggendari, di scenette comiche e di personaggi dalle espressioni particolari. E' evidente che le strutture corporee in alcuni soggetti sono quasi caricaturali, eppure la consapevolezza che abbiamo nel leggere una storia di questo genere ispira ad aspettarci proprio i disegni che alla fine abbiamo davanti ai nostri occhi.

Una luce sul futuro

Le avventure narrate da Le Tendre e Loisel non terminano con Velissa. I due sono infatti tutt'ora impegnati nel ciclo di Mara: il primo volume vede come protagonisti due giovani Bragon e Mara e si intitola "L'amico Javin". Lo stile inconfondibile di Loisel è maturato stupendamente e grazie alle tecniche di colorazione attuali il risultato è spettacolare. In patria, questo prequel è stato presentato sempre sotto il titolo originario de "La quête de l'oiseau du temps" (come qui in Italia), ma fa ripartire la numerazione da 1: Alessandro Editore ha scelto di mantenere quindi la numerazione originale, aggiungendo tuttavia il sottotitolo "Mara" (come aveva fatto con i primi quattro volumi, inserendo "Velissa"). Inoltre, a novembre 2007, in Francia, è stato pubblicato il secondo volume, mentre in Italia non è ancora uscito nulla.
Nel frattempo, il cavaliere che ci ha aiutato ad entrare nei boschi di Akbar resta nel nostro cuore, e sappiamo di avere in noi la gioia di ricordare con tenerezza e divertimento i luoghi sacri e leggendari che ci hanno insegnato a sognare e ad immaginare l'arte dell'avventura.

"Alla ricerca dell'augello del tempo", di Serge Le Tendre (testi) e Regis Loisel (disegni), Alessandro Editore, colore, cartonato

Volume 1: "La conchiglia di Ramor" (1999) - 24x32, 62 pp, 16,99 euro
Volume 2: "Il temp(i)o dell'oblio" (2000) - 24x32, 56 pp, 16,99 euro
Volume 3: "Il Rige" (2004) - 24x32, 62 pp, 16,99 euro
Volume 4: "L'uovo delle tenebre" (2004) - 24x32, 64 pp, 16,99 euro


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